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REAZIONE A CATENA

Regia : Mario Bava


Cast : Claudine Auger, Luigi Pistilli, Claudio Volontè, Anna Rosati, Chris Avram, Leopoldo Triestye, Laura Betti, Brigitte Skay, Isa Miranda

Durata : 90'

Anno : 1971

Luogo : Italia

 

RECENSIONE


Una serie efferata di omicidi, senza alcun plausibile movente, avviene presso "La Baia", luogo isolato ed apparentemente inaccessibile. In realtà sotto le uccisioni ci sono biechi motivi economici, dal momento che il posto è soggetto ad una grande speculazione edilizia. La reazione a catena del titolo porterà i colpevoli a non godere del frutto dei loro sforzi.

Se "I Vampiri" (1957) di Riccardo Freda (dove Mario Bava aveva lavorato come direttore della fotografia, girandone anche il finale) è considerato il primo film dell'orrore prodotto e girato in Italia, "Reazione a Catena" è sicuramente il primo slasher movie con le stesse caratteristiche, che darà vita ad un lungo filone italiano e americano (tra cui la serie di "Venerdì 13"). Spinto da un pretesto ecologista (si tratta in sostanza di una faida tra chi vorrebbe destinare la baia ad un uso commerciale e chi vorrebbe preservarne la sua bellezza naturale), ed il film è infatti è noto anche con il titolo di "Ecologia del Delitto", Mario Bava, dopo aver diretto "Cinque Bambole per la Luna d'Agosto, che lo avevo lasciato con l'amaro in bocca, costruisce un bel thriller a tinte splatter, molto feroce e sanguinario, dove non mancano i colpi di scena, (molti dei quali senza un senso apparente) che si susseguono fino alla sequenza finale (dove troviamo una giovanissima Nicoletta Elmi, che reciterà, tra gli altri film, anche in "Gli Orrori del Castello di Norimberga" dello stesso Mario Bava e in "Profondo Rosso" di Dario Argento qualche anno più tardi). Nel film si conteranno alla fine ben 11 morti, tutti uccisi in modi particolari ed originali, e tutti mostrati in primissimo piano. I vari personaggi del film che si susseguono durante la storia non sono nè più nè meno degli insetti da infilzare osservandone l'agonia. Non c'è un unico colpevole e non c'è un unico assassino, alla fine tutti saranno colpevoli e tutti crudeli assassini. Il budget del film è piuttosto risibile, ma Bava è stato comunque in grado di dare vita ad un ottima pellicola, molto apprezzata soprattutto all'estero, grazie alla sua inconfondibile tecnica registica (continui zoom e fuori fuoco, straordinari cambi focali, ottima profondità di campo) e alle sue trovate geniali. Sceneggiatura originale, dal titolo "E così Imparano a Fare i Cattivi", dello stesso Bava (che ha diretto anche la fotografia) insieme a Dardano Sacchetti, Giuseppe Zaccariello (accreditato come Joseph McLee), Filippo Ottoni e Franco Barberi. Lamberto Bava, figlio del regista, opera come assistente alla regia. Musiche di Stelvio Cipriani. Uno dei pochissimi film di cui Mario Bava era veramente soddisfatto. Dardano Sacchetti ha sempre dichiarato di aver voluto dimostrare, con questa pellicola, che tra il mondo dei grandi e quello dei bambini c'è una specularità, e soprattutto che i bambini non sono poi così innocenti. La dimostrazione sta nell'ultima scena, dove Nicoletta Elmi e il fratellino Renato Cestiè, che vengono abbandonati per un giorno intero dal padre e dalla sua compagna in una roulotte, diventano a loro volta degli assassini. Nella sceneggiatura originale di Sacchetti e in una prima copia del film in 35mm i bambini, dopo aver compiuto il delitto, affermano "Così imparano a fare i cattivi" (che poi è il titolo della sceneggiatura), poi successivamente cambiato in "Guarda come sono bravi a fare i morti...". Da ricordare : la scena della coppia a letto trapassata da parte a parte da una lancia, scena ripresa fedelmente nel primo sequel della saga di Jason Voorhees "Venerdì 13 parte 2 : L'Assassino ti Siede Accanto" ; la scena in cui un ragazzo viene colpito da una roncola in piena faccia ; la scena in cui viene ritrovato in acqua il corpo di un uomo con un polipo in faccia.

CURIOSITA'

1) Il film è conosciuto all'estero anche come : "Bay of Blood", "Before the Fact-Ecology of a Crime", "Bloodbath Bay of Blood", "Bloodbath Bay of Death", "Carnage", "The Ecology of a Crime", "Last House on the Left 2", "New House on the Left", "Twitch of the Death Nerve". 2) Il film uscì in sala all'epoca con il divieto ai minori di diciotto anni. 3) Quando viene assassinata la prima ragazza tedesca, dopo essere stata sgozzata, questa giace a terra, ma si nota molto facilmente che la gabbia toracica e l'addome continuano ad espandersi.

 

SPLATTER
/ 6
GORE
/ 6
VIOLENZA
/ 6
SESSO
/ 6
HUMOUR
/ 6
TRASH
/ 6
SUSPENSE
/ 6
EFFETTI SPECIALI
/ 6

 

DVD

Label : Raro Video

Region Code : 2

Formato Video : PAL, 1.85:1 Anamorfico

Lingua : Italiano (Dolby Digital 5.1), Inglese

Sottotitoli : Inglese

Extra : "L'arte del delitto" : Documentario (20'), Trailer, Biografia e Filmografie di Bava

 

IMMAGINI