BIOGRAFIA
Nacque
il 25 gennaio del 1943 in Texas. Girò il suo primo
film nel 1974, "Non aprite quella porta", che è
diventato un vero e proprio cult ed è considerato
come uno dei precursori del cinema splatter, nonostante
il regista non abusi con il sangue o le frattaglie, ma evidenziando
il terrore allo stato puro che permea per tutto il film. E'
un ottimo film "dell'orrore", reso ancora più
sconvolgente da un raccapricciante humour nero. Ci
saranno 3 sequel. Dopo "Non aprite quella porta"
Hooper lasciò il Texas per Hollywood per dirigere una
decina film, alternando ottimi film a flop veri e propri,
come "Quel motel vicino alla palude" (1976), non
all'altezza del film che lo ha preceduto, ma possiede alcuni
momenti di tensione e un cast veramente interessante, tra
cui spicca un giovane Robert Englund, e "Carnival of
terror" (1981). Dopo aver girato "Le notti di Salem"
(1980), ispirandosi ad un romanzo del grande Stephen King,
dirige lo splendido "Poltergeist" (1982), con autore
del soggetto, cosceneggiatore e coproduttore Steven Spielberg,
un'ottima storia che tratta di presenze demoniache e di effetti
paranormali. Effetti speciali ben piazzati e genuini. Due
sequel non all'altezza. Poi è la volta di "Space
Vampires" (1985), in cui fantascienza, horror e film
catastrofico si mescolano a casaccio in una produzione miliardaria
targata Golan-Globus, e "Invaders" (1986), remake
disastroso di "Gli invasori spaziali" (1953), privo
di inventiva, mal diretto e mal recitato ; scritto da Richard
Blake, Don Jakoby e Dan O'Bannon. Dirige poi inutilmente "Non
aprite quella porta 2" (1986). Stavolta, a differenza
del primo, al pubblico non importa nulla dei personaggi in
pericolo e quindi il fondamentale mecanismo dell'immedesimazione
non scatta. Solo la scenografia di Cary White riesce a rendere
una certa suggestione. Qualche buon effetto speciale, opera
del grande Tom Savini. Dopo aver diretto film a basso costo
come "Il vestito che uccide" (1990) e "Spontaneus
combustion" (1990), in cui Hooper, sceneggiatore insieme
a Howard Goldberg, tenta un horror progressista di maniera,
antinucleare e antimilitarista, ma anche se Brad Dourif è
sempre godibile, lo svolgimento è stereotipato e la
spettacolarità è da telefilm, dirige insieme
a John Carpenter uno dei suoi film più fortunati, "Body
Bags" (1993), suo è il terzo episodio intitolato
"Eye", più visionario e coinvolgente dei
primi 2 diretti da Carpenter, e successivamente il deludente
"Night terrors" (1993), depravazioni da fumetto,
intermezzi soft-core, kitsch a metà tra il peggiore
Ken Russell e il migliore Jess Franco. Protagonista Robert
Englund. Dopo è la volta di "The mangler"
(1995), ancora con il grande Robert Englund come protagonista,
in cui Hooper prende spunto da un racconto originale di Stepehn
King. Hooper, grazie anche ad un budget decente mostra di
non essere un regista finito. Immaginifiche sequenze splatter
controcorrente rispetto al puritanesimo dell'horror di quegli
anni. Poi inizia a dirigere serie per la TV, abbandonando
il grande schermo fino al 1999 quando dirige il deludente
"The apartment complex" e l'anno dopo "Crocodile",
banalissimo horror nel quale la maggior parte del tempo è
spesa in chiacchiere inutili e grida isteriche. Gli autori
hanno lesinato persino sui trucchi (di Kurtzman, Nicotero
e Berger) : sangue a livello quasi zero, penoso il digitale.
Nel 2003 dirige "The toolbox murders", film sporco,
violento, tesissimo e cattivo, insomma pura exploitation d'autore
che riporta Hooper ai fasti di un tempo. Anche lui ha diretto
un episodio per il serial "Masters
of Horror", una produzione TV di Mick Garris che coinvolge
i più grandi registi horror di sempre in 13 brevi film
originali per il piccolo schermo. Il suo episodio è
intitolato "Dance of the dead". Uno dei migliori
della serie probabilmente, con ancora il grande Robert Englund.
Poco prima ha terminato di dirigere un thriller-horror dal
titolo "Mortuary" (2005), sfortunato e pasticciato
che non ha trovato una distribuzione theatrical neanche in
America. Primo tempo molto bello, poi nella seconda parte
sparisce la logica e si accumulano
zombie, possessioni, alghe assassine, mutanti ed effettacci.
Dopo "Mortuary" ha diretto un nuovo episodio della
seconda stagione di "MOH", intitolato "The
Damned Thing". Ed è al lavoro per un nuovo thriller-horror
intitolato "From a Buick 8", basato su un racconto
omonimo di Stephen King.