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DELLAMORTE DELLAMORE
RECENSIONEFrancesco Dellamorte è il becchino del cupo paesino di Buffalora nel cui cimitero i morti risorgono affamati di carne umana. Nessuna spiegazione viene data a questo bizarro fenomeno, fatto sta che Dellamorte (Dellamore da parte di madre), oltre all'ordinario lavoro, deve anche far saltare le cervella agli affamati revenants. Innamoratasi della moglie di una delle vitime, perderà la testa quando questa gli morirà tra le braccia e continuerà a vederla in tutte le donne che incontrerà... Secondo film, dopo "Nero" (1992), tratto da un romanzo del 1991 di Tiziano Sclavi, il "papà" di Dylan Dog. Dignitosissimo Horror Italiano, che riprende i paradossi surreali delle situazioni e le riflessioni pseudo-esistenziali del protagonista dei fumetti Dylan Dog, mantenendone però a fatica, anche quel minimo di ironia necessaria per stemperare i momenti più truculenti. L'operazione di normalizzazione dello straordinario, la sua trasformazione in quotidianità così presente nel fumetto viene mantenuta anche nella pellicola, per la quale è il mondo esterno al camposanto ad apparire "diverso" mentre i nostri macabri eroi spappolano teste e parlano con i morti in modo routinario. Inutile dire che il pallido ed emaciato Everett funziona alla perfezione nel suo ruolo (straordinaria anche la somiglianza proprio con Dylan Dog) e la Flachi conferma di aver speso bene i suoi soldi per gli interventi estetici. Ma non basta per considerare il film un'opera completamente riuscita, anche se piace di sicuro agli estimatori del genere. Il film si rifà molto al cinema americano nell'utilizzo dei morti viventi con un misto di comicità, passione e morte che rispecchia perfettamente la concezione sclaviana della vita. Finale a sorpresa totalmente inaspettato e dolce. Molto bella l'ambientazione classica, in un piccolo paesino, nel classico cimitero e con l'atmosfera fortemente gotica. Effetti speciali ben fatti ed efficaci del grande maestro Sergio Stivaletti. Sceneggiatura dello stesso Soavi e di Gianni Romoli. Musiche incalzanti e cupe di Manuel De Sica. CURIOSITA' 1) Nella scena della cripta, nel momento in cui la telecamera comincia a girare vorticosamente, si intravede in basso un cameraman che saluta allegramente. 2) Quando, all'inizio del film, Dellamorte ri-seppellisce il geometra Chigini, si vede il corpo di questo che si muove leggermente mentre viene ricoperto di terra. Piccola svista ! FRASE CELEBRE "Tra morti viventi e vivi morenti...siamo tutti uguali"
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