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BIOGRAFIA

Lucio Fulci nasce a Roma il 17 giugno 1927. Dopo aver esordito con film comici e con commedie (come aiuto regista e sceneggiatore collaborò a numerosi film tra cui alcuni di Totò) e realizzato in seguito film praticamente di tutti i generi, Fulci comincia ad avvertire una predilezione per il genere giallo-thriller a partire dalla fine degli anni Sessanta, per poi specializzarsi dal 1979 in poi nell’horror puro. Fulci è stato sicuramente un grande professionista del cinema, un maestro apprezzato maggiormente all’estero che non in patria e solo oggi parzialmente riscoperto. “Una sull’altra” (1969), girato tra Italia, Francia e Spagna, è il film con cui esordisce nel genere giallo-thriller, anche se più erotico che thriller, pieno zeppo di nudi, nell'ultima mezz'ora cerca poi di fare sul serio infilando un colpo di scena dopo l'altro. Musiche di Riz Ortolani. A questa pellicola seguiranno poi “Una lucertola con la pelle di donna” (1971), con le ottime musiche di Ennio Morricone e la fotografia di Luigi Kuveiller, mentre gli effetti speciali sono affidati al grande Carlo Rambaldi, e “Non si sevizia un paperino” (1972), un film importante per la genesi del thriller italiano, in cui Fulci dimostra di conoscere perfettamente i meccanismi della paura. Il film ebbe problemi con la censura (per la scena in cui la Bouchet si mostra nuda ad un bambino, in realtà un nano maggiorenne). Poi “Sette note in nero” (1977), intreccio discretamente congegnato (dallo stesso Fulci, da Dardano Sacchetti e Roberto Gianviti), senza risparmio di colpi di scena più o meno onesti, per uno dei film più rispettabili di Fulci, che cerca di costruire suspense col minimo dispendio di sangue. Tra i suoi horror più famosi ricordiamo “Zombi 2” (1979), in cui Fulci crea un personale universo di terrore, trasformando un'isola delle Antille in un claustrofobico luogo di morte. Privo delle ambizioni sociologiche di Romero, Fulci studia i tempi della paura, senza tuttavia rinunciare ai bellissimi effetti speciali di Giannetto De Rossi. La lezione di ROmero è presente come riferimento grafico con la stessa immagine dei cadaveri ricoperti da un telo, uccisi con un colpo di pistola in testa proprio nell'istante in cui stanno riprendendo vita. C'è invece una caduta di tono quando si assiste alla sfida tra u no zombie e uno squalo negli abissi marini. Poi “Paura nella città dei morti viventi” (1980), in cui Fulci continua con il tema prediletto degli zombie con un tripudio di macelleria e frattaglie sanguinolente, cervelli spiaccicati e pavimenti che crollano divorati dai vermi. Ottimi ancora gli effetti speciali sempre di Giannetto De Rossi e Rosario Prestopino. A suo tempo presentato al pubblico con tanto di controindicazione medica di un celebre primario cardiologo. Fulci innesta nel film anche temi tratti da H.P.Lovecraft , come l'ambientazione di Dunwich, il libro di Eibon, pseudo-bibbia inventato dallo scrittore di Providence, e la riproposizione di quel terrore cosmico, ultra-naturale, che presenta un universo parallelo divorato dal male supremo e dalla precarietà dell'esistenza. Poi è la volta de “L’Aldilà” (1981), il miglior film Splatter di Fulci, pur dovendo molto alla lezione di Romero (gli zombie) e di Argento (le 7 porte che ricordano le 3 madri di "Inferno" e le sue dimore, o nella scena del cane guida che sbrana il collo del padrone come in "Suspiria"). La fotografia di Sergio Salvati è stupenda e l'ambientazione, nella Lousiana, è molto suggestiva. Gli effetti speciali di Giannetto De Rossi e Germano Natali sono ancora una volta fantastici e rendono ancora più affascinante la pellicola. La sceneggiatura è dello stesso Fulci, di Dardano Sacchetti e Giorgio Mariuzzo. Nel 1981 tocca a “Quella villa accanto al cimitero”, forse il più compatto degli horror fulciani del periodo : atmosfera abbastanza paurosa, stupendi effetti speciali di Maurizio Trani serviti al momento giusto, poesia macabra e ironia impercettibile. Sceneggiatura di Fulci, Dardano Sacchetti e Giorgio Mariuzzo. Fotografia ancora di Sergio Salvati. Nel 1982 è la volta de “Lo squartatore di New York”, in cui Fulci scrive con Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino e Dardano Sacchetti uno dei suoi thriller più radicali nel mettere in scena un immaginario equamente diviso tra l'erotismo da fumettaccio e la violenza estrema (anche se gli effetti spciali di Franco Di Girolamo e Rosario Prestopino non sono così entusiasmanti). L'inizio è malato, morboso, sporco e anche inquietante, ma poi Fulci non ha il coraggio di continuare su questa strada, la sceneggiatura boccheggia tra false piste e il finale è risibile. Cammeo dello stesso regista nei panni del capo della polizia. Brutte musiche di Francesco De Masi. Nello stesso anno dirige "Manhattan Baby", in cui Fulci pare ispirato (il prologo egiziano, certi attacchi di montaggio), ma fa poco per migliorare il soggetto di Dardano Sacchetti. Musiche di Fabio Frizzi. Il regista compare questa volta nei panni di un medico. Dopo una lunga malattia che lo aveva costretto a rimanere fuori dagli schermi, è tornato alla carica con "Il miele del diavolo" (1986), girato tra Italia e Spagna, sceneggiato dallo stesso Fulci che tenta la fortuna nel softcore, ma manca però di originalità, poi “Zombi 3” (1988), in cui il regista torna ad un film con morti viventi dopo oltre dieci anni e si rifà alla lezione del Romero di "Zombi" (l'elicottero, la coppia in fuga, i militari ottusi e assassini), ma la spiegazione del contagio ricorda in parte "Virus" scritto da Fragasso ; Bruno Mattei ha diretto la seconda unità di regia e insieme a Claudio Fragasso ha girato delle sequenze di raccordo visto che il film consegnato da Fulci al produttore era troppo corto (circa 70', ridotti poi a 50' dopo il lavoro di montaggio) ; Fulci non ne voleva sapere di modificare il suo film, perchè per lui il film 'andava bene così', ma la causa fu anche la malattia che lo affliggeva in quel periodo ; per questo motivo furono chiamati Bruno Mattei, che era già nelle Filippine in quel periodo a girare un altro suo film "Robowar", e Claudio Fragasso, autore della sceneggiatura ; poi “Demonia” (1989), il peggior film di Fulci degli anni 90. Il regista non riesce a creare le atmosfere morbose e represse dei suoi precedenti film. Solito cammeo di Fulci, stavolta come carabiniere ; e nel 1990 “Un gatto nel cervello”, in cui l'aspetto migliore del film è quello gore che abbonda anche se sono tate utilizzate scene di altri film del regista in quel momento non ancora usciti, per il resto il caos regna supremo. L'ultimo Fulci ha sempre detto che il vero finale del film fu scartato dalla produzione inficiando tutto il significato dello stesso. Per tutti questi film Lucio Fulci è venerato come un maestro del genere, specialmente in America, in Inghilterra e in Francia. Ha realizzato anche due film per la televisione (mai trasmessi perché ritenuti troppo “forti”): “La casa nel tempo”, in cui il regista, considerando il budget con cui ha lavorato e gli attori a disposizione, compie un mezzo miracolo di regia, aiutato dalla bella sceneggiatura che descrive una storia originale e avvincente, e “La dolce casa degli orrori”, molto Splatter. E’ stato anche produttore insieme ad Ovidio Assonitis di un horror americano, “The Farm”(1985). Gli ultimi 2 film di Lucio Fulci sono stati il deludente "Voci dal Profondo" (1990) e l’ottimo “Le porte del silenzio” (1991), prodotto da Joe D'Amato. Dopo una così grande carriera registica, Lucio si è conquistato il titolo di “uno dei padri del cinema dell’orrore italiano”, degno erede della tradizione di Freda e di Bava. Fulci muore il 13-3-1996 mentre stava per dirigere "MDC-Maschera di cera" un film prodotto da Dario Argento, suo amico-rivale, e di cui lui stesso aveva collaborato al soggetto e alla sceneggiatura. La regia fu affidata al maestro degli effetti speciali Sergio Stivaletti.

Curiosità: cosa pensava Fulci del suo amico-rivale Dario Argento? "Io sostengo che Dario Argento è un grande artigiano che si crede un artista, a differenza di Hitchcock che era un artista che si credeva un artigiano. Questo è il difetto per cui Dario Argento andrà sempre avanti a ripetere le stesse cose (...) Tutti poi lo ritengono un bravo scrittore e un pessimo realizzatore, invece è il contrario!"

 

 

FILMOGRAFIA HORROR

1991 - LE PORTE DEL SILENZIO

1990 - UN GATTO NEL CERVELLO

1990 - VOCI DAL PROFONDO

1989 - LA CASA NEL TEMPO

1989 - LA DOLCE CASA DEGLI ORRORI

1988 - DEMONIA

1988 - IL FANTASMA DI SODOMA

1988 - QUANDO ALICE RUPPE LO SPECCHIO

1988 - ZOMBI 3

1987 - AENIGMA

1986 - IL MIELE DEL DIAVOLO

1984 - MURDEROCK UCCIDE A PASSO DI DANZA

1982 - MANHATTAN BABY

1982 - LO SQUARTATORE DI NEW YORK

1981 - QUELLA VILLA ACCANTO AL CIMITERO

1981 - L'ALDILA'

1980 - IL GATTO NERO

1980 - PAURA NELLA CITTA' DEI MORTI VIVENTI

1979 - ZOMBI 2

1977 - SETTE NOTE IN NERO

1972 - NON SI SEVIZIA UN PAPERINO

1971 - UNA LUCERTOLA CON LA PELLE DI DONNA

1969 - UNA SULL'ALTRA

 

 

 

 

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