ALEXANDRE AJA (7/08/1978, Parigi) All'anagrafe Alexandre Jouan-Arcady. Considerato uno dei giovani talenti del cinema horror-splatter, Aja ha debuttato nella regia nel 1997 dirigendo il cortometraggio "Over the Rainbow", horror-comedy, girato in bianco e nero, che fu presentato al Festival di Cannes. Nel 1999 ha diretto "Furia", il suo primo lungometraggio, un film di fantascienza ispirato alle opere dello scrittore Julio Cortázar. Il successo è arrivto poi con "Alta tensione", un horror splatter, girato in francese, che si avvale degli effetti speciali del nostro Giannetto De Rossi. Il successo di questo film gli è valsa la chiamata dal regista statunitense Wes Craven, che gli ha commissionato il remake del suo "Le colline hanno gli occhi". Aja così si è trasferito negli Stati Uniti e ha diretto la sua versione del film, che ha riscosso un buon successo e lo ha confermato come un regista di talento. Nel 2007 Aja ha scritto la sceneggiatura dell'horror-thriller "P2", diretto dall'amico Franck Khalfoun, quindi nel 2008 è tornato alla regia, dirigendo Kiefer Sutherland in "Mirrors - Riflessi di paura", una rivisitazione del film coreano "Into the mirror" del 2003. Ora è al lavoro su "Piranha 3D", primo completamente girato in 3D.
L.
R. : Sei figlio d’arte : tuo padre è un regista e tua madre un critico cinematografico. La tua famiglia ti ha aiutato nella scelta di fare il regista ?
A. A. : Sì, certamente ! Ho avuto l’opportunità, il privilegio di crescere sul set dei film di mio padre. Mi ha insegnato tanto, tutte le tecniche cinematografiche possibili. Mia madre invece mi ha aperto la mente a tutti i differenti tipi di film e di generi.

L.
R. : Con il successo del tuo primo corto, “Over the rainbow”, che ha ricevuto una nomination alla Palma d’Oro al Festival di Cannes, e del tuo primo film, “Furia”, hai avuto la possibilità di dirigere “Alta Tensione”. Com’è nata l’idea per questo film ?
A. A. : Greg Levasseur ed io eravamo, e siamo tuttora, molto appassionati di film Horror e di Fantascienza. Abbiamo sempre voluto girare un film del genere. Così è nata molto semplicemente l’idea, contemporaneamente sia per “Furia” che per “Alta Tensione”.

L.
R. : Hai avuto qualche problema con la censura ?
A. A. : In “Alta Tensione” effettivamente abbiamo avuto grossi problemi con la censura, in patria. Il motivo è perché in Francia l’unico modo per finanziare i film è fare una pre-vendita alla TV e la TV ovviamente compra solo film per la prima serata e mai materiale R rated. Così come ogni altro film negli Stati Uniti diventa una battaglia contro la MPAA (Motion Picture Association of America, ndr). Per “Le Colline hanno gli Occhi” per esempio abbiamo dovuto “arrenderci” 4 volte, per “P2” 2 o 3 volte, e anche per “Mirrors” è stata la stessa cosa. Però è un buon segno quando hai problemi con la censura, perché significa che il tuo film è efficace e molto spaventoso, e che quindi hai raggiunto il tuo obiettivo.

L.
R. : Come sei arrivato a scegliere Giannetto De Rossi per il trucco e gli effetti speciali ? Lui ci ha detto che è stato molto felice di aver lavorato con te.
A. A. : Come ogni fan del genere Horror conoscevo la reputazione e la carriera di Giannetto De Rossi. Il mio produttore lo conosceva personalmente e me l’ha presentato. La prima volta ci siamo parlati per telefono, gli ho spiegato che ero da sempre un suo grande fan, che lo ammiravo molto, gli ho spiegato il progetto del film e lui ha accettato senza problemi, pur sapendo che il budget era molto limitato. Nonostante la nostra differenza di età ci siamo trovati molto bene, la pensavamo allo stesso modo, eravamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda. Cercavamo sempre nuove idee insieme e cercavamo differenti soluzioni per realizzare il miglior effetto speciale. E’ straordinario, è un grande Maestro ed un artista vero.

L.
R. : Quanto sei stato sorpreso dal fatto che il successo di “Alta Tensione” ti abbia dato la chance di fare un film a Hollywood ?
A. A. : L’obiettivo di “Alta Tensione” era quello di omaggiare tutti i migliori film Horror di cui eravamo appassionati e che ci avevano fatto innamorare del nostro lavoro. Avevamo intenzione di fare un film Horror perché negli anni 90 non erano stati girati molti film del genere e comunque pochi erano stati quelli validi. Ma non avevamo mai pensato di finire ad Hollywood con questo film e quindi puoi immaginare la mia sorpresa e la gioia nel vedere “Alta Tensione” diventare un fenomeno cult ovunque. Mi ha veramente aperto le porte e mi sta facendo vivere un sogno.

L.
R. : In che modo Wes Craven ti ha offerto di fare il remake de “La Colline hanno gli Occhi” ? Ti ha dato qualche consiglio ?
A. A. : A Wes era piaciuto tanto “Alta Tensione”. Per questo motivo ci ha dato la possibilità di fare il remake di “Le Colline hanno gli Occhi”, dandoci piena liberta nello scrivere e nel dirigerlo. E’ stato veramente eccezionale con me, mi ha supportato in tutte le mie scelte. Alla fine credo proprio non abbia avuto rimpianti e non si sia pentito di averlo fatto, perché il film ha avuto un grande successo ovunque.

L.
R. : Il film è davvero splatter. Ti sei divertito sul set ?
A. A. : Fare film Horror con tonnellate di sangue non è mai facile e richiede tanti parametri e molta attenzione. Pensa per esempio che in questo film abbiamo girato durante il periodo estivo nel deserto del Sahara con oltre 50 gradi ogni giorno e con continue tempeste di sabbia. Risultato ? Il make-up e gli effetti speciali, realizzati dalla KNB, si scioglievano al sole ! E’ stato un vero incubo… In questo film ho iniziato a lavorare con Greg Nicotero ed è nata subito una grande amicizia. La KNB è veramente la migliore compagnia nel mondo per il trucco e gli effetti speciali. Con loro ho lavorato anche in “Mirrors” e probabilmente lo farò pure in “Piranha”

L.
R. : Nel 2007 hai scritto (e prodotto) “P2” con il tuo amico/collega Gregory Levasseur. Com’è nata l’idea per il film ?
A. A. : Dopo “Alta Tensione” ho iniziato a scrivere la storia di “P2” e l’idea di fare un film interamente ambientato in un buio parcheggio sotterraneo (che penso sia un luogo che faccia paura un po’ a tutti…) mi stuzzicava molto. “Mettersi da parte” e lasciar dirigere Franck Khalfoun non è stato un problema, anzi è stato straordinario. Franck è un caro amico e siamo stati tutto il tempo insieme a girare il film.

L.
R. : Il tuo ultimo film è “Mirrors” con Kiefer Sutherland nel cast. E’ una sorta di rifacimento dell’Horror coreano “Into the Mirror”. Cosa ci puoi dire del film ? Sei soddisfatto del risultato ?
A. A. : Non è propriamente un remake, abbiamo solo catturato il concetto iniziale, ma abbiamo cambiato tutto, storia, personaggi, i momenti di paura… Da sempre volevo esplorare l’altro lato del genere Horror, il lato soprannaturale. “Shining” è il mio film preferito, cercavo perciò un modo per fare qualcosa di simile…

L.
R. : Il tuo prossimo progetto è “Piranha 3D”, un altro remake. Il film è stato posticipato a Gennaio. A che punto è ora ? Ci sono stati problemi con la produzione ?
A. A. : Attenzione, anche “Piranha 3D” non sarà un remake !!! E’ un nuovo piranha-movie senza nessun riferimento ai due film precedenti. Per quanto riguarda la posticipazione, il film è stato in realtà spostato alla prossima primavera, per cercare di fare qualcosa di meglio perchè il 3D infatti richiede molta preparazione e perché voglio realizzare veramente un grande film, il primo Horror in 3D. Qualcosa che non si sia visto ancora prima d’ora... Non so ancora chi si prenderà cura degli effetti digitali. So solo che ci saranno più di 500 CGI… un lavoro immenso….

L.
R. : Altri progetti ?
A. A. : Ci sono molti progetti in vista, ma non ne posso ancora parlare… E non si tratta solo film Horror comunque.