Cerca nel sito Cerca nel web

powered by FreeFind

NON SI SEVIZIA UN PAPERINO

Regia : Lucio Fulci


Cast : Tomas Milian, Barbara Bouchet, Florinda Bolkan, Marc Porel, Irene Papas, Ugo D'Alessio, Georges Wilson, Antonello Campodifiori

Anno : 1972

Durata : 102'

Luogo : Italia

 

RECENSIONE

Un piccolo paesino della Basilicata, Accendura, viene stravolto dall'assassinio di quattro bambini, uccisi tramite percosse e soffocamento, con rituali dall'apparenza satanica. Gli abitanti, spaventati, vogliono presto un colpevole e i Carabinieri del paese li accontentano arrestando prima lo scemo del villaggio, reo di aver chiesto il riscatto per la liberazione di uno dei bambini (in realtà già morto), poi indagando su un uomo e una donna, stregoni del paese, colpevoli di aver utilizzato la magia nera. L'attenzione e le indagini dei Carabinieri si spostano anche su una bella e ricca ragazza, Patrizia, originaria del paese, ed esiliata per problemi di droga. Grazie all'aiuto di un giornalista di cronaca nera Andrea Martelli, e dopo diversi colpi di scena, si scoprirà alla fine il colpevole.

"Non si sevizia un paperino" va a completare la trilogia gialla di Fulci dei primissimi anni 70, dopo "Una sull'Altra" e "Una Lucertola con la Pelle di Donna". Si tratta di una delle sue opere più complete e decisamente più riuscite, nonostante la pellicola sia stata perseguita (forse a ragione) non solo dalla censura, ma anche penalmente. A cominciare dal titolo che Fulci scelse per il suo film : "Non si sevizia Paperino", con chiara e geniale allusione al personaggio della Walt Disney. E questa volta fu proprio la Walt Disney che impose il cambio del titolo. E Fulci fu costretto a malincuore a modificarlo, facendo però comparire sui manifesti l'articolo "un" in modo quasi illegibile. Il film non ripercorre i canovacci del giallo tipico di quegli anni (tra cui per esempio l'assassino con i guanti neri e un'affilata arma da taglio), in cui spopolavano i film di Dario Argento, ma riesce lo stesso a creare un'atmosfera malata, mista di sacro e profano, utilizzando un'ambientazione diversa dal solito e caratterizzando degli strani personaggi, ignoranti, legati ancora alla superstizione (magia nera e stregoneria) e alle tradizioni più antiche. Fulci dirige con maestria, con splendide inquadrature, mai ovvie e inutili, spostando l'attenzione dello spettatore ora su un personaggio, ora sull'altro, cercando (e ci riesce) di confondergli le idee e di allontanarlo da una facile soluzione dell'enigma. Riesce inoltre con grande intelligenza a contrapporre le scene del piaccolo paesino meridionale, che rappresenta la parte vecchia, superstiziosa e ignorante dell'Italia, alle scene in cui compare un cavalcavia che sovrasta l'autostrada, segno di modernizzazione, che mostra l'Italia che avanza, che progredisce. A causa della particolare e crudele storia di base, mista di pedofilia e omosessualità (oltre che per la scena in cui Barbara Bouchet si mostra nuda ad un bimbo, che costò a Fulci un nuovo processo, dopo quello della protezione animali per "Una Lucertona con la Pelle di Donna" ; in realtà non si trattava di un bambino, ma di un nano maggiorenne), molto criticata dalla Chiesa Cattolica, il film fu quindi rilasciato in edizione ridotta in tutta Europa, mentre fu bandito negli Stati Uniti. Solo nel 2000 ha visto la luce negli States grazie alla casa di distribuzione Anchor Bay Entertainment che ha acquistato i diritti e ha rilasciato la versione uncut direttamente in Dvd. A tal proposito, indimenticabile è la barbara scena dell'esecuzione/linciaggio in un piccolo cimitero di Florinda Bolkan con bastoni e catene, da parte dei genitori e parenti delle giovani vittime, sulle dolci note di "Quei Giorni Insieme a Te" di Ornella Vanoni. Significativa e simbolica anche la scena in cui sempre la "maciara", in fin di vita, si arrampica in cerca di aiuto sulle rocce che si affacciano sull'autostrada, dove si notano numerose macchine di turisti che vanno in vacanza, che con piena e crudele indifferenza, si accorgono delle donna, ma non si fermano e non si preoccupano più di tanto, continunando a ridere e a scherzare. Il soggetto è stato curato dallo stesso Fulci insieme a Roberto Gianviti, che hanno lavorato accanto a Gianfranco Clerici per la sceneggiatura. Ottimi trucchi ed effetti speciali, veramente efficaci, di Franco Di Girolamo e Nilo Iacoponi, con Maurizio Trani come assistente. Suggestiva musica originale di Riz Ortolani. Girato nel comune di Monte Sant'Angelo, in provincia di Foggia. Conosciuto all'estero anche come : "Don't Torture a Duckling", "Don't Torture Donald Duck", "Angustia De Silencio", "Fanatismo (altro titolo italiano)". La frase di lancio dai flani dei giornali fu : "Il thrilling per chi ama le sensazioni forti... in tutti i sensi ! Violenza, tensione, angoscia, suspense, erotismo, nel film interpretato da sei grandi attori !".

CURIOSITA'

1) Uscì in Francia solo nel 1978, ben sei anni dopo l'uscita italiana. 2) Nella sequenza finale Tomas Milian e Marc Porel sembra si siano veramente presi a pugni, finendo così sui principali rotocalchi del tempo. 3) Il nano che interpreta il bambino che guarda Barbara Bouchet nuda è Domenico Semeraro (non accreditato), noto allora come "il nano della Stazione Termini". Semeraro venne ucciso negli anni Ottanta, in un tragico e misterioso fatto di cronaca nera. 4) Il finale del film, con la caduta dell'assassino dalla montagna e il suo viso che viene devastato dai numerosi urti contro le rocce, venne ripreso da Lucio Fulci per la sequenza iniziale del suo successivo giallo, "Sette Note in Nero", realizzato nel 1977.

FRASI CELEBRI

“Abbiamo fatto le autostrade e non siamo riusciti a debellare l'ignoranza”

 

SPLATTER
/ 6
GORE
/ 6
VIOLENZA
/ 6
SESSO
/ 6
HUMOUR
/ 6
TRASH
/ 6
SUSPENSE
/ 6
EFFETTI SPECIALI
/ 6

 

 

IMMAGINI