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DARD DIVORCE
TRAILER
RECENSIONE Olaf Ittenbach, il più continuo e completo tra i registi teutonici Splatter in circolazione (visto anche l'abbandono al genere Horror di Buttgereit), nonostante la limitata distribuzione delle sue pellicole e i budget risibili con i quali è solito lavorare, continua imperterrito per la sua strada, realizzando prodotti sempre più curati e intelligenti. Nel 2007, dopo appena un anno dalla realizzazione dell'ottimo "Chain Reaction", distribuito dalla Lions Gate in versione Rated (più di 10 minuti) con il titolo "House of Blood", torna dietro la macchina da presa per girare "Dard Divorce", thriller disturbante a forti tinte Splatter, presentato in anteprima mondiale all'HorrorFilmFestival di San Sebastian, in Spagna, l'1 Novembre del 2007. "Dard Divorce" è stato girato durante i weekend in HD, in piena libertà. Ittenbach, infatti, dopo aver inseguito più volte, e invano, i produttori che potessero finanziare il suo progetto, si è rimboccato le maniche e ha realizzato (e finanziato) da se tutte le varie fasi del film, passando dalla stesura del soggetto e della sceneggiatura, alla macchina da presa e agli effetti speciali (insieme a Claudia Schwind, sua collaboratrice anche in "Chain Reaction" e "Tunnel Rats"). "Ho preso tutte le decisioni da solo", ci ha dichiarato il regista, "Nessuno mi ha forzato a fare cose che non mi piacessero. È un'opera assolutamente mia". Ad aiutare Ittenbach, la moglie Martina, protagonista unica del film, già vista in un paio di altre sue pellicole, che si comporta egregiamente in un ruolo non propriamente semplice per una donna. La storia non è così lineare e diretta, e in alcuni momenti si fa fatica a seguire, a causa anche di un ritmo piuttosto lento nella parte centrale. La parte finale però è un escalation di suspense e splatter, che si conclude con l'immancabile (doppio) colpo di scena, che cambia le carte in tavola. Ittenbach dimostra di saperci fare con la macchina da presa, non è per nulla uno sprovveduto (Schnaas docet). Suggestiva l'ambientazione, sia per quanto riguarda gli interni (opprimenti, sporchi e claustrofobici), sia per gli esterni (le "terribili" e sterminate distese di grano). Gli effetti speciali sono davvero ben realizzati e molto sanguinosi (alcune scene sono abbastanza crude e disturbanti, e tutte mostrate con dovizie di particolari). Da ricordare : la scena della vasca, con il cattivo di turno che, denudato completamente, si appresta a fare letteralmente a pezzi con ogni utensile possibile una delle vittime ; la scena in cui un ragazzo sventrato, cerca di "ricomporsi" le viscere fuoriuscite (fottutamente trash !). Ittenbach sembra aver imparato la lezione di "Hostel" e dei vari Torture-Horror più recenti, ma la adatta e la migliora alla grande. Vedere per credere...
IMMAGINI
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