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L’ha sempre dichiarato Mick Garris, pupillo di Stephen King : “Mi piacerebbe realizzare una serie di 13 episodi Horror, di un’ora ciascuno, dei racconti per la televisione diretti dai più grandi registi in circolazione”. E così è andata. Nel 2005 infatti vede la luce la serie americana “Masters of Horror”. 13 film, 13 Maestri del Brivido. Inizialmente gli episodi, della durata di 50-60 minuti ciascuno, erano pensati solo per il mercato Home Video, prodotti dalla IDT Entertainment e della Anchor Bay, ma poi ci fu l’accordo con il colosso Showtime, importante emittente via cavo americana. Questo ha permesso alla produzione di poter calcare la mano con livelli estremi di violenza, gore e sesso. Mick Garris, creatore della serie, veste i panni di produttore esecutivo, regista (“Chocolate” e “Valerie on the Stairs”) e scrittore (è l’autore infatti di 11 novelle, tra prima e seconda stagione ; le altre storie sono state realizzate, tra gli altri, da Clive Barker, Richard Matheson, Joe Lansdale e Dennis Paoli, o basate su racconti di indiscussi maestri del genere, Poe e Lovecraft).
Gli altri registi coinvolti sono : il nostro Dario Argento (“Jenifer” e “Pelts”), unico regista europeo, John Carpenter (“Cigarette Burns” e “Pro-Life”), Stuart Gordon (“Dreams in the Witch-House” e “The Black Cat”), Tobe Hooper (“Dance of the Dead” e “The Damned Thing”), Don Coscarelli (“Incident on and off a Mountain Road”), Joe Dante (“Homecoming” e “The Screwfly Solution”), John Landis (“Deer Woman” e “Family”), Takashi Miike (“Imprint”), Tom Holland (“We all Scream for Ice Cream”), Ernest Dickerson (“The V Word”), William Malone (“The Fair Haired Child”), Lucky McKee (“Sick Girl”), Larry Cohen (“Pick me up”), John McNaughton (“Haeckel’s Tale”), Brad Anderson (“Sounds Like”), Peter Medak (“The Washingtonians”), Rob Schmidt (“Right to Die”), Norio Tsuruta (“Dream Cruise”).
Nei vari episodi spicca la presenza di guest-star non indifferenti : Robert Englund, Tony Todd, John Saxon, Jeffrey Combs, Christopher Lloyd, Udo Kier, Angus Scrimm. E si avvalgono del trucco e degli effetti speciali dei più grandi artisti in circolazione, la K.N.B. Effects Group di Greg Nicotero e Howard Berger.
In accordo con Garris, i registi coinvolti avevano carta bianca per la trama, il tasso di gore, di violenza e di sesso (oltre ad un discreto budget, considerata la durata, di circa 2 milioni di dollari), fino all’accordo con la Showtime, che non si occupava della produzione, e quindi non era in grado modificare o montare l’operato dei filmmaker, ma impose due regole precise : no alle scene di nudo frontale maschile e no alla violenza su un bambino da parte di un altro bambino (in realtà è stato poi censurato interamente l’episodio di Miike per la troppa violenza e per l’argomento trattato, l’aborto, con immagini troppo sconvolgenti e spiazzanti anche per il pubblico americano, e anche una sequenza del primo episodio di Argento, “Jenifer”, in cui il freak evira con un solo morso ben assestato il giovane malcapitato). Ogni regista è stato messo nelle migliori condizioni per dirigere ed è sempre stato libero di sfruttare le proprie idee, la propria tecnica. Così facendo si è data la possibilità allo spettatore pagante di notare e, perchè no, anche mettere a confronto gli stili e le capacità dei vari filmmaker impegnati nella serie.
Risultato ? Un enorme successo di pubblico e di critica negli States e in giro per il mondo (grazie anche a dvd ben curati, con un comparto extra stracolmo di documentari e making of). Carpenter è tornato in gran forma, come ai bei tempi (alla faccia di chi lo dava per spacciato !), Miike ha confermato il suo stile inconfondibile (in grado di scioccare come pochi), Gordon dimostra continuità e una tecnica sempre più raffinata (inseparabile dai suoi “compari” Dennis Paoli e Jeffrey Combs, magnifico nei panni di Poe), Dante e Landis sempre più geniali, ironici e intelligenti, Hooper che sembra (quasi) rinato, e i giovani Schmidt, McKee e Malone che hanno dimostrano ancora una volta tutto il loro talento. Doverosa un’ultima nota di merito al grande Argento, osannato e acclamato dai fan di tutto il mondo (a dispetto di chi continua a criticarlo barbaramente in Italia), ma soprattutto da tutti gli altri altri registi coinvolti nel progetto. In particolare, Garris si è mostrato entusiasta per il lavoro svolto dal collega romano, così come Berger e Nicotero, gli indiscussi maestri del trucco e degli effetti speciali, che hanno dichiarato : “E’ stata la prima volta che abbiamo lavorato con Dario Argento e possiamo dire che è una persona fantastica. Lo adoriamo e speriamo alla fine di poter lavorare nuovamente con lui. E' una contraddizione vivente perchè è riuscito a creare questi film così paurosi, così splatter e violenti, ma è una persona estremamente buona di cuore ed è molto gentile, tanto che è impensabile che sia riuscito a realizzare alcuni dei film più terrificanti”.

 

1° STAGIONE

INCIDENT ON AND OFF A MOUNTAIN ROAD

Regia : Don Coscarelli
Cast : John De Santis, Ethan Embry, Heather Feeney, Angus Scrimm

La storia racconta di una ragazza che, dopo aver fatto un incidente, si accorge di essere perseguitata da un mostro che tortura e strappa gli occhi alle sue vittime.
Ottimo l'episodio di Coscarelli, famoso per la saga di "Phantasm", che n
el cast richiama proprio il suo fido Angus "Tall man" Scrimm. La storia parte come un thriller mozzafiato, e si trasforma in un terribile incubo, da cui pare impossibile venirne fuori. Buona l'atmosfera con una tensione che progressivamente sale fino all'eccezionale finale. Bravi gli attori (soprattutto De Santis, nei panni del freak "Moonface", e la Embry nei panni dell'eroina protagonista) e ottimi gli effetti speciali.

 

DREAMS IN THE WITCH HOUSE

Regia : Stuart Gordon
Cast :
Ezra Godden, Chelah Horsdal, Anthony Harrison

La storia racconta di un giovane studente di fisica che prende in affito una stanza in una vecchia e decrepita pensione. Scoprirà che proprio nella sua stanza si nasconde un varco per un'altra dimensione popolato da una strega che spinge con i suoi poteri il giovane protagonista a sacrificare un neonato.
Tratto, come nelle migliori abitudini del regista, da un racconto di H. P. Lovecraft ("La casa delle streghe"). Gordon ha diretto nella sua carriera cinematografica numerose pellicole tratte dai racconti dello scrittore di Providence, come "Re-Animator", "From Beyond" e "Dagon". Il film si svolge con l'atmosfera tipica dei suoi film, e dimostra ancora una volta di avere una tecnica sopraffina. Non mancano stranezze e mostriciattoli (tra cui un ratto con la faccia di umano) che fanno il loro effetto. Ottimi gli effetti speciali.

 

DANCE OF THE DEAD

Regia : Tobe Hooper
Cast :
Robert Englund, Jessica Lowndes, Jonathan Tucker, Marilyn Norry

Ambientato in un'epoca postatomica, il tutto si svolge nel locale Doom Room dove va in scena un macabro spettacolo, in cui i morti vengono fatti ballare tramite scossa elettrica.
Tratto da un racconto di Richard Matheson e adattato per lo schermo dal figlio Christian Matheson. Hooper torna finalmente, dopo tanti anni di delusioni, agli antichi fasti dei suoi primi anni di carriera, quando ha dato alla luce capolavori come "Non Aprite Quella Porta" e "Quel Motel Vicino alla Palude". Atmosfera malata, ottima fotografia e scenografia efficace. Gli attori se la cavano, ma Englund è ancora una volta eccezionale e tira avanti la baracca. Più cattivo e in forma che mai. Poco gore e splatter, ma rimane uno dei migliori episodi della stagione.

 

JENIFER

Regia : Dario Argento
Cast :
Steven Weber, Carrie Fleming, Brenda James.

La storia racconta di una ragazza deforme, Jenifer, che viene salvata da un poliziotto mentre stava per essere ammazzata da un pazzo con una mannaia. Il poliziotto la ospita a casa sua, ma Jenifer ben presto inizia a comportarsi in modo strano e i vicini di casa, intanto, iniziano a scomparire.
I fan chiamano, Argento risponde. Dopo qualche film deludente, come "Il Cartaio" e "Il Fantasma dell'Opera", il regista romano è tornato a brillare con questo angosciante episodio, ricco di gore e di un altissimo tasso di erotismo, come mai si era visto in passato in un suo film. Straordinari effetti speciali del maestro Greg Nicotero, che trasforma la bellissima Carrie Fleming in un mostro deforme. Musiche del grande Claudio Simonetti. La storia, ispirata a un fumetto della rivista Creepy Magazine, è stata adattata dallo sceneggiatore Steven Weber, nei panni anche del protagonista.

 

CHOCOLATE

Regia : Mick Garris
Cast :
Henry Thomas, Lucie Laurier

La storia racconta di un uomo che inizia a vedere, a udire e a sentire emozioni e sensazioni provate da una donna, a lui sconosciuta, di cui però si innamora.
Mick Garris, pupillo di Stephen King, dirige l'episodio peggiore della stagione, ed anche quello meno Horror. Sceneggiatura dello stesso regista. Il film parte bene, ha delle buone idee e si fanno anche un paio di salti sulla sedia, ma nella seconda parte non mantiene le aspettative, e finisce per annoiare.

 

HOMECOMING

Regia : Joe Dante
Cast : Jon Tenney, Thea Gill

La storia racconta di un consulente di campagna elettorale del presidente degli Stati Uniti che, in un noto talk show, esprime il desiderio che tutti i soldati morti in guerra ritornino in vita. Detto, fatto. Ma gli zombie non tornano per ammazzare i vivi, bensì per fare giustizia, svolgendo appieno il loro dovere di cittadino andando a votare, ovviamente contro il presidente. Forse l'episodio più politico di tutta la serie, una critica diretta nei confronti del governo americano, di tutti i repubblicani e della guerra in Iraq. Da un adattamento del racconto di Dale Bailey, "Death & Suffrage". Dante, famoso soprattutto per "Gremlins" e "Piranha", racconta una storia triste, che fa meditare sull'effettivo significato della guerra, ma lo fa con una buona dose di ironia e di sarcasmo, in puro stile anni 80. Buoni gli effetti speciali e il trucco.

 

DEER WOMAN

Regia : John Landis
Cast :
Cinthia Moura, Brian Benben, Sonja Bennett, Anthony Griffith.

La storia racconta di un poliziotto che, indagando su strane morti che avvengono in città (i cadaveri vengono trovati completamente squartati e presentano segni di zampe di cervo), viene a scoprire un'antica leggenda indiana, secondo cui, un essere metà donna e metà cervo attira gli uomini e poi li massacra.
Insolito film per Landis, famoso per aver diretto, tra gli altri, il capolavoro "Un Lupo Mannaro Americano a Londra". L'atmosfera è tipicamente quella anni 80, ma l'episodio non è certo quello più impressionante e rimane piuttosto incompiuto. Sceneggiatura dello stesso regista, insieme al figlio Max Landis. Una note di merito per la splendida Cinthia Moura nei panni della donna-cervo, che risolleva in parte il film.

 

CIGARETTE BURNS

Regia : John Carpenter
Cast : Norman Reedus, Udo Kier, Colin Foo, Gary Hetherington

La storia racconta di un film maledetto intitolato "La fin absolue du monde". L'unica volta che è stato proiettato il film ha scatenato nel pubblico un delirio sfociato in carneficina. La pellicola è ovviamente scomparsa e un collezionista privato incarica un esercente, specialista nel reperimento di rarità, di recuperarla.
Carpenter ha già affrontato, con più efficacia, il tema della contaminazione tra arte, e quindi fantasia, e realtà nel riuscito "Il seme della follia", dov'era la scrittura a legare indissolubilmente i differenti universi paralleli. In "Cigarette Burns" la causa scatenante è un misterioso lungometraggio, ma la sostanza non cambia. L'indagine viene impostata dal regista newyorchese con un andamento da noir, attraverso tappe successive in cui il cinema diventa voce dell'inconscio in grado di mettere a nudo i segreti più torbidi dello spettatore. Avvincente, evocativo, affascinante, con delle immagini veramente inquietanti. Rimane nella mente "l'angelo del bene" a cui sono state staccate le ali (unico protagonista ancora in vita del film "La fin
absolue du monde"), l'incontro con l'autore di snuff movie (unica parte del film non completamente chiara) e la parte finale, con l'originalissima morte del collezionista dopo aver visto il film : veramente fantastica. Forse il miglior film della serie. Questo film dimostra come John Carpenter non sia ancora un regista finito e, anzi, si propone come uno dei migliori registi horror di sempre. Ottima la sua prova dietro la macchina da presa, ottimi gli effetti speciali, ottima l'angosciante atmosfera presente in tutto il film, discreti anche gli attori.

 

THE FAIR-HAIRED CHILD

Regia : William Malone
Cast :
Lindsay Pulsipher, William Samples, Jesse Haddock, Lori Petty

La storia racconta di una ragazza che viene investita e rapita da una coppia di pazzi che la portano in una villa isolata accanto ad un lago. La ragazza viene rinchiusa nella cantina della villa, dove ben presto si accorgerà di non essere da sola.
Malone, emergente regista che ha diretto "Il Mistero della Casa sulla Collina" e "Paura.com", racconta egregiamente una fiaba nera con una bella atmosfera ma con pochissimo gore. La storia è molto semplice, ma viene sviluppata con cura, mantenendo alta la tesione per tutta la durata. Un po' deludente e scontato il finale. Sceneggiatura originale di Matt Greenberg.

 

SICK GIRL

Regia : Lucky McKee
Cast :
Erin Brown, Angela Bettis, Chandra Berg, Lana Beasley.

La storia racconta di una ragazza, amante degli insetti, che stringe un'amicizia saffica con una strana tipa, che viene punta da una particolare razza di insetto. Questa inizierò pian piano ad andare incontro ad una lenta metamorfosi (ricorda vagamente "La Mosca" di Cronenberg) che la trasformerà in un grosso insetto assetato di sangue.
Inizialmente questo episodio era stato affidato al maestro Roger Corman, che poi ha declinato. Ed è stato scelto McKee, anche lui emergente regista che ha già all'attivo film come "May" e "The Woods". Il film però è molto lento, e di buono ci sono solo gli effetti speciali, la storia morbosa tra le due protagoniste femminili (già affrontata nel suo precedente "May"), ma poco altro.

 

PICK ME UP

Regia : Larry Cohen
Cast :
Fairuza Balk, Michael Moriarty, Warren Cole

La storia racconta di un autobus che si ferma in mezzo alla strada per un guasto. Alcuni vengono accompagnati ad un vicino autogrill, altri aspettano nell'autobus, mentre una ragazza prosegue a piedi fino al più vicino motel, dove incontrerà due pazzi criminali che si sfidano in una lotta senza esclusione di colpi per chi riesce per primo a rapirla ed ucciderla.
Cohen, famoso per aver diretto la trilogia di "Baby Killer", dirige un buon thriller-comedy con continui colpi di scena. Ottima la prova degli attori. Ma a parte questo, poco sangue e una trama già vista troppe volte, con continui ammiccamenti ai primi film di Hooper.

 

THE HAECKEL'S TALE

Regia : John McNaughton
Cast :
Steve Bacic, Derek Cecil, Jon Polito, Leela Savasta

La storia racconta di un uomo che ha perso la moglie da poco e si rivolge ad una tranquilla vecchietta, che pratica necromanzia, chiedendole di riportare in vita la moglie. Ma la vecchietta cercherà di convincerlo a non farlo raccontandogli una terrificante e cupa storia d'amore e zombie.
Inizialmente la regia di questo episodio era stata affidata al grande George Romero, che ha dovuto declinare per dirigere "Land of the Dead". Era da un po' che McNaughton non si cimentava in un Horror, dai tempi di "The Borrower" e "Henry : Pioggia di Sangue". Una fiaba nera, tratta dall'omonimo romanzo del grande Clive Barker, ben raccontata e con colpo di scena finale. Ottimi gli effetti speciali. Il cast si comporta bene, ma una nota di merito va senz'altro alla splendida Leela Savasta.

 

IMPRINT

Regia : Takashi Miike
Cast : Billy Drago, Youki Kudoh, Michie Ito, Toshie Negishi

Nel Giappone dell'800, Billy Drago, un giornalista americano, finisce su un'isola misteriosa ("dove ci sono solo demoni e troie") alla ricerca del suo antico amore. Qui l'unico rifugio è un bordello, dove l'uomo passa la notte in compagnia di una prostituta con la faccia deformata, all'apparenza molto tranquilla, che gli racconta la sua storia e quella della donna che lui sta cercando. L'uomo scoprirà a sue spese di essere capitato nel posto sbagliato e, soprattutto, con la persona sbagliata. In realtà, la ragazza non è sola, ma ha una sorella gemella, sottoforma di una mano con occhi e denti, che le spunta tra i capelli...
"Imprint" è stato censurato negli States e non ha mai trovato spazio dei palinsesti della ShowTime. Il corpo del reato, che ha portato la TV americana Showtime a deciderne la NON messa in onda, sembra essere stata la presenza dei feti – nati da un aborto – ripresi con dovizie di particolari dalla videocamera del regista, oltre cmq alle numerose scene di violenza e di torture presenti anche in molti altri dei suoi film. Da ricordare la scena in cui vengono infilati degli spilloni nelle unghia della mano e nelle gengive di una ragazza per impedirle di chiudere la bocca. Molto visionario. Buoni gli effetti speciali e l'atmosfera. Ottima la fotografia e la scelta dei colori. Unica pecca, gli attori, Drago in primis.

 

2° STAGIONE

THE DAMNED THING

Regia : Tobe Hooper
Cast : Sean Patrick Flanery, Marisa Coughlan, Ted Raimi

La storia narra di una forza malefica che devasta una piccola cittadina del Texas facendo impazzire la gente. Lo sceriffo, interpretato da Sean Patrick Flanery, si trova a combattere questa forza, che già 25 anni prima, si era scatenata sul piccolo paesino mettendo contro i mariti e le mogli, fratelli e sorelle, genitori e figli. E lo sceriffo era già stato protagonista da bambino dell'improvvisa pazzia del padre che aveva ucciso la madre e aveva cercato di uccidere anche lui.
Dal punto di vista del gore e dello splatter questa nuova stagione di MASTERS OF HORROR si è aperta nel migliore dei modi. Ci sono diverse scene memorabili nella prima parte del film : una donna tranciata in 2, un uomo che si suicida a martellate in testa, colpi di fucile in bocca...
A parte questi effetti speciali ben congeniati e realizzati, il film non è un granchè. La tensione nella parte finale è piuttosto alta, ma la storia di per sè non brilla e la regia di Hooper (che pur aveva fatto sperare con l'episodio "DANCE OF THE DEAD" nella stagione precedente) è piuttosto scadente, così come la messa in scena. Qualche bella idea qua e là, ma niente di più. Gli attori sono sufficienti. Il finale non si può guardare, con degli effetti digitali pessimi.

 

FAMILY

Regia : John Landis
Cast : George Wendt, Meredith Monroe, Matt Keeslar

Una giovane coppia si trasferisce in una nuova casa e fa subito la conoscenza del vicino. All'apparenza sembra un un uomo tranquillo, gentile, ma nasconde un terribile segreto...
Dopo "DEER WOMAN" della stagione precedente (carino soprattutto per la splendida protagonista) John Landis firma un ottimo episodio, ironico, divertente, che non si prende sul serio. Il protagonista è un tipo strano, all'apparenza tranquillo, ma di giorno va in cerca di persone, che uccide e brucia nell'acido, per utilizzare poi i loro scheletri come manichini per "costruire" la sua famiglia, con i quali parla e passa tutta la giornata (ovviamente immaginandosi tutto). Il gore è a buoni livelli, la storia non è originalissima, ma è molto carina e divertente. Gli attori, soprattutto George Wendt, che interpreta il vicino, recitano molto bene.

 

THE V WORD

Regia : Ernest Dickerson
Cast : Branden Nadon, Arjay Smith, Michael Ironside, Lynda Boyd

Due ragazzi hanno la "brillante" idea di passare una serata diversa, all'interno dell'obitorio. Sfortunatamente scopriranno che i morti che giacciono sulle barelle non sono tutti morti...
Storia di vampiri, lontana cmq dai canoni classici dei "vampyr-horror". La prima parte, all'interno dell'obitorio, è molto bella, claustrofobica, e la tensione è alle stelle. La seconda parte è un po' lenta e in alcune sequenze anche un po' stupida. La parte finale invece diventa più interessante e il colpo di scena è forse però un po' troppo "buonista", visto che si tratta sempre di un film horror. Sceneggiatura, opera di Mick Garris, discreta, anche se non completamente originale. Sangue ed effetti speciali, opera come di solito nella serie di Masters of Horror del grande maestro Greg Nicotero, sempre presenti e ben realizzati.

SOUNDS LIKE

Regia : Brad Anderson
Cast : Chris Bauer, Laura Margolis

Un uomo ha dei poteri straordinari, riesce a sentire tutto quello che un uomo normale non è in grado di ascoltare : ultrasuoni, suoni impercettibili per l'uomo e forse anche per gli animali (addirittura il movimento delle pupille della moglie mentre dorme). Grazie a questa dote riesce a sentire, appoggiando il capo sul torace, la grave anomalia cardiaca del figlio, un cancro che lo porterà alla morte. Distrutto da questa grave perdita, l'uomo non è più lo stesso e anche la sua dote uditiva sembra essersi amplificata a tal punto da portarlo alla pazzia...
Esempio di come un film, senza il benchè minimo uso di gore o splatter, possa tenere incollato alla poltrona lo spettatore solo per la splendida messa in scena, l'ottima tecnica di regia di Anderson e la storia piuttosto originale. La prova di Chris Bauer è davvero ottima ; l'attore è in grado di far comprendere allo spettatore tutte le minime sensazioni provate e il disagio e la paura che lo coglie nei momenti in cui la "dote uditiva" si rivela. Forse qualche idea poteva essere sfruttata meglio, come nel caso del finale, ma tutto sommato rimane un buon film, quasi per niente horror, ma cmq un buon film.

PRO-LIFE

Regia : John Carpenter
Cast : Caitlin Wachs, Ron Perlman, Bill Dow, Jeremy Jones, Emmanuelle Vaugier

Una ragazza di 15 anni viene violentata da un demone dell'inferno e grazie all'aiuto di 2 dottori viene portata in una clinica privata per aborti. La ragazza vuole assolutamente abortire, ma il padre, accompagnato dai suoi 3 altri figli maschi, che è un anti-abortista convinto, violento e decisamente radicale nelle sue azioni, prenderà con la forza la clinica, armato fino ai denti. Ma non sa ancora cosa lo aspetta. La pancia della figlia cresce ogni minuto di più...
Il miglior episodio dell'intera serie, compresa la prima stagione. John Carpenter conferma, dopo l'ottimo CIGARETTE BURNS della scorsa stagione, che si è rivelato uno dei migliori episodi insieme a JENIFER di Argento, IMPRINT di Miike e DREAMS IN THE WITCH HOUSE di Gordon, di essere ancora in gran forma, alla faccia di tutti quelli che lo davano per spacciato e finito. Il film è davvero molto bello. Certo, la storia è un po' trash (il demone che mette incinta una donna e poi torna per prendersi ciò che gli appartiene, la sua "dolce creatura"),m a è girata con un grande classe e un'ottima tecnica. Dal primo minuto fino all'ultimo la tensione sale gradualmente alle stelle, con la pancia della ragazza che con il passare del tempo si gonfia e si contorce, fino alla "sorpresa" finale (ricorda molto la lenta trasformazione, mentre la tensione sale fino all'estremo, in IL SIGNORE DEL MALE, capolavoro dello stesso Carpenter). Gli attori, soprattutto Ron Perlman, recitano davvero bene. Effetti speciali e gore alle stelle (molto bello il trucco del "demone-padre" e anche quello del "demone-figlio", che ricorda una delle creature de LA COSA, altro capolavoro di Carpenter, con la testa del bambino attaccata al corpo di un grosso ragno).

 

PELTS

Regia : Joe Dante
Cast : Meat Loaf, Ellen Ewusie, Melissa Gonzalez, Ildiko Ferenczi, Link Baker, John Saxon


Un uomo si procura (in modo non propriamente lecito e ortodosso) una dozzina di pellicce di procione. Ma è ignaro della provenienza di questi animali, sui quali grava un'orribile maledizione. Chiunque ha a che fare con le loro pellicce impazzisce e, in preda al delirio, compie orribili delitti per poi suicidarsi in modo spaventoso.
Ispirato ad una piece teatrale di F. Paul Wilson, è un racconto erotico-horror con un plot semplice ma anche piuttosto originale. Il film è lontano dai classici lavori di Argento, molto distante anche dai suoi Horror più belli. Si vede molto poco del tocco registico di Argento, probabilmente perchè si tratta di una grossa produzione americana, con attori e staff completamente americani, ma l'episodio è comunque un vero capolavoro. Diversi sono gli spunti : lo splatter è a livelli eccezionali (come mai nei precedenti film di Argento, molto più anche di quello presente in "Jenifer"), gli effetti speciali fantastici e ottimamente realizzati ; molto presente anche l'erotismo con diverse scene di nudo e di sesso (cosa già successa con l'episodio precedente). Molte sono le scene "malate", tipiche del cinema orientale più che altro, in cui si assiste a suicidi compiuti nei modi più orribili : squoiamenti con mannaia o con forbici, cranio fracassato con una mazza da baseball, testa squarciata con una trappola per volpi, sventramenti vari... Il tutto in soli 55 minuti!!! La tensione ovviamente non può essere alle stelle, visto il tipo di storia e la breve durata dell'episodio, ma si tratta di intrattenimento e divertimento puro. Saranno soddisfatti tutti i fan dell'Horror e dello Splatter in particolare, un po' meno i nostalgici dei vecchi lavori Argentiani. Ma probabilmente è questa la via da percorrere per il regista romano, visti i tempi di oggi (troppo diversi da quelli di "Suspiria", "Tenebre", "Phenomena" e "Profondo Rosso") e viste le recenti pellicole, soprattutto americane, che mirano più allo splatter, all'intrattenimento e ai salti sulla sedia piuttosto che alla storia e alla suspense.

 

THE SCREWFLY SOLUTION

Regia : Joe Dante
Cast : Jason Priestley, Kerry Norton, Linda Darlow, Elliott Gould


Uno spaventoso virus, che invade prima alcuni paesini americani e poi l'intero paese (e forse il mondo intero), trasforma tutti gli uomini in feroci e pericolosi assassini che uccidono, colti da istinti sessuali, qualsiasi donna incontrino, tra cui mogli, mamme e persino figlie.
Basato su un racconto di Racconna Sheldon. Il film è quanto di più misogino si sia visto. un pericoloso virus sconvolge l'istinto sessuale degli uomini trasformandolo in istinto omicida. Nel cast il Brandon di Beverly Hills, un padre premuroso e attento, nonchè un epidemiologo importante, che studia un particolare tipo di mosche, cosiddette mosche assassine, che depositano le loro larve parassite nei tagli o ferite aperte degli animali (e anche dell'uomo) con risultati fatali. Per ovviare a questo problema, Jason Priestley insieme ad altri scienziati hanno sottoposto queste mosche a Raggi X sterilizzanti e le hanno lasciate libere di potersi accoppiare. Il risultato è stato un ciclo riproduttivo distrutto, con la quasi totale estinzione della specie. Così gli scienziati hanno pensato immediatamente che gli uomini sono stati sottoposti a qualcosa del genere che ha modificato il loro ciclo riproduttivo e i loro istinti sessuali. Forse Bio-Terrorismo. O forse un'altra specie vivente che ha deciso di ripulire la terra dagli uomini crudeli...
La storia è piuttosto avvincente e originale. La prima parte del film tiene alta la tensione. La parte finale tende a scemare fino all'epilogo finale, quando si scoprirà finalmente la verità. Ma ormai sarà troppo tardi.

 

VALERIE ON THE STAIRS

Regia : Mick Garris
Cast : Tyron Leitso, Christopher Lloyd, Clare Grant, Tony Todd

Il protagonista, un giovane scrittore, va a vivere in un palazzo di soli scrittori. Ben presto una strana apparizione va a fargli visita, ogni notte : una donna bellissima, di nome Valerie, nuda, che chiede aiuto, ma che scompare sempre nel nulla. Valerie potrebbe essere la musa che ha sempre cercato, o la manifestazione di qualcosa di oscuro creato dagli altri coinquilini...
Basato su un racconto di Clive Barker. Il film di Garris, ideatore della serie, come nella precedente stagione, è il peggiore tra gli episodi visti fino ad ora. Soprattutto per l'incomprensione della storia, che parte come una ghost-story, ma che alla fine sfocia nel surreale e nel banale, con i personaggi dei racconti degli scrittori che prendono vita. E' colpa di un romanzo perverso, scritto da tre abitanti della casa (tra cui il sempreverde Christopher Lloyd), a dar vita ai fantasmi della donna e di un orribile demone che abusa di lei sessualmente (interpretato dal sempre splendido Tony Todd), che fantasmi, a questo punto, non sono. Il demone ammazza i tre scrittori narcisisti e il protagonista cerca di salvare la ragazza. Ma alla fine si rimane col dubbio che si tratta tutto di un sogno, o di un incubo, o di una storia scritta da un altro scrittore, di cui faceva parte anche il protagonista, oppure tutto è solo frutto della pazzia del giovane protagonista.... Sinceramente la risposta non so quale sia. Effetti speciali, opera sempre di Greg Nicotero, sufficienti. Qualche salto sulla sedia (almeno all'inizio) e niente più.


RIGHT TO DIE

Regia : Rob Schmidt
Cast : Martin Donovan, Corbin Bernsen, Robin Sydney, Julia Anderson

Cliff e Abby sono in viaggio in macchina ma hanno un terribile incidente. Cliff si salva, ma Abby rimane in coma, praticamente con la pelle carbonizzata, ma ancora viva. Cliff, suo marito, vorrebbe andare in tribunale per mettere fine alla sua sofferenza. Abby intanto continua la sua battaglia contro la morte, e ogni volta che le sue funzioni vitali si riducono il suo spirito si vendica di coloro che stanno sfruttando il suo caso. E se Cliff le staccherà la spina, sarà il prossimo della lista...
Su una sceneggiatura di John Esposito, Rob Schmidt ("Wrong Turn") realizza un buonissimo episodio, prendendo spunto da "Patrick still Alive" di Mario Landi e da altri film del genere. Nel cast c'è Corbin Bernsen (il dentista pazzo in "The Dentist" di Yuzna) che questa volta è un cinico avvocato, ma il denstista nel film c'è, ed è Cliff, interpretato dall'ottimo Martin Donovan. Le protagoniste femminili sono molto belle e mettono, in molte scene, in bella mostra il loro corpo nudo. Ottimi gli effetti speciali di Greg Nicotero. Buona la tensione e la tecnica registica di Schmidt. Davvero divertenti e gustose alcune idee.

 

THE BLACK CAT

Regia : Stuart Gordon
Cast : Jeffrey Combs, Elyse Levesque, Ken Kramer, Ian Alexander Martin, Aron Tager, Christopher Heyerdahl

Edgar Allan Poe è caduto in miseria. I pochi soldi rimasti li sperpera ubriacandosi. Inoltre la giovane moglie è malata di tubercolosi e ogni giorno peggiora sempre più. A farle compagnia ci sono un canarino, un pesciolino e un gatto nero. E sarà proprio il gatto nero a far impazzire giorno per giorno il povero scrittore e a rovinargli la vita. Ma sarà lo stesso gatto nero che gli darà l'ispirazione per il suo romanzo più celebre e importante, "The Black Cat".
Gordon, dopo aver dato vita agli incubi più paurosi di H. P. Lovecraft, si dedica al romanzo più bello e celebre di Edgar Allan Poe (si era già ispirato ad un altro romanzo dello scrittore, ne "Il Pozzo e il Pendolo"). E sceglie come la maggior parte delle volte il suo fidato Jeffrey Combs, già presenti in quasi tutti i capolavori di Gordon ("From Beyond", i vari "Re-Animator", "Faust", "Castle Freak", "Necronomicon"), che interpreta magnificamente Edgar Allan Poe (molto somigliante anche fisicamente al vero Poe), affiancato dalla bellissima Elyse Levesque, che interpreta la moglie malata dello scrittore. La storia è risaputa ed è stata sfruttata in molti Horror, tra cui l'episodio di Dario Argento in "Due Occhi Diabolici", ma Gordon riesce a dare un sapore diverso, più originale e attinente al romanzo. La sceneggiatura è opera dello stesso Gordon e del fidato Dennis Paoli. Pochi, ma ottimamente realizzati, gli effetti speciali di Greg Nicotero. Presente molto sangue e alcune scene sono davvero disturbanti : memorabile una delle prime scene in cui la moglie di Poe ha il suo primo violento attacco di tubercolosi. Alla pari degli episodi di Carpenter e Argento, che come nella prima stagione della serie tv risultano essere i migliori.

 

THE WASHINGTONIANS

Regia : Peter Medak
Cast : Johnathon Schaech, Venus Terzo, Duncan Fraser, Julia Tortolano, Saul Rubinek

Pam e Mike, insieme alla loro figlia di 10 anni, si trasferiscono nella casa della nonna, appena morta. Gli abitanti del paese sembrano tutti molto cordiali e gentili. Ma nascono un terribile segreto. Mike trova nella cantina della casa, all'interno di un dipinto di George Washington, "il padre degli Stati Uniti", una strana lettera scritta proprio dal primo presidente dell'America in cui si parla di cannibalismo sui bambini. Gli abitanti del luogo, seguaci della setta antropofoga, gli "Washingtoniani", cercheranno di rubare la lettera che custodisce l'orribile segreto, il quale stravolgerebbe totalmente la storia degli Stati Uniti e la figura di George Washington.
Basato su un classico racconto di Bentley Little, il regista Peter Medak ("The Changeling", "Species 2") costruisce un episodio molto ironico e politicamente "scorretto" (per radio si sentono continuamente commenti negativi sul governo e sulla guerra in Iraq. Da vedere anche l'ultima scena, con George Bush che prende il posto di George Washington sulla banconota da 1 dollaro). La storia scorre senza problemi, i personaggi sono ben caratterizzati, soprattutto gli "Washingtoniani", con tipica parrucca e abbigliamento del tempo, pelle emaciata e denti neri e marci. La recitazione è piuttosto convincente. Il sangue e il gore non sono molto presenti (tranne che nelle sequenze finale, dove si assiste ad un banchetto antropofago della setta, che ricorda vagamente quello in "Society" di Yuzna), e forse questa è l'unica pecca, ma è ovvio che si è voluto mettere in luce e dare maggiore importanza ad altro.

 

WE ALL SCREAM FOR ICE-CREAM

Regia : Tom Holland
Cast : Lee Tergesen, William Forsythe, Tim Henry, Ingrid Tesch, Colin Cunningham

Un gruppo di giovani ragazzi tormentano e uccidono "accidentalmente" un gelataio ritardato, vestito da pagliaccio. Dopo 20 anni lo spirito del gelataio è tornato in città, con il suo camioncino colorato, e medita vendetta...
Basato su un breve racconto di John Farris "I Scream, You Scream, We all Scream, for Ice-Cream". Il film è divertente, simpatico e anche piuttosto originale. Lo spirito del pagliaccio incute davvero terrore con la sua cantilena insopportabile. Il suo scopo è quello di vendicarsi di ognuno dei ragazzi, ora adulti con figli, coinvolti nel suo omicidio. E lo fa vendendo proprio ai loro figli degli strani gelati raffiguranti i loro genitori (delle specie di bambole voodoo moderne). Non appena i bambini mangiano questi gelati i loro genitori si sciolgono all'istante, lasciando sul posto solo i loro vestiti ricoperti di poltiglia colorata. Gli effetti speciali, sempre opera di Greg Nicotero, sono davvero ottimi e ricordano molto quelli degli Horror anni 80'. Gli attori sono bravi, anche se poco conosciuti. Tom Holland ("La Bambola Assassina", "The Langoliers", "Ammazzavampiri") torna dietro la macchina da presa dopo ben 11 anni (nel 1996 girò "Thinner") e molto probabilmente sarà richiamato anche per la terza stagione della serie.

 

DREAM CRUISE

Regia : Norio Tsuruta
Cast : Daniel Gillies, Yoshino Kimura, Ryo Ishibashi

Jack, un uomo d'affari, che vive con il rimorso di non essere riuscito a salvare il fratellino dall'annegamento, viene invitato da un suo cliente e la moglie sul suo yacht per concludere un affare di lavoro. Lo scopo dell'uomo però è un altro : quello di far fuori la moglie e Jack, rei di aver commesso adulterio. Ma tutto si complica quando tornano dal passato vecchi fantasmi...
Ultimo episodio di questa seconda stagione, affidato, come nella prima, ad un regista giapponese. Questa volta si tratta di Norio Tsuruta ("Premonition", "Ring 0") che sfrutta un breve racconto di Koji Suzuki. E' la classica storia orientale di fantasmi, che ritornano dall'aldilà per vendicarsi (questa volta però i fantasmi sono 2, uno cattivo, che cerca vendetta, e l'altro buono). Tutto il film si svolge sullo yacht, in alto mare. Continui sono i momenti di tensione, soprattutto negli ultimi 25 minuti. Le apparizioni degli spiriti sono, come da tradizione orientale, terrificanti e inaspettate (anche se nella fisionomia si rifanno troppo a "Ringu" e "Ju On : The Grudge"). Buoni gli effetti speciali di Greg Nicotero, anche se molti dei quali sono digitali. Bravi gli attori, la maggior parte dei quali giapponesi.

 

 

 

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