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SEVERANCE
RECENSIONEUn gruppo di lavoro della Palisade, multinazionale che si occupa della produzione di armi, per volere del capo, deve svolgere un week-end in uno chalet isolato in un bosco ungherese. Purtroppo, dopo essere stati abbandonati da un capriccioso autista di autobus, sbagliano strada e si fermano in una abitazione non proprio accogliente, convincendosi che quello sia lo chalet cercato. Ben presto inizieranno ad accorgersi della presenza di altre misteriose persone, intorno alla casa ed inizia l'incubo... Un po' di orrore, un po' di umorismo
e qualche accenno di critica sociale, il tutto tenuto insieme da un
buon ritmo. Questi sono gli ingredienti che rendono il film di Smith
estremamente piacevole, pur senza avere grandi pretese. Anche la caratterizzazione
dei personaggi, ognuno con le proprie piccole e grandi manie, è
curata e riesce a dare maggiore spessore ad una storia che non brilla
per originalità. La sceneggiatura è un po' sfilacciata
e la storia perde, a tratti, verosimiglianza, ma non ci si fa troppo
caso grazie ad una buona regia. Il regista trova modo pure di prendersi
gioco dell'America militarista e delle ricercate tecniche di Team
Working, sempre più in voga nelle grandi società. a cura di Maurizio Di Nardo CURIOSITA' 1) La canzone finale (in versione hard rock però), "We'll meet again", è un chiaro riferimento al "Dottor Stranamore" di Stanley Kubrick. Anche in questo film infatti la canzone chiude il film. 2) Il casting è durato ben quattro mesi perchè il regista Smith voleva gli attori perfetti per la parte. 3) James Moran ha scritto la prima stesura della sceneggiatura nel 2003 e l'ha terminata nel 2004, insieme a Christopher Smith, una volta che quest'ultimo è stato scelto come regista.
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