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MASTERS OF HORROR - 2° Stagione

 

THE DAMNED THING

Regia : Tobe Hooper
Cast : Sean Patrick Flanery, Marisa Coughlan, Ted Raimi

La storia narra di una forza malefica che devasta una piccola cittadina del Texas facendo impazzire la gente. Lo sceriffo, interpretato da Sean Patrick Flanery, si trova a combattere questa forza, che già 25 anni prima, si era scatenata sul piccolo paesino mettendo contro i mariti e le mogli, fratelli e sorelle, genitori e figli. E lo sceriffo era già stato protagonista da bambino dell'improvvisa pazzia del padre che aveva ucciso la madre e aveva cercato di uccidere anche lui.

Dal punto di vista del gore e dello splatter questa nuova stagione di MASTERS OF HORROR si è aperta nel migliore dei modi. Ci sono diverse scene memorabili nella prima parte del film : una donna tranciata in 2, un uomo che si suicida a martellate in testa, colpi di fucile in bocca...
A parte questi effetti speciali ben congeniati e realizzati, il film non è un granchè. La tensione nella parte finale è piuttosto alta, ma la storia di per sè non brilla e la regia di Hooper (che pur aveva fatto sperare con l'episodio "DANCE OF THE DEAD" nella stagione precedente) è piuttosto scadente, così come la messa in scena. Qualche bella idea qua e là, ma niente di più. Gli attori sono sufficienti. Il finale non si può guardare, con degli effetti digitali pessimi.

 

FAMILY

Regia : John Landis
Cast : George Wendt, Meredith Monroe, Matt Keeslar

Una giovane coppia si trasferisce in una nuova casa e fa subito la conoscenza del vicino. All'apparenza sembra un un uomo tranquillo, gentile, ma nasconde un terribile segreto...

Dopo "DEER WOMAN" della stagione precedente (carino soprattutto per la splendida protagonista) John Landis firma un ottimo episodio, ironico, divertente, che non si prende sul serio. Il protagonista è un tipo strano, all'apparenza tranquillo, ma di giorno va in cerca di persone, che uccide e brucia nell'acido, per utilizzare poi i loro scheletri come manichini per "costruire" la sua famiglia, con i quali parla e passa tutta la giornata (ovviamente immaginandosi tutto). Il gore è a buoni livelli, la storia non è originalissima, ma è molto carina e divertente. Gli attori, soprattutto George Wendt, che interpreta il vicino, recitano molto bene.

 

THE V WORD

Regia : Ernest Dickerson
Cast : Branden Nadon, Arjay Smith, Michael Ironside, Lynda Boyd

Due ragazzi hanno la "brillante" idea di passare una serata diversa, all'interno dell'obitorio. Sfortunatamente scopriranno che i morti che giacciono sulle barelle non sono tutti morti...

Storia di vampiri, lontana cmq dai canoni classici dei "vampyr-horror". La prima parte, all'interno dell'obitorio, è molto bella, claustrofobica, e la tensione è alle stelle. La seconda parte è un po' lenta e in alcune sequenze anche un po' stupida. La parte finale invece diventa più interessante e il colpo di scena è forse però un po' troppo "buonista", visto che si tratta sempre di un film horror. Sceneggiatura, opera di Mick Garris, discreta, anche se non completamente originale. Sangue ed effetti speciali, opera come di solito nella serie di Masters of Horror del grande maestro Greg Nicotero, sempre presenti e ben realizzati.

SOUNDS LIKE

Regia : Brad Anderson
Cast : Chris Bauer, Laura Margolis

Un uomo ha dei poteri straordinari, riesce a sentire tutto quello che un uomo normale non è in grado di ascoltare : ultrasuoni, suoni impercettibili per l'uomo e forse anche per gli animali (addirittura il movimento delle pupille della moglie mentre dorme). Grazie a questa dote riesce a sentire, appoggiando il capo sul torace, la grave anomalia cardiaca del figlio, un cancro che lo porterà alla morte. Distrutto da questa grave perdita, l'uomo non è più lo stesso e anche la sua dote uditiva sembra essersi amplificata a tal punto da portarlo alla pazzia...

Esempio di come un film, senza il benchè minimo uso di gore o splatter, possa tenere incollato alla poltrona lo spettatore solo per la splendida messa in scena, l'ottima tecnica di regia di Anderson e la storia piuttosto originale. La prova di Chris Bauer è davvero ottima ; l'attore è in grado di far comprendere allo spettatore tutte le minime sensazioni provate e il disagio e la paura che lo coglie nei momenti in cui la "dote uditiva" si rivela. Forse qualche idea poteva essere sfruttata meglio, come nel caso del finale, ma tutto sommato rimane un buon film, quasi per niente horror, ma cmq un buon film.

PRO-LIFE

Regia : John Carpenter
Cast : Caitlin Wachs, Ron Perlman, Bill Dow, Jeremy Jones, Emmanuelle Vaugier

Una ragazza di 15 anni viene violentata da un demone dell'inferno e grazie all'aiuto di 2 dottori viene portata in una clinica privata per aborti. La ragazza vuole assolutamente abortire, ma il padre, accompagnato dai suoi 3 altri figli maschi, che è un anti-abortista convinto, violento e decisamente radicale nelle sue azioni, prenderà con la forza la clinica, armato fino ai denti. Ma non sa ancora cosa lo aspetta. La pancia della figlia cresce ogni minuto di più...
Il miglior episodio dell'intera serie, compresa la prima stagione. John Carpenter conferma, dopo l'ottimo CIGARETTE BURNS della scorsa stagione, che si è rivelato uno dei migliori episodi insieme a JENIFER di Argento, IMPRINT di Miike e DREAMS IN THE WITCH HOUSE di Gordon, di essere ancora in gran forma, alla faccia di tutti quelli che lo davano per spacciato e finito. Il film è davvero molto bello. Certo, la storia è un po' trash (il demone che mette incinta una donna e poi torna per prendersi ciò che gli appartiene, la sua "dolce creatura"),m a è girata con un grande classe e un'ottima tecnica. Dal primo minuto fino all'ultimo la tensione sale gradualmente alle stelle, con la pancia della ragazza che con il passare del tempo si gonfia e si contorce, fino alla "sorpresa" finale (ricorda molto la lenta trasformazione, mentre la tensione sale fino all'estremo, in IL SIGNORE DEL MALE, capolavoro dello stesso Carpenter). Gli attori, soprattutto Ron Perlman, recitano davvero bene. Effetti speciali e gore alle stelle (molto bello il trucco del "demone-padre" e anche quello del "demone-figlio", che ricorda una delle creature de LA COSA, altro capolavoro di Carpenter, con la testa del bambino attaccata al corpo di un grosso ragno).

PELTS

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THE SCREWFLY SOLUTION

Regia : Joe Dante
Cast : Jason Priestley, Kerry Norton, Linda Darlow, Elliott Gould


Uno spaventoso virus, che invade prima alcuni paesini americani e poi l'intero paese (e forse il mondo intero), trasforma tutti gli uomini in feroci e pericolosi assassini che uccidono, colti da istinti sessuali, qualsiasi donna incontrino, tra cui mogli, mamme e persino figlie.
Basato su un racconto di Racconna Sheldon. Il film è quanto di più misogino si sia visto. un pericoloso virus sconvolge l'istinto sessuale degli uomini trasformandolo in istinto omicida. Nel cast il Brandon di Beverly Hills, un padre premuroso e attento, nonchè un epidemiologo importante, che studia un particolare tipo di mosche, cosiddette mosche assassine, che depositano le loro larve parassite nei tagli o ferite aperte degli animali (e anche dell'uomo) con risultati fatali. Per ovviare a questo problema, Jason Priestley insieme ad altri scienziati hanno sottoposto queste mosche a Raggi X sterilizzanti e le hanno lasciate libere di potersi accoppiare. Il risultato è stato un ciclo riproduttivo distrutto, con la quasi totale estinzione della specie. Così gli scienziati hanno pensato immediatamente che gli uomini sono stati sottoposti a qualcosa del genere che ha modificato il loro ciclo riproduttivo e i loro istinti sessuali. Forse Bio-Terrorismo. O forse un'altra specie vivente che ha deciso di ripulire la terra dagli uomini crudeli...
La storia è piuttosto avvincente e originale. La prima parte del film tiene alta la tensione. La parte finale tende a scemare fino all'epilogo finale, quando si scoprirà finalmente la verità. Ma ormai sarà troppo tardi.

 

VALERIE ON THE STAIRS

Regia : Mick Garris
Cast : Tyron Leitso, Christopher Lloyd, Clare Grant, Tony Todd

Il protagonista, un giovane scrittore, va a vivere in un palazzo di soli scrittori. Ben presto una strana apparizione va a fargli visita, ogni notte : una donna bellissima, di nome Valerie, nuda, che chiede aiuto, ma che scompare sempre nel nulla. Valerie potrebbe essere la musa che ha sempre cercato, o la manifestazione di qualcosa di oscuro creato dagli altri coinquilini...
Basato su un racconto di Clive Barker. Il film di Garris, ideatore della serie, come nella precedente stagione, è il peggiore tra gli episodi visti fino ad ora. Soprattutto per l'incomprensione della storia, che parte come una ghost-story, ma che alla fine sfocia nel surreale e nel banale, con i personaggi dei racconti degli scrittori che prendono vita. E' colpa di un romanzo perverso, scritto da tre abitanti della casa (tra cui il sempreverde Christopher Lloyd), a dar vita ai fantasmi della donna e di un orribile demone che abusa di lei sessualmente (interpretato dal sempre splendido Tony Todd), che fantasmi, a questo punto, non sono. Il demone ammazza i tre scrittori narcisisti e il protagonista cerca di salvare la ragazza. Ma alla fine si rimane col dubbio che si tratta tutto di un sogno, o di un incubo, o di una storia scritta da un altro scrittore, di cui faceva parte anche il protagonista, oppure tutto è solo frutto della pazzia del giovane protagonista.... Sinceramente la risposta non so quale sia. Effetti speciali, opera sempre di Greg Nicotero, sufficienti. Qualche salto sulla sedia (almeno all'inizio) e niente più.


RIGHT TO DIE

Regia : Rob Schmidt
Cast : Martin Donovan, Corbin Bernsen, Robin Sydney, Julia Anderson

Cliff e Abby sono in viaggio in macchina ma hanno un terribile incidente. Cliff si salva, ma Abby rimane in coma, praticamente con la pelle carbonizzata, ma ancora viva. Cliff, suo marito, vorrebbe andare in tribunale per mettere fine alla sua sofferenza. Abby intanto continua la sua battaglia contro la morte, e ogni volta che le sue funzioni vitali si riducono il suo spirito si vendica di coloro che stanno sfruttando il suo caso. E se Cliff le staccherà la spina, sarà il prossimo della lista...
Su una sceneggiatura di John Esposito, Rob Schmidt ("Wrong Turn") realizza un buonissimo episodio, prendendo spunto da "Patrick still Alive" di Mario Landi e da altri film del genere. Nel cast c'è Corbin Bernsen (il dentista pazzo in "The Dentist" di Yuzna) che questa volta è un cinico avvocato, ma il denstista nel film c'è, ed è Cliff, interpretato dall'ottimo Martin Donovan. Le protagoniste femminili sono molto belle e mettono, in molte scene, in bella mostra il loro corpo nudo. Ottimi gli effetti speciali di Greg Nicotero. Buona la tensione e la tecnica registica di Schmidt. Davvero divertenti e gustose alcune idee.

 

THE BLACK CAT

Regia : Stuart Gordon
Cast : Jeffrey Combs, Elyse Levesque, Ken Kramer, Ian Alexander Martin, Aron Tager, Christopher Heyerdahl

Edgar Allan Poe è caduto in miseria. I pochi soldi rimasti li sperpera ubriacandosi. Inoltre la giovane moglie è malata di tubercolosi e ogni giorno peggiora sempre più. A farle compagnia ci sono un canarino, un pesciolino e un gatto nero. E sarà proprio il gatto nero a far impazzire giorno per giorno il povero scrittore e a rovinargli la vita. Ma sarà lo stesso gatto nero che gli darà l'ispirazione per il suo romanzo più celebre e importante, "The Black Cat".

Gordon, dopo aver dato vita agli incubi più paurosi di H. P. Lovecraft, si dedica al romanzo più bello e celebre di Edgar Allan Poe (si era già ispirato ad un altro romanzo dello scrittore, ne "Il Pozzo e il Pendolo"). E sceglie come la maggior parte delle volte il suo fidato Jeffrey Combs, già presenti in quasi tutti i capolavori di Gordon ("From Beyond", i vari "Re-Animator", "Faust", "Castle Freak", "Necronomicon"), che interpreta magnificamente Edgar Allan Poe (molto somigliante anche fisicamente al vero Poe), affiancato dalla bellissima Elyse Levesque, che interpreta la moglie malata dello scrittore. La storia è risaputa ed è stata sfruttata in molti Horror, tra cui l'episodio di Dario Argento in "Due Occhi Diabolici", ma Gordon riesce a dare un sapore diverso, più originale e attinente al romanzo. La sceneggiatura è opera dello stesso Gordon e del fidato Dennis Paoli. Pochi, ma ottimamente realizzati, gli effetti speciali di Greg Nicotero. Presente molto sangue e alcune scene sono davvero disturbanti : memorabile una delle prime scene in cui la moglie di Poe ha il suo primo violento attacco di tubercolosi. Alla pari degli episodi di Carpenter e Argento, che come nella prima stagione della serie tv risultano essere i migliori.

 

THE WASHINGTONIANS

Regia : Peter Medak
Cast : Johnathon Schaech, Venus Terzo, Duncan Fraser, Julia Tortolano, Saul Rubinek

Pam e Mike, insieme alla loro figlia di 10 anni, si trasferiscono nella casa della nonna, appena morta. Gli abitanti del paese sembrano tutti molto cordiali e gentili. Ma nascono un terribile segreto. Mike trova nella cantina della casa, all'interno di un dipinto di George Washington, "il padre degli Stati Uniti", una strana lettera scritta proprio dal primo presidente dell'America in cui si parla di cannibalismo sui bambini. Gli abitanti del luogo, seguaci della setta antropofoga, gli "Washingtoniani", cercheranno di rubare la lettera che custodisce l'orribile segreto, il quale stravolgerebbe totalmente la storia degli Stati Uniti e la figura di George Washington.

Basato su un classico racconto di Bentley Little, il regista Peter Medak ("The Changeling", "Species 2") costruisce un episodio molto ironico e politicamente "scorretto" (per radio si sentono continuamente commenti negativi sul governo e sulla guerra in Iraq. Da vedere anche l'ultima scena, con George Bush che prende il posto di George Washington sulla banconota da 1 dollaro). La storia scorre senza problemi, i personaggi sono ben caratterizzati, soprattutto gli "Washingtoniani", con tipica parrucca e abbigliamento del tempo, pelle emaciata e denti neri e marci. La recitazione è piuttosto convincente. Il sangue e il gore non sono molto presenti (tranne che nelle sequenze finale, dove si assiste ad un banchetto antropofago della setta, che ricorda vagamente quello in "Society" di Yuzna), e forse questa è l'unica pecca, ma è ovvio che si è voluto mettere in luce e dare maggiore importanza ad altro.

 

WE ALL SCREAM FOR ICE-CREAM

Regia : Tom Holland
Cast : Lee Tergesen, William Forsythe, Tim Henry, Ingrid Tesch, Colin Cunningham

Un gruppo di giovani ragazzi tormentano e uccidono "accidentalmente" un gelataio ritardato, vestito da pagliaccio. Dopo 20 anni lo spirito del gelataio è tornato in città, con il suo camioncino colorato, e medita vendetta...

Basato su un breve racconto di John Farris "I Scream, You Scream, We all Scream, for Ice-Cream". Il film è divertente, simpatico e anche piuttosto originale. Lo spirito del pagliaccio incute davvero terrore con la sua cantilena insopportabile. Il suo scopo è quello di vendicarsi di ognuno dei ragazzi, ora adulti con figli, coinvolti nel suo omicidio. E lo fa vendendo proprio ai loro figli degli strani gelati raffiguranti i loro genitori (delle specie di bambole voodoo moderne). Non appena i bambini mangiano questi gelati i loro genitori si sciolgono all'istante, lasciando sul posto solo i loro vestiti ricoperti di poltiglia colorata. Gli effetti speciali, sempre opera di Greg Nicotero, sono davvero ottimi e ricordano molto quelli degli Horror anni 80'. Gli attori sono bravi, anche se poco conosciuti. Tom Holland ("La Bambola Assassina", "The Langoliers", "Ammazzavampiri") torna dietro la macchina da presa dopo ben 11 anni (nel 1996 girò "Thinner") e molto probabilmente sarà richiamato anche per la terza stagione della serie.

 

DREAM CRUISE

Regia : Norio Tsuruta
Cast : Daniel Gillies, Yoshino Kimura, Ryo Ishibashi

Jack, un uomo d'affari, che vive con il rimorso di non essere riuscito a salvare il fratellino dall'annegamento, viene invitato da un suo cliente e la moglie sul suo yacht per concludere un affare di lavoro. Lo scopo dell'uomo però è un altro : quello di far fuori la moglie e Jack, rei di aver commesso adulterio. Ma tutto si complica quando tornano dal passato vecchi fantasmi...

Ultimo episodio di questa seconda stagione, affidato, come nella prima, ad un regista giapponese. Questa volta si tratta di Norio Tsuruta ("Premonition", "Ring 0") che sfrutta un breve racconto di Koji Suzuki. E' la classica storia orientale di fantasmi, che ritornano dall'aldilà per vendicarsi (questa volta però i fantasmi sono 2, uno cattivo, che cerca vendetta, e l'altro buono). Tutto il film si svolge sullo yacht, in alto mare. Continui sono i momenti di tensione, soprattutto negli ultimi 25 minuti. Le apparizioni degli spiriti sono, come da tradizione orientale, terrificanti e inaspettate (anche se nella fisionomia si rifanno troppo a "Ringu" e "Ju On : The Grudge"). Buoni gli effetti speciali di Greg Nicotero, anche se molti dei quali sono digitali. Bravi gli attori, la maggior parte dei quali giapponesi.

 

 

 

 

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