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BIOGRAFIA Antonio Margheriti, romano de Roma, arrivato giovanissimo a Cinecittà con un carretto di nuove idee, nasce il 19 settembre 1930. Dopo un esordio fatto di interessanti cortometraggi, Margheriti incontra il regista Turi Vasile, al quale propone alcune sceneggiature da lui scritte ("Classe di ferro" e "Gambe d'oro", per esempio), che riscontrano il favore dello stesso, preludio all'esordio come regista vero, proprio con il genere da lui prediletto: la fantascienza. E' il 1960 quando Anthony Daisies (questo lo pseudonimo scelto per il mercato americano) firma "Space Men", film che ottiene un discreto successo di pubblico ed un visto per l'America, girato con un budget complessivo di meno di 50 milioni. Il film venne realizzato in tempi record, (meno di 20 giorni), e con pochissimi soldi, ma il risultato fu sorprendente. La Titanus lo vendette subito in tutto il mondo. Il film era una commistione di vari generi, un Fanta-Western-Avventuroso condito anche da una storia d'amore che nasce sull'astronave. Il film, seppure realizzato con mezzi modestissimi, fu un grande successo, e subito dopo gli venne offerto di fare un altro film fantascientifico, sempre scritto con Ennio De Concini e prodotto da Turi Vasile, questa volta associato alla Lux Film: "Il pianeta degli uomini spenti" (1961) con più soldi e attori migliori, tra cui Claude Rains, caratterista all'epoca molto conosciuto. Un altro successo, sia in Italia che all'estero. La carriera di Antonio era ormai avviata, e non si sarebbe più fermata per oltre trent'anni. Con questo film Margheriti assume lo pseudonimo che lo accompagnerà per il resto della carriera: Anthony M. Dawson. La mancanza di budget adeguati alle produzioni desiderate spinge Margheriti, a sviluppare un'incredibile fantasia, della quale farà tesoro negli anni seguenti, e grazie alla quale ottiene un contratto, con le relative grandi possibilità, dalla Titanus, per "L'arciere delle mille e una notte", suo primo grande hit. Fu la prima produzione americana realizzata da Antonio e stavolta con un grosso budget a disposizione. Il successo ottenuto gli permette di dedicarsi anche all'orrore, genere che grazie a Freda e Bava sta assumendo una sempre maggiore importanza, firmando alcuni dei più notevoli esempi di quel genere amatissimo all'estero e, come sempre, meno in Italia. Nel 1963, dopo le esperienze con la Fantascienza, il Peplum, e il Fantasy, viene offerto ad Antonio di cimentarsi con un altro genere cinematografico, molto in voga in quegli anni, l'Horror-Gotico. Il suo amico regista Sergio Corbucci, per cui aveva fatto alcuni trucchi in passato, gli passa un film che era stato scritto per lui, ma che non poteva fare a causa di altri impegni. Era una storia scritta da Bruno Corbucci e Giovanni Grimaldi, e aveva come interprete Barbara Steele, icona assoluta di quel genere cinematografico e che aveva appena finito "La Maschera del Demonio" per la regia di Mario Bava. Il problema è che il film andava fatto subito, quasi senza preparazione, a causa dei contratti di distribuzione esistenti e per poter sfruttare, prima che venissero smontate, le scenografie de: "Il Monaco di Monza" un film proprio di Sergio Corbucci con Totò. Antonio lesse subito il copione, forse uno dei migliori che gli capitò mai tra le mani, ed accettò l'offerta, realizzando quello che a detta di tutti rimane il suo capolavoro: "Danza Macabra" (1963). Il film venne girato in sole due settimane, utilizzando tre o quattro macchine da presa, e correndo da un set all'altro, senza dare un attimo di riposo nemmeno agli attori, e nonostante tutto venne un capolavoro. Nello stesso anno dirige poi un altro film di grande successo, "La Vergine di Norimberga", un Thriller-Gotivo, con la sceneggiatura di Ernesto Gastaldi con Christopher Lee, che racconta la storia di una donna, Mary, giovane moglie americana di Max Hunter, che giunge per la prima volta sul Reno, al castello nobiliare della famiglia del marito. La stessa notte del suo arrivo scopre con orrore il corpo martoriato di una giovane cameriera, rinchiuso nell'antico strumento di tortura denominato la "Vergine di Norimberga". I nervi della giovane donna vengono messi ancora a dura prova dalla scoperta di un secondo cadavere femminile e dall'apparizione di un misterioso incappucciato, che si autodefinisce il "Giustiziere". L'assassinio di 2 servitori non solo portano Mary sulla soglia della pazzia, ma radicano in lei il sospetto della identità tra il misterioso giustiziere e Max. Nel 1964 è la volta di un altro capolavoro gotico, "I Lunghi Capelli della Morte", con ancora Barbara Steele come protagonista. Antonio decide di riutilizzare il bianco e nero, nel tentativo di bissare il successo di "Danza Macabra". Il soggetto e la sceneggiatura sono ancora una volta di Ernesto Gastaldi. La storia racconta della figlia di una strega ingiustamente condannata torna dalla tomba per sedurre e far impazzire Kurt, il signorotto che aveva fatto uccidere sua madre. Nel 1967 è la volta di "Nude si Muore", un ottimo giallo, che si svolge in un collegio femminile nel sud della Francia, dove avvengono una serie di sparizioni e morti violente. L'atmosfera del film è variegata da differenti situazioni: momenti di suspance si alternano a scene sentimentali o divertenti con le indagini della giovane protagonista, il tutto alternato a inquadrature cupe e tenebrose nei sotterranei del collegio o nella dependance del giardiniere. Il 1965 è l'anno del ritorno alla fantascienza, con quattro titoli realizzati per la Mercury Film International e destinati appunto al mercato televisivo americano, film girati in sequenza, con stesso cast e stessi tecnici. Alla fine degli anni sessanta, decise di tentare anche la strada della produzione e fonda una sua società: la Edo Cinematografica, (usando l'abbreviazione del nome del figlio Edoardo) con la quale co-produce uno dei suoi migliori film: "Contronatura" (1969), interessante combinazione di giallo e Horror, che ricevette dalla censura un divieto ai minori di 18 anni, per le forti scene erotiche a sfondo lesbico che impregnano tutto il film, alternandosi alla macabra seduta spiritica. Nel 1971 ottiene la possibilità di effettuare un remake di un suo film, "Nella stretta morsa del ragno", che altro non è che una versione moderna di "Danza macabra", con un Klaus Kinski mattatore nella parte di Edgar Allan Poe. L'idea non fu sua, ma di Giovanni Addessi, produttore anche del primo film, convinto che un remake a colori, con un budget molto superiore, ed attori più noti sul mercato internazionale, gli avrebbe garantito un grosso successo. E così fu. Antonio non ebbe nemmeno il tempo di riadattare la sceneggiatura salvo per la sequenza iniziale, infatti alcuni ritmi di ripresa e molti dialoghi del film sono identici all'originale. Nel 1973 dirige "La Morte negli Occhi del Gatto", altro thriller, genere molto in voga in quegli anni, grazie anche ai successi di Dario Argento, Lucio Fulci e Umberto Lenzi. La trama racconta di un ignoto omicida che, sfruttando una leggenda di vampiri e maledizioni, cerca di far fuori tutti gli eredi convenuti in un castello. Nel 1980 dirige poi "Cannibal Apocalypse", uno dei suoi film più conosciuti. Venne girato ad Atlanta, negli Stati Uniti, con Giovanni Lombardo Radice, John Saxon e Tony King, per la sceneggiatura di Dardano Sacchetti. Antonio rimase molto sorpreso dal successo e dall'interesse dimostrato nei confronti di questo film, che non era uno dei suoi preferiti, poiché lo reputava troppo truculento. Infatti Antonio non amava ostentare sangue, ferite lacere o scene raccapriccianti, tutte cose di cui questo film era pieno, preferiva invece l'uso degli effetti speciali tesi a creare atmosfere tese e paurose, ma senza far vedere molto. Agli inizi degli anni 80 Margheriti girò 12 film nell'arco di 10 anni delle Filippine, in assoluto il paese dove ha lavorato meglio e di più che nel resto del mondo. Il primo fu "L'Ultimo Cacciatore", film sulla guerra del Vietnam, realizzato poco dopo che Francis Ford Coppola vi aveva girato "Apocalypse Now". Sceneggiato da Dardano Sacchetti e con l'attore protagonista David Warbeck, che lavorò con Margheriti in altri 5 film, il film ebbe un grande successo di vendite e di pubblico, confermando la grande abilità ed esperienza di Antonio Margheriti anche in un genere in cui non aveva ancora avuto modo di cimentarsi, il film di Guerra, non solo fatto di battaglie e scene d'azione, ma anche fortemente drammatico e psicologico. Sempre nelle Filippine gira anche i 2 "Indio", un progetto pensato, scritto e prodotto da Filiberto Bandini, che con la sua società, la RPA International, mette a disposizione di Antonio un grosso budget ed un cast internazionale, sia artistico che tecnico, da film americano. Il risultato è uno straordinario esempio di fusione e coesione tra il genere avventuroso e il film "denuncia" di uno dei mali della nostra attuale società: la sistematica distruzione delle foreste amazzoniche. Nel 1989 è la volta di "Alien degli Abissi", ultimo film fantascientifico di Margheriti a tinte Horror e sfondo ecologista. Il tema preferito è sempre quello della Terra in pericolo, ma questa volta ad opera degli stessi abitanti del pianeta, che gettando scorie radioattive e nucleari all'interno di un vulcano in attività, non solo attirano una creatura aliena mostruosa ed aggressiva, ma scatenano anche la furia della natura rischiando l'autodistruzione. Il suo ultimo film fu nel 1996, "Virtual Weapon", il suo lavoro meno visto e peggio distribuito. In questo film la contaminazione tra i generi è molto esplicita: comincia come un poliziottesco d'azione per poi trasformarsi in una commedia fantasy a sfondo ipertecnologico. Era un progetto inizialmente pensato e scritto da Bruno Corbucci, autore della sceneggiatura che è stata poi rivista e modificata in America da Ferdie Pacheco. Le riprese sono state realizzate interamente a Miami in Florida, salvo le consuete sequenze di modellini e trucchi che per tradizione giravamo a Roma. Nel cast, Terence Hill. Si spegne il 4 Novembre del 2002.
SPECIALE
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FILMOGRAFIA HORROR 1989 - ALIEN DEGLI ABISSI1983 - IL MONDO DI YOR1980 - CANNIBAL APOCALYPSE1979 - KILLER FISH1976 - CON LA RABBIA AGLI OCCHI1973 - LA MORTE NEGLI OCCHI DEL GATTO1971 - NELLA STRETTA MORSA DEL RAGNO1969 - CONTRONATURA1968 - NUDE SI MUORE1967 - LA MORTE VIENE DAL PIANETA AYTIN1966 - IL PIANETA ERRANTE1966 - I DIAFANOIDI VENGONO DA MARTE1966 - OPERAZIONE GOLDMAN1965 - I CRIMINALI DELLA GALASSIA1964 - URSUS, IL TERRORE DEI KIRGHISI1964 - DANZA MACABRA1964 - I LUNGHI CAPELLI DELLA MORTE1963 - LA VERGINE DI NORIMBERGA1961 - IL PIANETA DEGLI UOMINI SPENTI1960 - SPACE MEN |
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