Cast : Ray Wise, Lin Shaye, Mick Cain, Alexandra Holden, Billy Asher, Amber Smith
Durata : 85'
Anno : 2003
Luogo : Francia - USA
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RECENSIONE
Una famiglia si sta recando da parenti per la cena di Natale. Durante il tragitto i cinque si perdono in mezzo a un bosco. La comparsa di una misteriosa ragazza vestita di bianco sarà un presagio negativo: intrappolati nel bosco senza via d’uscita la loro notte finirà in tragedia.
"Dead End" è un horror (all’apparenza) classico. Semplice e lineare. Cinque persone: papà, mamma, figlio, figlia e relativo fidanzato. La notte di Natale. Il bosco. I nostri si perdono. Poi l’incontro con una persona misteriosa, una ragazza vestita di bianco che porta in grembo un bambino. Chi è? Perché non parla? Dall’avvento della ragazza la serata dei nostri sventurati si trasformerà in un incubo. A turno uno dei cinque scompare. Immediatamente dopo appare una macchina, un carro funebre che trasporta la persona appena scomparsa. Il cadavere viene poi ritrovato sulla strada, in condizioni pietose (anche se il regista non indugia sul corpo, preferisce mostrare lo sgomento di chi osserva – trovata controcorrente, in un periodo dell’horror dove si punta soprattutto sullo splatter). Solo una persona si salverà. Ma molti interrogativi rimangono in sospeso. Chi è la ragazza? E il carro funebre? Perché gli orologi si sono fermati? Perché il bosco sembra sterminato, e ogni tentativo di fuga conduce al medesimo posto? La soluzione dell’enigma è semplice. Forse prevedibile.
Qual è il pregio di questo film ? Riesce ad attirare l’attenzione dello spettatore. Malgrado la prevedibilità e la poca originalità della vicenda. Perché accade questo? E qui entra in scena l’altra qualità: l’umorismo che pervade i novanta minuti scarsi di pellicola. I registi intraprendono due strade, quella dell’horror e quella della commedia (nera). A mio avviso efficacemente. Il merito va anche ai cinque attori protagonisti: fantastici. Così ridicoli e stupidi che non possono non risultare simpatici sin da subito. Man mano che il film va avanti e le beghe familiari vengono fuori è un vero spasso. Umorismo demenziale, tenetelo bene a mente.
Dopo pochi minuti si capisce subito dove andrà a parare il film: non è un horror “serioso”, duro e puro : l’intento è quello di spaventare e ridere. "Dead End" obiettivamente non fa molta paura, però almeno riesce a intrigare. Resta una domanda: se non si fosse scelta la strada dell’umorismo demenziale chissà cosa ne sarebbe venuto fuori… Forse un gioiellino? O forse un film scontato come mille altri?
Rimane un prodotto interessante, un film non impegnativo, ideale per qualche piccolo spavento e qualche grassa risata.