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THE DEATHS OF IAN STONE
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RECENSIONEIan Stone è un ragazzo che conduce una vita normale, fino a quando un giorno viene aggredito da una misteriosa creatura e spinto sotto ad un treno. Invece di morire però si risveglia in una nuova vita, diversa dalla precedente, ma con lo stesso finale : infatti viene nuovamente ucciso brutalmente, ma finisce per risvegliarsi ancora una volta. Ogni volta si risveglia sempre più debole e disperato. Ian scoprirà ben presto che si trova a dover combattere con dei demoni malvagi e per interrompere questo eterno ciclo di morte e risveglio dovrà scoprire la loro identità. Ma chi è veramente Ian Stone ? Presentato quest'anno all'interno della rassegna "8 Films to Die for" che l'After Dark HorrorFest ha promosso in 350 sale sparse in tutti gli Stati Uniti, "The Deaths of Ian Stone", che ha anche riscosso un grande successo di pubblico e critica, è un Horror molto originale (o come ha dichiarato lo stesso regista 'un episodio allungato di "Ai Confini della Realtà", una love story dove i cattivi, anzichè una banda di teppisti, sono creature nere e fumose che possono alterare la realtà, costruendone altre alternative') diretto dall'italianissimo Dario Piana, noto regista di innumerevoli spot pubblicitari e del thriller "Sotto il vestito niente 2". Ottima veramente la sua regia, il suo stile, la sua tecnica, capace di coinvolgere ed emozionare, nonostante il budget e il tempo delle riprese fossero molto limitati. Peccato che prima d'ora non abbia avuto altre opportunità di cimentarsi nel genere Horror e nel cinema in genere, visto anche la profonda crisi in cui versa, da ormai troppi anni, il cinema italiano. Il film è prodotto dal grande Stan Winston, autore, tra l'altro, degli ottimi effetti digitali e del trucco, con il suo Stan Winston Studio. Il film punta tutto sulla tensione e sull'alone di mistero che avvolge il protagonista. Un buon ritmo, veloce e frenetico, tiene in ansia lo spettatore fino alla fine, con colpi di scena inaspettati e situazioni bizzarre e angoscianti. Il film si avvale di un'ottima storia, che ricorda vagamente "The Butterfly Effect" e "The Jacket", e di una discreta sceneggiatura, opera di Brendan Hood ("They"), con dialoghi mai banali, e che regge per l'intera durata della pellicola, tranne in qualche piccolo frangente dove è più confusionaria del solito. Il cast è buono, con un convincente Mike Vogel, già visto nel remake di "Non Aprite Quella Porta", nei panni del protagonista. Buona anche la fotografia, grigia e fredda, dell'italiano Stefano Morcaldo, che regala quel tocco di mistero e di atmosfera in più necessaria a completare un grande film, ottimamente realizzato. "The Deaths of Ian Stone" è stato girato nel luglio del 2006 tra Londra e l'Isola di Man. INTERVISTA CON... DARIO PIANA
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