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REDNECK ZOMBIES
RECENSIONEDei rifiuti nucleari radioattivi cadono accidentalmente dentro il contenitore utilizzato per distillare una tipica bevanda alcolica delle campagne statunitensi, il Moonshine, trasformando dei pacifici contadini ("Redneck" = letteralmente "Collo Rosso", modo di dire affibbiato ai tipici contadini americani) in morti viventi affamati di carne umana che si accaniscono particolarmente contro i cittadini che hanno la sfortuna di capitare per le campagne infestate... Girato in un anno, ma solo durante il fine settimana, direttamente in video da un gruppo di studenti del Marylan e distribuito dalla Troma, è un prodotto tipico della casa indipendente di New York, con la denuncia contro il nucleare, un po' di umorismo, pochi mezzi (un budget veramente risibile) e diluvio di gore e sangue nei limiti imposti da degli effetti speciali molto artigianali e a volte un po' ridicoli, opera di Edward Bishop e George Scott (anche produttori della pellicola), insieme allo stesso regista. La famiglia di contadini (Jed, Jethro, Junior e la checcha Billy Bob, che preferisce essere chiamato Ellie Mae) che bevono per primi il liquido tossico è veramente ridicola, i personaggi sono decisamente stupidi e ignoranti. Saranno loro a diffondere il virus squartando chiunque capiti sul loro cammino. I campeggiatori scopriranno, forse troppo tardi, che per distruggere i famelici zombie servono delle bombolette spray (?) ... Da segnalare, in senso negativo, la scena in cui vengono mostrati gli effetti della bevanda tossica sui suddetti contadini: veramente indegna ! Non è da meno la scena in cui una nonnina dà da bere nel biberon il liquido radioattivo ad un neonato, che, di conseguenza si trasforma in zombie. Infatti il nenonato apparirà più tardi con il viso insanguinato e con un pezzo di carne in bocca, ma con lo sguardo decisamente stralunato e ignorante di tutto ciò che lo circonda (usare il neonato per certe scene e per certi film si poteva tranquillamente evitare... Trovata molto trash !). Finale decisamente divertente, con la protagonista che, dopo essere stata violentata da uno zombie grassone, viene rinchiusa in un ospedale psichiatrico, visibilmente sotto shock, e incinta, a dimostrazione che il virus non è stato ancora del tutto debellato... "Redneck Zombies" è comunque un film che si lascia guardare, divertente e demenziale. Lo spettatore è consapevole comunque di che tipo di film si appresta a guardare, sapendo che si tratta di un film targato Troma. Ricorda non poco "Ozone : Attack of the Redneck Mutants", prodotto di stampo indipendente girato nel 1986 da Matt Devlen, produttore di film horror e thriller di Serie B. CURIOSITA' Nella scena iniziale e in un'altra scena un ragazzo sfoglia la famosa rivista americana Fangoria, con copertina dedicata a "Non Aprite Quella Porta 2" di Tobe Hooper.
IMMAGINI |
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