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FRONTIERE(S)
TRAILER
RECENSIONEUna banda di giovani ladri, tre ragazzi e una ragazza, fuggono da Parigi durante le rivolte scoppiate in città in seguito alle elezioni politiche. Si ritrovano in una vecchia locanda per organizzare la fuga in Olanda, ma loro malgrado scopriranno che la locanda è gestita da una famiglia di Neo-nazisti. Ormai è un dato di fatto : la Francia ci è superiore, poco dopo aver scoperto che anche la Spagna, con i filmmaker del nuovo millennio (Balaguerò, Cerdà, Plaza, Bayona), ha sorpassato in volata il nostro paese, ormai incapace di reagire ad una crisi profonda iniziata alla fine degli anni 80. Sono rimasti in pochi a realizzare ancora Horror in Italia e si tratta dei soliti noti, Argento, Avati, Bava e Soavi (con il suo prossimo "Catacombs Club"), ma le nuove leve tardano ad emergere. Colpa principalmente di finanziamenti e di produzioni che non credono più al genere Horror (e al cinema di genere in generale), scommettendo su fonti di guadagno certe (reality, sceneggiati per la tv). Il risultato è che ormai l'Italia viene ricordata solo per gli antichi fasti (anni 70 e 80), ma non è più in grado di primeggiare come faceva un tempo, anzi, soccombe alla grande. Negli ultimi anni la Francia è tornata prepotentemente alla ribalta con nuovi cineasti (Aja, la coppia Maury-Bustillo, la coppia Moreau-Palud, Du Welz e Gens). Il giovane regista Xavier Gens, autore anche del successivo discreto "Hitman", realizza nel 2007 questo Horror/Thriller ad alto tasso di emoglobina. Il film è inizialmente ambientato nel periodo delle elezioni, con un fitto clima di violenza delle frange estremiste che incendiano, distruggono, compiono atti vandalici nella capitale parigina. Dopo una buona mezzora, il film entra nel vivo. I 4 giovani in fuga si ritrovano a fronteggiare una famiglia di pazzi neo-nazisti armati di tutto punto, sadici oltre ogni limite. Le premesse fanno pensare alla solita fuffa, i soliti clichè (zona di periferia, campagna isolata, vecchia locanda, famiglia di pazzi), ma il film si rivela ugualmente davvero intenso ed efficace. Grazie anche agli attori che interpretano alla grande i vari personaggi, magnificamente caratterizzati. In primis, Jean-Pierre Jorris, capofamiglia, il "Padre", e nazista fedele hitleriano, che a dispetto dei suoi 83 anni, si districa e primeggia in un cast composto da giovani alle prime armi o quasi. Il suo intento è quello di creare un nucleo familiare "puro", di razza ariana, con ogni mezzo. Crudele e compiaciuto il suo viso mentre recide i tendini di Achille del povero malcapitato. Non sono di meno i suoi figli e figliastri, Karl (Patrick Ligardes) e Goetz (Samuel Le Bihan), brutali, sadici e violenti. Ma faranno la fine che meritano. Una brutta fine. La fotografia all'interno dei sotterranei della locanda è sporca, scura, opprimente, e riesce a dare quel senso di claustrofobia che pervade lo spettatore negli ultimi minuti del film. Ottimi e "pesanti" sono gli effetti speciali della coppia Nicolas Herlin-Laetitia Hillion, pochi ma efficaci quelli digitali. Come co-produttore figura il grande regista/produttore/sceneggiatore Luc Besson ("Il quinto elemento", "Leon", "Nikita"), presente anche tra i ringraziamenti di Gens, insieme ad Alexandre Aja. "Frontiere(s)" è un mix di vari film (i remake/prequel di "Non aprite quella porta", "Hostel", i francesi "Calvaire" e "Alta tensione") e per questo può essere considerato un prodotto "derivativo", che non aggiunge niente di nuovo o di particolarmente originale al genere. Ma avercene di pellicole così in Italia...
IMMAGINI
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