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HATCHET
TRAILER
RECENSIONELa leggenda parla di un ragazzo orribilmente deforme, di nome Victor Cradley, che vive con il padre in una piccola casa sperduta tra le paludi di New Orleans, isolata dal mondo intero. La notte di Halloween, un gruppo di giovani teppistelli si prende gioco del freak lanciando petardi contro la sua casa, ma lo scherzo degenera e la casa inizia a prendere fuoco proprio mentre il padre di Victor sta facendo ritorno. Accortosi immediatamente della terribile situazione, inizia ad abbattere a colpi di accetta la porta di casa, ma inavvertitamente colpisce il figlio Victor in pieno viso, uccidendolo. Diversi anni dopo, un gruppo di turisti in vacanza a New Orleans ha l'infelice idea di imbarcarsi per un tour tra le oscure paludi. Ma la barca si arena contro le rocce e i ragazzi sono costretti a continuare a piedi. Presto si renderanno conto che quella di Victor Cradley non è solo una leggenda. E il mostro è in cerca di vendetta...La copertina titola : "Non è un remake, non è un sequel, e non è nemmeno basato su un film Giapponese". E già per questo motivo si merita un bel 7 d'ufficio. Ultimamente di Horror che non siano remake/sequel/prequel o idee riciclate dall'Estremo Oriente c'è ben poco o quasi nulla. Le idee purtroppo scarseggiano. "Hatchet" non spicca certo per originalità, ma non è solo una bella mostra di effettacci e sangue (che pure ci sono, e in quantità industriali !). "Hatchet" si ispira agli splendidi film anni '80, e soprattutto alla saga di "Venerdì 13". Victor Cradley sembra infatti la brutta (?) copia di Jason Voorhees ed è pure interpretato da Kane Hodder (che interpreta anche il padre del mostro ed è stunt coordinator nel film), che dal 1988 al 2001, per ben 4 capitoli di "Venerdì 13", è stato Jason (l'unico attore ad averlo interpretato per più di un capitolo). Il cast è davvero ottimo : oltre al bravo Kane Hodder, che ha pure vinto il premio come Miglior Attore per questo film all'Austin Film Festival in Texas (premi vinti anche come Migliore Fotografia e Migliori Effetti Speciali), ci sono Tamara Feldman e Joel Moore. Simpatici i camei di Robert "Freddy Krueger" Englund (che finisce male...), di Tony "Candyman" Todd nei panni del Reverendo Zombie, di Joshua Leonard e di John Carl Buechler. Diversi magazine e siti di genere si sono sbilanciati positivamente sul film : "Un Capolavoro ! Victor Cradley diventerà un'icona dell'Horror" dice il Magazine GoreZone , "Una potenziale nuova icona slasher" dice il Magazine Fangoria, "Ci sono stati Freddy e Jason, e ora Victor Cradley" dice Robert Englund, mentre il Magazine BloodyDisgusting addirittura lo definisce come "Uno dei più grandi Horror mai realizzati". Il film si apre immediatamente con un doppio e brutale omicidio e già dalle prime sequenze si capisce a cosa si andrà incontro. Dopo una trentina di minuti tranquilli, dove ci si concentra sulla caratterizzazione dei personaggi, si passa poi ad una parte centrale adrenalinica e molto violenta (con il flashback della storia di Victor Cradley e i vari omicidi). Buona la parte finale, con l'ultima sequenza che fa pensare ad un secondo (molto probabile) capitolo, e magari sarà l'inizio di una nuova e fortunata saga. L'atmosfera anni 80' la si nota immediatamente : lago paludoso (che ricorda il Crystal Lake della serie "Venerdì 13"), nebbia, casa isolata e piena zeppa di "attrezzi del mestiere" (che ricorda quella di "Non Aprite quella Porta"), l'aspetto del freak, ironia e humour nero ad alti livelli, e gli effetti speciali artigianali (teste strappate, arti mozzati, sventramenti, uso di motosega, pala e accetta), molto belli e ottimamente realizzati, opera del grande John Carl Buechler ("Necronomicon", "Mortuary", "Re-Animator", "Bride of Re-Animator", "Nightmare 4", "From Beyond", "Troll", "Cellar Dweller"), che fa parte della vecchia scuola di make-up artist insieme a Rob Bottin, Tom Savini e Rick Baker, negli ultimi anni sostiuiti nelle grosse produzioni Horror dal trio Kurtzman-Nicotero-Berger. Le scene da ricordare sono diverse : tra le tante, quella in cui il mostro prende una vittima dalla bocca e gli strappa la testa e quella in cui un'altra vittima si ritrova con la testa girata di 360°. Il tentativo del regista Adam Green, comunque, non è quello di fare un film clone degli Horror targati anni 80, ma di dare una sua propria visione dell'Horror-slasher, che ha avuto più di vent'anni fa il suo periodo d'oro, discostandosi enormemente dalle produzioni Horror degli ultimi anni ad alto budget (vedi i remake vari de "Le Colline hanno gli Occhi" e i prequel/remake/sequel di "Non Aprite quella Porta"), ma non per questo inferiore, anzi, per molti aspetti addirittura superiore.
INTERVISTA AL REGISTA
FRASI CELEBRI "It's not a remake, it's not a sequel, and it's not based on a Japanese one"
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