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L'ANTICRISTO
RECENSIONEIppolita, figlia di un'illustre famiglia nobile di Roma, è paralizzata alle gambe dall'età di dodici anni, a causa di un incidente stradale nel quale perde la vita la madre. Il suo non è un trauma fisico, ma un trauma psicologico. Il padre cerca in tutti modi e percorre tutte le vie possibili per guarire la figlia, passando da vari dottori e santoni del paese, fino a quando non affida la figlia al dottor Marcello Sinibaldi, psicoterapeuta specializzato in ipnosi. All'inizio tutto sembra risolto e Ippolita ritorna a camminare, ma ciò che più preoccupa è la sua salute mentale. Infatti, attraverso l'ipnosi Ippolita torna indietro nel tempo, nella sua vita precedente, e il suo subconscio rivela la possessiona diabolica ereditata da un'antenata morta sul rogo diversi secoli prima, che in punto di morte rinnega il Diavolo e chiede perdono a Dio, riuscendo così a salvare la sua anima. Questa volta però il diavolo è intenzionato a portare fino in fondo la sua opera, vendicandosi sulla sua discendente, Ippolita. Dopo aver provato invano con lo zio Ascanio, un vescovo, l'unica soluzione rimasta è chiamare un vero esorcista, Padre Mittner, un frate tedesco...Sulla scia dell'enorme successo riscosso da "L'Esorcista" di William Friedkin, uscito l'anno prima, nel 1973, Alberto De Martino dirige un Horror piuttosto avvincente e per nulla inferiore al suo capostipite. Il ritmo del film, soprattutto nella prima parte, fatta eccezione per la sequenza del santuario, è piuttosto lento, ma è costituito da improvvise accelerazioni, condite da un progressivo aumento della suspense. La seconda parte, caratterizzata dall'atto dell'esorcismo, è quella più efficace, con degli splendidi flashback dell'antenata posseduta dal diavolo che partecipa a delle vere e proprie orge in cui proprio a lei spetta il ruolo principale. Infatti, dopo aver ingoiato la testa di un rospo e leccato l'ano di una capra viene copulata da un uomo che rappresenta il diavolo, con tanto di copricapo a forma di capra (si tratta della sequenza preferita dal regista). Accusata di stregoneria, viene messa al rogo. La protagonista, posseduta, viene spinta all'incesto (con il fratello, interpretato dal grande, e qui giovanissimo, Remo Girone), alla blasfemia e all'omicidio. Tranne che in alcuni rari casi, tra cui la levitazione della Gravina fuori dalla finestra (davvero pessima !), gli effetti speciali, opera di Euclide Santoli, sono discreti e piuttosto efficaci. Non manca ovviamente il vomito verde (che la Gravina sputa su Alida Valli e che in un'altra scena precedente fa mangiare ad un santone del paese), vero marchio di fabbrica del film di Friedkin. Molto bella la scenografia presente durante i flashback, dove in una scena si assiste alla condanna della Gravina, rinchiusa in una gabbia in una stanza circolare, e dove in un'altra scena si compie il rituale orgiastico con tanto di capra (ripreso dalla tradizione demoniaca). Una scenografia costruita ad arte, in grado di creare un'atmosfera che dà l'idea di un vero e proprio incubo. L'atto dell'esorcismo nella parte finale è una vera chicca per gli appassionati del genere, in parte debitrice del film di Friedkin, in parte anche superiore. Forse meno violento, ma decisamente più realistico. A detta dello stesso De Martino "L'anticristo" si differenzia dagli altri film demoniaci per lo spessore culturale diverso, perchè si svolge a Roma, dove c'è il Papa, San Pietro e la gerarchia ecclesiastica. In questo film c'è anche una lettura laica, rappresentata dalla frustrazione sessuale della protagonista, grazie alla quale il diavolo può possederla. La prova degli attori, tutti di grande levatura, tra cui Alida Valli, che sarà protagonista nel 1977 del capolavoro di Dario Argento "Suspiria", è ottima, soprattutto per quanto riguarda la bravissima Carla Gravina, a cui spetta l'arduo ruolo di interpretare la posseduta. Il film viene scritto da Gianfranco Clerici e Vincenzo Mannino, insieme allo stesso regista. L'ottima fotografia è affidata ad un giovane Aristide Massaccesi, in arte Joe D'Amato che di lì a poco passerà definitivamente dietro la macchina da presa (l'anno prima aveva già diretto con discreto successo "La Morte ha Sorriso all'Assassino"), che utilizza principalmente due colori dominanti, il rosse e il blu, che rappresentano rispettivamente il Demonismo e la Liberazione. Molto belle le musiche di Ennio Morricone e Bruno Nicolai. Da ricordare (e possibilmente da censurare, cosa che non è stata fatta, erroneamente per stessa ammissione di De Martino, al tempo dell'uscita del film) la scena in cui la Gravina osserva un'immaginetta di Cristo, che improvvisamente assume uno sguardo satanico e oscuro, ed è presente in primo piano un grosso pene in erezione. Girato interamente a Roma (le ultime scene girate addirittura all'interno del Colosseo). Uscito negli USA solamente nel 1978, quattro anni più tardi. Conosciuto anche con i titoli : "The Antichrist" e "The Tempter". CURIOSITA' La parola Esorcismo deriva dal greco e vuol dire Scongiuro. Nell'Antica Grecia si scongiurava sia la divinità che il diavolo. Poi questa parola ha assunto un significato di una minaccia nei confronti del diavolo, di abbandonare le creature possedute e di sparire.
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