L'ARCANO INCANTATORE
Regia : Pupi Avati
Cast : Carlo Cecchi, Stefano
Dionisi, Arnaldo Ninchi, Andrea Scorzoni, Consuelo Ferrara,
Renzo Rinaldi
Durata : 96'
Anno : 1996
Luogo : Italia |
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RECENSIONE
1750 : Il seminarista
Giacomo Vigetti, viene condannato dallo Stato Pontificio per aver
ingravidato e fatto abortire una ragazza. E' costretto a fuggire da
Bologna e si rifugia come scritturale da un sacerdote scomunicato.
Giacomo non sa però che l'Arcano Incantatore è stato
scomunicato per aver compiuto esperimenti con la magia nera, grazie
alla quale ha intenzione di entrare in contatto con il Maligno e con
Nerio, lo scritturale che Giacomo ha sostituito, morto poco prima
e seppellito in terra sconsacrata. Quando il seminarista scoprirà
cosa l'Arcano Incantatore ha in mente sarà troppo tardi...
Ritorno al gotico dopo 13 anni per
il regista Pupi Avati dopo "La Casa dalle Finestre che Ridono"
e "Zeder" e quinto Horror considerando anche "Balsamus,
l'uomo di Satana" e "Le Strelle nel Fosso". Il regista
romagnolo conferma ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno,
di essere un grande artista anche in questo genere, in un periodo
in cui l'Horror non se la passava tanto bene, soprattutto in Italia,
e dimostra di essere anche molto coraggioso tornando al gotico, un
sottogenere ormai scomparso da anni. Avati, da sempre appassionato
di leggende contadine riguardanti il soprannaturale, ambienta il film
in quella pianura piadana che lui conosce molto bene, e che offre
anche un contorno freddo, umido, un qualcosa di magico, misterioso,
"arcano", indispensabile per una pellicola di questo tipo,
il tutto supportato anche dall'ottima fotografia di Cesare Bastelli,
che crea un forte contrasto tra l'immagine ampia e luminosa delle
campagne all'esterno e quella cupa, buia e claustrofobica del castello,
all'interno del quale si svolge gran parte del film, tra libri, polvere
e scale achiocciola. Il film è tutto basato su un flashback
narrato dal protagonista e solo nel finale c'è un ritorno al
presente, anche se si ha l'impressione di qualcosa di incompleto.
Il Male viene visto come entità reale e possibile, e non come
astrazione : l'Arcano Incantatore appunto, "spretato" a
causa dei suoi esperimenti con la magia nera e grazie all'aiuto di
libri antichi, tra cui lo "Pseudo-Monarchia Daemonium".
Il ruolo è interpretato magnificamente dal grande Carlo Cecchi
(inizialmente era stato scelto Anthony Hopkins), un ruolo oscuro,
ambiguo (nel finale viene spiegato il motivo). Anche Stefano Dionisi
offre un'ottima prova, convincente, ben calato nel personaggio. Di
effetti speciali (tranne qualche effetto visivo, anche piuttosto scarso)
e gore non se ne vedono, ma il film riesce comunque a coinvolgere
per tutta la durata, grazie all'atmosfera gotica, all'aura di mistero
che lo avvolge, creata anche dalle ottime musiche del maestro Pino
Donaggio. Forse non il miglior Avati e non alla pari de "La Casa
dalle Finestre che Ridono", ma sicuramente un ottimo film che
merita di essere visto.
SPLATTER |
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GORE |
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VIOLENZA |
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SESSO |
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HUMOUR |
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TRASH |
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SUSPENSE |
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EFFETTI SPECIALI |
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