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DEMONI
RECENSIONEUna studentessa di musica riceve da uno strano personaggio (interpretato dal regista Michele Soavi) un invito per un film in proiezione la sera stessa. La ragazza, Sharon, vi si reca con un'amica ed al cinema conosceranno due ragazzi. Contemporaneamente con lo svolgersi della proiezione del film, anche gli stessi spettatori vivono una vicenda simile : una ragazza indossa per scherzo una maschera trovata nell'atrio e si ferisce. La maschera è presente anche nel film proiettato, nel quale viene spiegato che chiunque la indossi si trasforma presto in un demone. E in effetti è quello che avviene alla ragazza, che dopo poco tempo, si trasforma seminando il contagio fra tutti. Dall'interno del cinema il contagio si spanderà nella città, scatenando l'avvento dei demoni come vaticinato (e ricordato nel film) da Nostradamus."...E faranno dei cimiteri le loro cattedrali. E delle città le vostre tombe". Con una campagna pubblicitaria azzeccata, la produzione di Dario Argento, una colonna sonora di ottimi gruppi heavy-metal e di Claudio Simonetti, "Demoni" è uno dei successi Horror internazionali del 1985. Ma il film non è solo questo : per la sceneggiatura (di Dardano Sacchetti, di Franco Ferrini, di Dario Argento e dello stesso Lamberto Bava), un'ottima fotografia (di Gianlorenzo Battaglia), il trucco e gli stupendi effetti speciali di Sergio Stivaletti e di Rosario Prestopino, per tutte le componenti insomma che esaltano un film Splatter, "Demoni" è sicuramente da collocare tra le più alte vette del cinema Horror Italiano, e non solo, degli anni Ottanta. La tensione è costantemente alta e gli attori recitano discretamente bene. Anche l'idea di costruire un film dell'orrore su di un cinema in cui si proietta un altro film dell'orrore è davvero azzeccata e verrà utilizzata da Bigas Luna nel 1987 nel suo film "L'Angoscia". Nel film il sangue scrorre davvero copioso, oltre all'immancabile (dall'ormai lontano 1973 de "L'Esorcista" fino ad oggi) vomito verde durante le numerose trasformazioni in demoni, mostrate in primissimo piano con dovizia di particolare agghiaccianti. La contaminazione attraverso morsi e ferite di ogni genere ricorda molto quella di "Zombi" di Romero. Il film è molto claustrofobico, in quanto si svolge quasi tutto all'interno del cinema ad eccezione della primissima e dell'ultimissima parte, davvero pessimistica, con i protagonisti che si accorgono che la città all'esterno del cinema è già stata contaminata e invasa dai demoni. Realtà e finzione giungono così a frantumare definitivamente il limite che lo separa, diventando una sola orribile cosa. Lamberto Bava dirige la stupenda troupe a sua disposizione con mano sicura, dimenticando forse il clima misterioso e soprannaturale di "Macabro" (1980), sua opera prima, ma fornendo una sicura prova nel campo dello Splatter puro e più estremo. Nel doppio ruolo di demone e aiuto regista incontriamo Michele Soavi. Molto bello il colpo di scena finale dopo i titoli di coda. Il film avrà un seguito vero, che lo stesso Bava dirigerà l'anno successivo, e uno apocrifo "Demoni 3", diretto da Umberto Lenzi nel 1991. All'estero hanno continuato la saga di "Demons" a loro piacimento invece, con "Demons 3" (il nostro "La Chiesa", ma anche "La Casa dell'orco"), "Demons 4" ("La Setta"), "Demons 5" ("La Maschera del Demonio"), "Demons 6" ("Il gatto nero" di Cozzi) e "Demons 95" ("Dellamorte Dellamore"). CURIOSITA' 1) Quando il protagonista sale sui sedili del cinema con la moto, si vede la rampa di legno su cui la moto avanza ; 2) Quando il demone infila le dita negli occhi del cieco, una delle unghie si scolla, si stacca dal dito e rimane infilata nell'occhio...ma nel seguito del film tutte le unghie di quel demone (Rosemary) sono al loro posto ; 3) In una prima inquadratura l'elicottero caduto dal soffitto nel cinema presenta un pezzo di elica piegato che pende verso il basso, in seguito invece riappare intonsa ; 4) Lamberto Bava è il primo uomo che esce dalla metropolitana all'inizio del film ; 5) Fra le locandine appese nel cinema c'è quella di "Quattro Mosche di Velluto Grigio" di (1971) di Dario Argento.
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