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Intervista a JAUME BALAGUERO' a cura di Lorenzo Ricciardi

 

JAUME BALAGUERO' (02/11/1968, Lleida) Laureatosi in Scienze della comunicazione inizia la carriera professionale come giornalista e presentatore radiofonico per una emittente a diffusione locale. Nel 1994 gira il suo primo cortometraggio, "Alicia", che viene premiato come miglior film al Festival del cinema fantastico di Sitges. L'anno successivo, con il cortometraggio "Días sin luz" consolida il suo stile personale, che attrae ben presto l'interesse del pubblico e dei produttori. Il suo primo lungometraggio esce nel 1999 con il titolo originale di "Los sin nombre" ("Nameless - Entità nascosta"), titolo dell'omonimo romanzo di Ramsey Campbell, dal quale il film è tratto. "Los sin nombre" ha un discreto successo di pubblico e di critica e viene anche doppiato e distribuito in altri paesi. La pellicola vince il premio Meliés d'oro, come miglior film europeo al Fantafestival di Gérardmer. Dopo una breve divagazione in campo televisivo (nel 2002 Balagueró gira con Paco Plaza un documentario sull'incredibile successo del reality show di TVE Operación Triunfo), il cineasta catalano inizia le riprese del suo secondo lungometraggio. "Darkness" girato in lingua inglese, esce nel 2002 e riscuote subito un grande successo. Nel 2005 esce il suo terzo lungometraggio, "Fragile", ghost-movie di buon successo con protagonista Calista Flockhart, ambientato in un reparto pediatrico di un vecchio ospedale. Nel 2006 partecipa al progetto televisivo "Peliculas para no dormir" con l'eccezionale mediometraggio "Para entrar a vivir". Ma raggiunge l'apice della sua carriera con "Rec", co-diretto insieme a Paco Plaza. Presentato fuori concorso alla 64a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il film ha raccolto numerosi premi nei festival dedicati al cinema fantastico ai quali ha partecipato (Sitges, Fantastic'Arts, Fantasporto) e ha ottenuto due riconoscimenti anche ai maggiori premi cinematografici spagnoli, i Premi Goya. Si parla da tempo di un sequel, mentre in America è già stato girato il remake, "Quarantine".

 

L. R. : Il successo del tuo cortometraggio “Dias sin luz” ti ha dato la possibilità di dirigere il tuo primo lungometraggio, “Los sine nombre” (“Nameless”). Com’è nata l’idea per questo film ?

J. B. : Ho scoperto il racconto di Ramsey Campbell quasi per caso. Lo lessi tutto d’un fiato perchè mi catturò sin dall’inizio. Appena finito di leggerlo capii che sarebbe diventato il mio primo film. Sono rimasto profondamente affascinato dalla storia, dalla sua capacità di inquietare e di coinvolgere il lettore nella sua spirale di orrore e di intrighi.

 

L. R. : Hai avuto problemi con la censura per le scene con i bambini ?

J. B. : No, nessun problema. Tranne negli Stati Uniti, dove i distributori di “Darkness” (Miramax / Dimension) hanno tagliato quasi 14 minuti di girato per ottenere dalla censura un PG-13.

L. R. : “Darkness” è il tuo primo film in Inglese. Ha avuto un grande successo al box-office. Qual’è stata la genesi dello script ?

J. B. : L’idea di fare un film sull’oscurità, sulle tenebre, dove il buio stesso è l’entità maligna che ci troviamo di fronte, era da diverso tempo che mi ronzava per la testa. Probabilmente da quando ho letto che i bambini, fino ad una certa età, hanno la percezione dell’oscurità come un qualcosa di consistente, di reale, non solo come assenza di luce, ma come una sostanza vera e propria.

 

L. R. : I fans del genere Horror hanno apprezzato il tuo stile personale e l’uso di atmosfere terrificanti nei tuoi film.

J. B. : Mi piace dare alle storie un’atmosfera opprimente, oscura, densa. Ma penso anche che sia qualcosa di automatico, è la storia stessa infatti che spesso richiede una certa atmosfera suggestiva, un ambiente asfissiante e oscuro.

L. R. : Come sei arrivato a scegliere Giancarlo Giannini nel cast di “Darkness” ?

J. B. : E’ un attore che mi ha sempre affascinato. Credo che la sua prova recitativa in “Hannibal” di Ridley Scott, dove interpretava un detective della polizia, ha finito poi per farmi diventare un suo grandissimo ammiratore. La sua personalità raffinata ed elegante è in grado di nascondere i segreti più terribili.

 

L. R. : Nel 2005 hai diretto “Fragile”, film completamente diverso dai precedenti. Sei rimasto soddisfatto del risultato ?

J. B. : Molto soddisfatto. In realtà credo si tratti del mio film preferito. Una storia con un mix di orrore e d’amore, con il quale ho cercato di rendere omaggio al genere ghost-movie più classico e romantico.

L. R. : Veniamo al tuo ultimo film, “Rec”, un Horror davvero terrificante che ha riscosso un enorme successo in tutto il mondo.

J. B. : Io e Paco Plaza, che è un grande amico, tra i migliori, abbiamo voluto sperimentare un formato narrativo che ci avrebbe permesso di raggiungere un maggiore livello di coinvolgimento dello spettatore e quindi un più elevato livello di terrore. Abbiamo voluto provare qualcosa di simile ai videogame Horror e alla Tv verità in cui vengono raccontate le storie in tempo reale, riportate in diretta. Il nostro obiettivo era principalmente quello di fare un esperimento.

 

L. R. : Vi sareste mai aspettato un successo così incredibile ?

J. B. : No, non ce lo saremmo mai immaginato. Per noi, ripeto, è stato più un esperimento, un tentativo, ma ovviamente un esperimento in cui l’obiettivo primario era quello di aumentare la soddisfazione negli spettatori.

L. R. : Siete stati influenzati da altri film Horror ? “Blair Witch Project” e “Cannibal Holocaust” in particolare ?

J. B. : Naturalmente sì, così come anche da altri film come “La Mort en direct” di Bertrand Tavernier o “C’est arrivé près de chez vous” (“Man Bites Dogs”). Ma ci siamo ispirati soprattutto a programmi televisivi spagnoli come “España directo” o “Callejeros”, o serie tv come “Cops”.

L. R. : Cosa ne pensi del remake americano “Quarantine” ?

J. B. : Non l’ho visto, non ne ho preso parte in qualche modo e quindi non posso dare alcun parere.

 

L. R. : I tuoi prossimi progetti ?

J. B. : Sto lavorando a diverse cose. Ma non posso ancora anticipare nulla (ride, ndr).

Intervista a cura di Lorenzo Ricciardi

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FILMOGRAFIA HORROR

2007 - REC

2006 - PELICULAS PARA NO DORMIR : PARA ENTRAR A VIVIR (Tv)

2005 - FRAGILE

2002 - DARKNESS

1999 - NAMELESS