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BLOOD FEAST
RECENSIONEUna ricca signora americana, intenzionata ad organizzare una memorabile festa di compleanno per la figlia Suzette appassionata di archeologia, si rivolge ad un negozio di gastronomia, gestito da Fuad Ramses, un egiziano. Questi le assicura che non rimarrà delusa dalla festa, improntata proprio sulla magnificenza dell'Antico Egitto. In realtà l'individuo è un adoratore della sanguinaria dea Ishtar e sta preparando un intruglio a lei dedicato con svariate parti anatomiche recuperate qua e là da ignare vittime. Il piano fallisce prima che il folle si procuri l'ultimo "pezzo", la testa di Suzette. Per nascondersi dalla polizia, Ramses si rifugia in un camion tritarifiuti che l'autista però mette in funzione, riducendolo in pezzi.Definito da un oltraggiato giornalista, "serata del dilettante in un negozio di macelleria", "Blood Feast" segna la nascita "ufficiale" del cinema Splatter. Il suo regista Herschell Gordon Lewis era professore di letteratura inglese prima di fondare assieme a David Friedman una società indipendente per la produzione di film a bassissimo costo. "Blood Feast" è avvolto in un tale alone di leggenda che varie sono le versioni su quanto sia costato : Lewis dichiara solo 24.000 dollari, e lo si vede ! Il regista stesso curava quegli effetti speciali (oltre alla fotografia, dai colori sgargianti, e alla musica, piuttosto elementare) che ancora oggi stupiscono per la loro crudezza. Uscito nel circuito dei Drive-In, il film non fu vietato ai minori in quanto, fino ad allora, il divieto scattava solo per il sesso e il linguaggio offensivo (qui assenti entrambe le cose), ma la censura apprese la lezione modificando la normativa e allargandola anche alle scene di violenza. La recitazione è abbastanza ridicola e la costruzione piuttosto scontata, ma dal film trasuda il fascino maledetto dell'opera che farà scuola. L'inconfondibile tocco di Lewis, destinato a diventare il "padre" del genere gore/splatter, è qui all'esordio e le premesse la dicono lunga sulle intenzioni. John Waters lo ammira come il suo grande maestro, i più distaccati ammettono il divertimento camp dei suoi film : ma più che nella macelleria in sè, la sua novità sta nella carica vitalistica con cui irrompe nel genere, sovvertendo ogni letterarietà gotica e portando un'immagine da fumetto, coloratissima, clamorosamente estrema e grottesca. CURIOSITA' Primo gore in technicolor, girato in una sola settimana. Quattro giorni sono stati utilizzati per gli effetti speciali, realizzati usando vere parti anatomiche di animali per rendere credibile ogni nefandezza.
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