Davide
e Alice, fratello e sorella, sono due serial killer: cercano qualcosa
nei corpi delle vittime e continueranno ad uccidere fino a quando
non avranno trovato ciò che cercano. L'incontro con il misterioso
Mirco sconvolgerà la loro routine.
"Bad
Brains" è un film horror classico. Genuino. Puro. Ed è
un film complesso, un’opera lontana migliaia di anni luce dagli
horror americani, e questa peculiarità rappresenta una medaglia
a due facce. Il lato buono è che il regista si sforza di andare
aldilà dello spavento, dello splatter, mirando a creare un’atmosfera
malsana e lugubre (e ci riesce). Il lato “negativo” (anche
se definirlo negativo è sbagliato, piuttosto si potrebbe parlare
di un “limite” che rende questo film comprensibile solo
a una parte di pubblico) è che il volere andare aldilà
della superficialità rende il film piuttosto complesso, forse
non accessibile a tutti, sicuramente non ai meno esperti. Forse solo
gli horrormaniaci più incalliti possono comprendere il vero
valore di questo film, ovvero l’approfondimento psicologico
dei protagonisti.
Davide e Alice sono due fratelli. Vivono in un casolare abbandonato
in campagna, il loro tempo è condito da sesso e omicidi. Sono
infatti due micidiali serial killer: rapiscono delle ignare persone,
le torturano e le uccidono (il tutto filmato con una telecamera);
una volta dato il colpo di grazia alla vittima, Davide inizia ad “esplorare”
il cadavere alla ricerca di qualcosa. Un ragazzo misterioso, Mirco,
che dice di essere in contatto “telepatico” con Davide,
entrerà nella loro vita, scombussolando l’equilibrio
(già di per sé instabile…) dei due folli. Chi
è Mirco? Perché il passato continua a tormentare Davide
e Alice? Perché uccidono? Cosa cercano nei corpi delle vittime?
Non è facile dare delle risposte immediate a queste domande,
soprattutto dopo la visione del film. Questo è il genere di
film che necessita di una seconda visione.
In "Bad Brains" ci sono due tipi di violenza : fisica e
psicologica. Zuccon fa leva su tutte e due, ma soprattutto cerca di
trasmettere una sensazione di fastidio, di malvagità, di pessimismo,
di negatività. Lo splatter non manca, anzi, ma il regista è
bravo, anzi bravissimo, ad evitare esibizioni di macelleria gratuita.
Quello che colpisce non è il modo in cui i due killer uccidono
le vittime, non sono gli sbudellamenti, gli occhi cavati e divorati,
i corpi fatti a pezzi con una mannaia a disturbare. Quello che lascia
un vero senso di fastidio è la malvagità dei due ragazzi.
Davide e Alice sono due menti deviate, due mostri, due demoni. Eppure…
eppure se li osserviamo attentamente non riusciamo a provare un odio
totale nei loro confronti. Sono cattivi, questo sì, ma è
semplicemente la loro natura. E il loro malessere ha radici ben lontane,
nel passato. E'
il classico film “girato con due soldi ma con ottime idee”.
L’unica location (peraltro suggestiva), ovvero il casolare situato
nella sperduta campagna, e il cast ridotto all’osso non sono
assolutamente limiti. In particolare va apprezzata la prova di Emanuele
Cerman, nel delicato ruolo di Davide. La recitazione degli altri attori
appare in alcuni momenti un po’ sopra le righe, ma ci può
stare. La
narrazione è continuamente sospesa tra flashback e presente,
tra realtà e incubo, lucidità e follia. Ed è
proprio questa continua alternanza che può creare un po’
di smarrimento. Qualcosa
va detto sul finale. Il “primo” finale è meraviglioso,
riesce persino a commuovere e regalare un soffio di ottimismo, mentre
il “secondo” riporta lo spettatore nell’incubo.
E non convince per niente. In unltima analisi, "Bad Brains"
è
un horror di qualità, non il classico horror “usa e getta”,
ma un film che ogni horrormaniaco “adulto” dovrebbe vedere.