Cast : Thomas
Jane, Marcia Gay Harden, Laurie Holden, Andre Braugher, Toby
Jones, William Sadler, Jeffrey DeMunn, Nathan Gamble, David
Jensen, Jay Amor
Su Bridgton, una piccola cittadina
del Maine, si abbatte una violenta tempesta notturna. La mattina dopo
tutto torna alla normalità. O quasi. Infatti, pian piano una
misteriosa e fitta nebbia inizia ad avvolgere le case e l'intera città.
Nello stesso momento iniziano ad accadere cose strane. Nella nebbia
infatti si odono urla strazianti, e un gruppo di persone, sopraffatti
dalla paura e dal terrore, e convinti che qualcosa di terribile sta
accadendo, si barrica all'interno di un supermercato. Ma cosa si nasconde
veramente dietro quella strana nebbia ?
Scritto, prodotto e diretto da Frank
Darabont, "The Mist" è una (l'ennesima) trasposizione
cinematografica di un racconto ("La Nebbia", il racconto
pilota della raccolta "Scheletri") di Stephen King. L'americano
(di origini ungheresi) Darabont non è nuovo nel raccontare
i romanzi di King, già in passato infatti aveva dato prova
con "Le ali della libertà" e "Il miglio verde"
(oltre ad un cortometraggio intitolato "The Woman in the Room"),
per i quali ha anche ricevuto una nomination agli Oscar e ai Golden
Globe come Miglior Sceneggiatura non originale. Il film,
costato circa 18 milioni di dollari, è stato apprezzato dalla
critica negli States, ed ha ricevuto grossi consensi anche da parte
del pubblico, visto che ha incassato quasi 25 milioni in tutto (9
milioni solo nella prima settimana).
Il film ha un buon inizio e dopo pochi minuti ci troviamo già
all'interno del supermercato, (quasi) unica location per tutta la
durata della pellicola. All'interno, le persone assistono atterrite
e spaventate all'avanzare della misteriosa nebbia, che si fa sempre
più minacciosa. Dopo un periodo di umana incredulità
per quanto sta succedendo, lo stato d'animo che regna è l'angoscia,
progressivamente accompagnata dalla più totale rassegnazione
e dal terrore più grande, di fronte all'atroce morte di due
uomini, fatti a pezzi da terribili creature lovecraftiane.
I temi affrontati dal film sono tanti : l'ottuso fanatismo religioso,
la violenza umana, gli esperimenti militari, l'istinto di sopravvivenza.
Tutti vengono sviscerati al meglio e vengono resi funzionali alla
riuscita del film. Le creature in questione (discretamente realizzate
con l'utilizzo di effetti digitali) sono state richiamate attraverso
un varco inter-dimensionale aperto inavvertitamente da una base militare
del posto durante strani esperimenti, e la rivolta, una volta scoperto
l'arcano, contro tre giovani (incolpevoli) militari rinchiusi all'interno
del supermercato è tremenda. Follia pura, crudeltà ai
massimi livelli, cecità mentale. Una rivolta capeggiata da
un'ottima Marcia Gay Harden, nei panni di una fanatica religiosa,
che riesce con il verbo a trascinare dalla sua parte la maggior parte
dei "rinchiusi". Ma alla fine vince il coraggio, la voglia
di (soprav-)vivere di un gruppetto, a capo del quale c'è un
discreto Thomas Jane, che combatte con ogni mezzo pur di riuscire
a afuggire ad una sorte quanto mai crudele. Il resto del cast si comporta
ottimamente ; a tal proposito, una nota di merito va soprattutto agli
attori non protagonisti William Sadler e Jeffrey DeMunn (già
visti nei precedenti "Il miglio verde" e "Le ali della
libertà"), lodevoli dal punto di vista del carisma e dell'efficacia
della loro recitazione.
La tensione è alta per quasi tutta la durata del film, grazie
anche alla fredda, gelida, buia fotografia di Ronn Schimdt per gli
esterni, contrapposta a quella calda, luminosa degli interni. Intense
sono le scene d'attacco nel magazzino del supermercato all'inizio
del film, contro le pareti di plexiglas a metà film e soprattutto
nella farmacia. Il make-up e gli effetti speciali (che sono presenti
in misura nettamente inferiore rispetto all'uso di CGI) sono davvero
ottimi, e ancora una volta sono opera dei maestri Berger-Nicotero,
che si dimostrano (nuovamente, come se ce ne fosse bisogno...) superiori
a chiunque nel loro campo.
Darabont rimane nel complesso molto fedele al romanzo di King, ma
modifica forse la cosa più importante : il finale. Nel racconto
c'è un finale aperto, relativamente positivo. Nel film l'appendice
finale invece è perfida e crudele. Un finale che fa riflettere,
ma che lascia anche basiti di fronte a cotanta ingiustizia. King comunque,
in una recente intervista, si è mostrato soddisfatto della
modifica finale. Se è piaciuto pure a lui...
CURIOSITA'
1) All'inizio del film, David, il
protagonista maschile, sta dipingendo nella sua stanza. Si nota, tra
gli altri, il dipinto del poster de "La Cosa", capolavoro
di John Carpenter. 2) Quando il gruppetto si dirige in farmacia, David
prende un fumetto che ha promesso al figlio. Si tratta di "Hellboy".
3) Il regista Darabont ha accettato di girare il film con la Dimension
Film alla sola condizione che il finale non sarebbe stato modificato,
e che sarebbe rimasto quello da lui deciso. 4) In origine Darabont
aveva intenzione di girare il film in bianco e nero (versione che
probabilmente sarà presente nell'edizione speciale in dvd).
5) Sull'insegna della farmacia si può notare il nome "King's
Pharmacy", chiaro riferimento allo scrittore di Portland.
FRASI
CELEBRI
"Tu
hai ucciso quel ragazzo.... e io ho il suo fottuto sangue di me !"
"Non
andate lì fuori... c'è qualcosa nella nebbia !"
SPLATTER
/ 6
GORE
/ 6
VIOLENZA
/ 6
SESSO
/ 6
HUMOUR
/ 6
TRASH
/ 6
SUSPENSE
/ 6
EFFETTI SPECIALI
/ 6
IMMAGINI
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