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Speciale "COLOUR FROM THE DARK"

 

Colour from the Dark is the next generation in Italian Horror

Dalla fantasia di H. P. Lovecraft e il talento visionario di Ivan Zuccon prende vita Colour from the Dark, sesto lungometraggio del regista ferrarese. Il film, basato sul racconto “The Colour out of space” realizzato dallo scrittore di Providence nel 1927, è ambientato durante la seconda guerra mondiale : Pietro e Lucia vivono in una fattoria isolata insieme ad Alice, la giovane sorella di 15 anni di Lucia, affetta da gravi turbe psichiche. Sono una famiglia povera che vive grazie ai ricavi ottenuti dal duro lavoro sui campi, lavoro portato avanti unicamente dalle forti spalle di Pietro, che a causa di una malformazione al ginocchio, e pur essendo un uomo forte e virile, non ha potuto raggiungere al fronte i suoi due fratelli, uno dei quali è morto e dell’altro si sono perse le tracce. Lucia è una donna splendida e riservata, interamente dedita alla famiglia. Un giorno come tanti altri, mentre Pietro e Alice stanno prendendo un pò d'acqua dalla fonte, accade qualcosa in apparenza insignificante che invece libera qualcosa dalle profondità della terra. Uno strano lampo di luce, una sorta di colore alieno, compare sott'acqua, alla base della sorgente, per poi scomparire improvvisamente. Da quel momento iniziano a capitare degli strani eventi nella fattoria che coinvolgeranno Pietro ed il resto della sua famiglia.

Ivan Zuccon, uno dei pochi registi italiani in grado ancora di realizzare Horror con costanza e dedizione, torna a raccontare Lovecraft dopo la parentesi di "Bad Brains" e il grande successo di "NyMpha", premiato come Best Cinematography al Dark Carnival Film Festival, a Bloomington, nell'Indiana, e selezionato al Chicago Horror Film Festival, dove ha ricevuto cinque nomination, tra cui Best Feature Film e Best Director. “Lovecraft ha una scrittura contorta. Una scrittura difficile ma che ha sempre avuto uno scopo preciso, quello di ricreare una atmosfera unica, quello di tentare di raccontare l'indicibile” ha dichiarato Zuccon, “E' questo che mi intriga di Lovecraft, l'atmosfera. Non c'è azione nei suoi racconti, ma solo costruzioni complesse mirate a creare suggestioni orrofiche uniche”. Il film era stato annunciato più volte in passato, prima di "Bad Brains" e poi di nuovo prima di "NyMpha", ma è sempre stato rimandato per problemi di finanziamenti. Finalmente, grazie anche all'entrata tra i produttori di Roberta Marelli, nella primavera del 2008 è iniziata la pre-produzione del film e tra Luglio e Agosto sono iniziate le riprese e sono durate 5 settimane, in un vecchio e bellissimo cascinale dove nel 1985 Tinto Brass girò il film "Miranda" (all'interno c’erano ancora dei pezzi di scenografia originali del film). La prima settimana di riprese è stata la più difficile per via di alcuni (in realtà molti) episodi strani che hanno drasticamente rallentato la produzione. In pochi giorni sono state sostituire ben due videocamere HD che misteriosamente hanno smesso di funzionare correttamente. “La seconda videocamera addirittura si metteva a registrare da sola e si stoppava pure da sola, così all'improvviso”, ha raccontato Zuccon, “Fortunatamente la terza macchina da presa non ha dato problemi. Ma non è finita, entrambe le mie due automobili hanno subito strani ed improvvisi guasti meccanici: la prima ha subito una pericolosissima rottura ai freni, la seconda ha fuso il motore! Ogni giorno ne succedeva una. Eravamo allibiti. Dopo la prima settimana avevamo così tante scene da recuperare che abbiamo dovuto girare anche nei giorni di riposo. Ad un certo punto la produttrice esecutiva del film (Roberta Marrelli) ha scattato alcune foto di scena e ha scoperto il volto del nostro misterioso ospite. Spesso infatti, in mezzo al fumo che usiamo di scena sparandolo con apposite macchine, si formava sempre la solita faccia imbronciata. Da quel momento si è iniziato a pensare ad uno spettro o ad un poltergeist un po' dispettoso”.

"Colour from the Dark" vanta un ottimo cast internazionale :
- la celebre scream-queen Debbie Rochon nei panni della protagonista Lucia ;
- Michael Segal nei panni del protagonista Pietro. “Lavorare con Ivan significa fare cinema, raccontare una storia, far nascere nello spettatore un'emozione autentica che dura anche dopo la fine del film”, ha dichiarato l’attore, “Forse alcuni attori di una certa fama potrebbero storcere il naso osservando come sul set si ricorra talvolta a "trabicoli" improvvisati per raggiungere l'effetto scenico desiderato o osservando come Ivan crei intorno a sè un'atmosfera di amicizia e simpatia, sempre pronto ad ascoltare il parere o il suggerimento di attori o tecnici. Ma è proprio in questo modo che il suo cinema assume caratteristiche "magiche", capaci di stupire anche gli attori stessi. Colour from the Dark è sicuramente il miglior film di Zuccon, in cui, più che in altri suoi lavori ho avvertito la familiare sensazione tipica dello stile del regista, in cui tutti si sentono parte della creazione di qualcosa di fantastico, uniti in un rapporto d'amore lungo quanto le riprese del film, in cui tutto il cast "soffre" nel periodo di gestazione (montaggio e post-produzione), e in cui tutti noi gioiremo quando quest'ultima fatica dello Studio Interzona vedrà finalmente la luce” ;
- Matteo Tosi nei panni di Padre Mario, un esorcista. “Ho letto la sceneggiatura in toto, ed in maniera dettagliata le parti che riguardavano il mio ruolo e ho subito proposto al regista di “arricchire” il personaggio, facendolo parlare anche in latino, lingua da sempre usata negli esorcismi”, ha dichiarato Tosi, “Il ruolo di Father Mario mi ha subito appassionato, e ho immediatamente simpatizzato con il personaggio” ;
- le inglesi Marysia Kay e Eleanor James, presenti entrambe nel cast di "Forest of the Damned" ;
- gli irlandesi Gerry Shanahan e Emmett J. Scanlan ;
- Alessandra Guerzoni, già vista in "NyMpha".

"Colour from the Dark" è stato girato completamente in Inglese, e in High Definition, che consentirà di trasferire il film in 35mm senza perdita di qualità, per la proiezione nelle sale Americane. La sceneggiatura è stata affidata al fido Ivo Gazzarrini : “Il colore venuto dallo spazio è a mio avviso uno dei più bei racconti di Lovecraft, che contiene tutte le tematiche del solitario di Providence. C'è tutto: paura, mistero, dramma familiare, tensione”, ha dichiarato lo sceneggiatore, “Nell'adattamento che abbiamo scritto io e Ivan ci sono dei cambiamenti. Abbiamo eliminato il meteorite e quindi la tematica fantascentifica trasformandolo appunto nel "Colore del male" creando un alone di mistero intorno a questo "colore", ma in linea di massima abbiamo seguito il racconto di Lovecraft che ha un crescendo incredibile. Ci siamo soffermati sui personaggi e abbiamo trasportato l'azione nel periodo della seconda guerra mondiale. E’ il più costoso film di Zuccon. Gli attori sono stati tutti bravissimi e oltre le aspettative, la location bellissima e suggestiva e ho visto Ivan molto più ispirato del solito. Il film è ricco di tensione, pauroso e sanguinoso, diverso per certi versi dai suoi precedenti, lineare e molto più veloce”. Il maestro Marco Werba ("Darkness Surrounds Roberta", "Fearmarkers") ha realizzato alcune composizioni musicali, la giovane Aurora Rochez alcuni brani d’atmosfera, inoltre sono state utilizzate alcune musiche di Richard Band, destinate inizialmente per "NyMpha", ma che poi non furono usate ; gli effetti di make-up sono opera dell'irlandese Fiona Walsh, grazie anche all'ausilio delle protesi di Mauro Fabriczky, mentre i visual effects sono stati creati da Massimo Storari, consueto collaboratore di Zuccon, che ha dichiarato : “Si tratta di un film molto “visivo”, fondato sulla forza delle immagini, con una struttura narrativa lineare dove un calendario settimanale scandisce la progressione inevitabile di eventi sempre più nefasti e incontrollabili. E' un progetto molto ambizioso dal punto di vista produttivo e realizzativo, soprattutto per una piccola realtà indipendente italiana come Studio Interzona. La ricostruzione storica scenografica della campagna e della vita contadina italiana durante la seconda guerra mondiale, i costumi, le acconciature, a cui affiancare effetti speciali in generale convincenti e in particolare quelli visuali, responsabili inoltre, nel dare manifestazione al ”Colore” quale vero e proprio personaggio della vicenda, giocano un ruolo determinante nella definizione dell'impatto e della suggestione degli avvenimenti. Il mio ruolo è stato principalmente quello di unico supervisore e realizzatore di tutti i vfx, ma. In pre-produzione ho anche curato il design della bambola Rosina (inseparabile compagna di Alice) che prende forma in due splendide versioni realizzate dalla costumista Donatella Ravagnani ; sono stato anche incaricato del ruolo aggiunto di supervisore al make up per accomodare un sostanziale cambiamento di rotta nella gestione degli effetti di trucco che richiedevano l'uso di protesi facciali. Mi sono ritrovato catapultato dopo 5 anni di inattività (“The Shunned House” nel 2002 fu l'ultimo film al quale partecipai come tecnico make up) nel ruolo di assistente al trucco, affiancandomi a Fiona Walsh. Parallelamente ho collaborato con Valerio Zuccon (scenografo, produttore e padre di Ivan) nella gestione di tutti gli effetti di sanguinamento (practical effects), riesumando letteralmente siringhe, tubi, pompette e recuperando la ricetta del sangue finto da produrre in quantità industriale, per innondare gli attori”.

Inizialmente "Colour from the Dark" doveva essere pronto per il market di Cannes 2008, ma a causa di una lunga post-produzione verrà proiettato in anteprima a New York nel Pioneer Theatre il 19 Ottobre 2008.

a cura di Lorenzo Ricciardi

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