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Intervista a RUGGERO DEODATO a cura di Lorenzo Ricciardi

RUGGERO DEODATO (07/05/1939, Potenza) Uno dei suoi più cari amici era Lorenzo Rossellini, figlio del grande Roberto. Conoscendo il suo amore per il cinema Lorenzo convince Deodato a fare l'assistente alla regia di alcuni film del padre. Lavora come assistente alla regia anche per Carlo Ludovico Bragaglia e Sergio Corbucci e dal 1958 al 1967 anche per il grande Antonio Margheriti e Riccardo Freda. Nel 1964 fa il suo debutto dietro alla macchina da presa con "Ursus, il terrore dei kirghisi", anche se il suo nome è tra i non accreditati. Accreditato come regista è invece Antonio Margheriti, anche se fa solo il lavoro di supervisore. E' un film mitologico con atmosfere Horror. Nei suoi successivi film, tra cui un giallo sexy di buona riuscita, "Uomini si nasce, poliziotti si muore" nel 1976, usa spesso il suo pesudonimo preferito, Roger Rockfeller, che abbandona nel 1977 quando gira "Ultimo mondo cannibale", film che dà inizio ad una serie di film in Italia cosiddetti cannibal-movie. Rappresenta un punto di non ritorno per l'autore che si tuffa a capofitto nel genere costeggiando, però, l'avventuroso. La trama racconta di un avventuriero che a seguito di un atterraggio di fortuna nel mezzo della giungla di Mindanao è rapito dagli indigeni cannibali. Gli ingredienti (comprese riprese semidocumentaristiche di crudeltà nel mondo animale) ci sono tutti : sangue, violenza, efferatezza. Tre anni più tardi è la volta del capolavoro di Deodato, "Cannibal Holocaust". Girato con attori esordienti o non professionisti il film si presenta geniale per la buona sceneggiatura di Gianfranco Clerici e per l'impianto narrativo, che rappresenta una vera e propria rivoluzione : la "trovata" di narrare una vicenda tramite il ritrovamente di una VHS sarà poi utilizzato da tanti altri registi. Dopo che la pellicola aveva ricevuto il dovuto successo, grazie anche ai bellissimi effetti speciali di Massimo Giussini, Deodato dichiara alla stampa che le torture inflitte sugli animali erano tutte rigorosamente vere. All'epoca fu condannato e sequestrato, sollevando un coro unanime di esecrazione. Poi è tornato in circolazione con diversi tagli ed ha avuto un successo ai botteghini enorme, anche se in molti stati del mondo è ancora censurato e bannato. Nello stesso anno dirige "La casa sperduta nel parco". Sceneggiato da Gianfranco Clerici e Vincenzo Mannino, Deodato sfrutta le sottovalutate capacità di David Hess, facendo un film che ricorda molto "L'ultima casa a sinistra" di Craven del 1972 di cui l'attore è ancora protagonista. Nel mondo visto da Deodato non si salva nessuno, nè carnefici nè vittime. Ai censori inglesi bastarono i primi 5' per negargli il visto. Nel 1983 tocca a "I predatori di Atlantide", scritto da Vincenzo Mannino e Dardano Sacchetti, è un futuristico sghangherato oltre ogni dire. Qualche effetto splatter, modellini impresentabili. Una piccola parte anche per lo stesso regista e Michele Soavi. Nel 1985 dirige "Inferno in diretta" con il quale chiude la sua trilogia cannibal-movie. Sceneggiato da Dardano Sacchetti e Cesare Frugoni, Deodato gira una specie di remake meno crudele di "Cannibal Holocaust" con un buon cast. Gli effetti splatter, numerosi, opera di Maurizio Trani sono ottimi. Anche l'ambientazione è stupenda. Musiche di Claudio Simonetti. Nel 1987 Deodato cerca di sfruttare un altro sottogenere, il bodycount inaugurato da Carpenter, con "Il camping del terrore" con le musiche del bravissimo Claudio Simonetti e una giovane Nancy Brilli. Nel cast anche David Hess. Deodato il mestiere lo conosce ma la fantasia questa volta non è un granchè. Finale con un paio di colpi di scena. Dopo aver diretto un giallo di impianto argentiano "Un delitto poco comune" nel 1988, ambientato a Perugia anni 80 fatta di soldi, sesso e arte, si dedica a film poco riusciti e a serie e mini-serie per la tv. Nel 1993 dirige l'ultimo film degno di nota, "Vortice mortale", un thriller erotico girato a Budapest. Dopodichè si è dedicato solamente a fiction e sceneggiati. Nel 2007 è comparso in "Hostel 2" di Eli Roth in un piccolo cameo, voluto fortemente dal produttore Quentin Tarantino, interpretando un torturatore cannibale.

 

 

L. R. : Hai lavorato per diversi anni come assistente alla regia per registi del calibro di Roberto Rossellini, Sergio Corbucci, Carlo Bragaglia, Antonio Margheriti, Riccardo Freda, Giorgio Ferroni. Cosa hai imparato da ognuno di questi registi ? Che ricordo hai di ognuno di loro ?

R. D. : Il più grande ricordo l'ho sicuramente per il mio primo maestro Roberto Rossellini dal quale ho preso il suo realismo che ho cercato sempre di mettere nel bene o nel male in ogni mio film. Da Bragaglia, il grande vecchio, ho appreso la sua grande tecnica. Da Corbucci, Con lui ho passato i miei anni più belli, di lui mi piaceva il ritmo nel montaggio e la sua "LA CRUDELTA'". Da Bolognini l'eleganza delle immagini e dagli altri ho rubacchiato qua e là.


L. R. : Cosa ti ricordi del tuo primo film "Ursus, il Terrore dei Kirghisi" ? Perchè non sei stato accreditato e per la regia fu invece accreditato Margheriti, che fece solo il lavoro di supervisore ?

R. D. : Il film "Ursus" l'ho proseguito per sei settimane. Margheriti aveva un altro impegno e mi pregò di terminarlo, poi al termine delle mie riprese ho lasciato a lui il montaggio e la post produzione e quindi la titolazione per una prevendita (io all'epoca non avevo nessun credito) aveva l'obbligo del suo nome.



 

L. R. : Nel 1977 hai poi iniziato la tua trilogia cannibalistica con "Ultimo Mondo Cannibale", proseguita poi con "Cannibal Holocaust" e terminata con "Inferno in Diretta". Con "Ultimo Mondo Cannibale" hai dato inizio ad un serie di film in Italia cosiddetti cannibal-movie. Ma è vero che doveva essere inizialmente un sequel de "Il Paese del Sesso Selvaggio" di Lenzi e doveva essere diretto da lui stesso ? Come andò poi ?

R. D. : Sì, "Ultimo mondo cannibale" lo doveva dirigere Lenzi senonchè uscì un mio film nelle sale, "Uomini si nasce e poliziotti si muore" che ebbe un gran successo per cui il produttore preferì affidare a me la regia del film.


L. R. : Nel 1980 è la volta del controverso e censuratissimo "Cannibal Holocaust", considerato il tuo capolavoro. Con questo film però hai assunto nel mondo la fama di essere un regista estremo e iperviolento. All'epoca il film fu condannato e sequestrato, sollevando un coro unanime di esecrazione (soprattutto per torture inflitte sugli animali). Poi è tornato in circolazione con diversi tagli ed ha avuto un successo enorme ai bottegini, anche se in molti stati del mondo è ancora cesurato. Come hai vissuto quel periodo e quella scomoda situzione ? E' vero che Lamberto Bava, all'epoca tuo assistente alla regia, fuggì dal set disgustato dopo le prime scene ?

R. D. : Sì, i problemi di censura del film e la stampa che mi crocefiggeva, mi creò delle paure e mi allontanò per tre anni dal cinema, all'epoca mi sostenevo finanziaramente con gli spot pubblicitari. Lamberto Bava non fu l'aiuto in "Cannibal Holocaust", lo avevo solo inserito sui titoli perchè mi occorrevano dei nomi italiani per il nostro ministero. Lamberto fece il segretario d'edizione nei miei due film precedenti "Ultimo Mondo Cannibale" e "Ultimo sapore dell'aria".


L. R. : Nello stesso anno hai diretto "La casa sperduta nel parco", film totalmente diverso dai precedenti. Un thriller, un "rape&revenge" sulla scia del successo de "L'Ultima casa a Sinistra" di Craven. E' un film con molti nudi e tanta violenza. Nel cast ci sono diverse belle donne e tanti bravi attori, tra cui David Hess e Giovanni Lombardo Radice. Cosa ti ricordi di questo film e, in particolare, del cast? Ebbe successo ai botteghini ?

R. D. : Ricordo soltanto che lo girai in due sole settimane in orari notturni, il film a distanza di tempo non mi dispiace affatto e lo trovo non invecchiato. Non ha avuto successo al botteghino, ma è stato ben venduto all'estero ed il DVD marcia a gonfie vele.


L. R. : A quale film, nella tua filmografia, sei maggiormente legato ?

R. D. : Certamente a "Cannibal Holocaust" ma non mi dispiacciono "The Barbarians" ed "Ultimo Mondo Cannibale".


L. R. : Da tempo ormai ti dedichi solamente a fiction e sceneggiati. Qualche anno fa però si parlò di un tuo ritorno al cannibal-movie. Il titolo, se non ricordo male, era "Cannibal Metropolitana". Come mai non se n'è più fatto niente ? C'è la possibilità comunque che il progetto prima o poi veda la luce ?

R. D. : Mi dedico a fiction e scenggiati per sopravvivere e per cimentarmi ancora con la macchina da presa. Per quanto riguarda i cannibal-movie, questa è una storia lunga, sui cannibali ho diversi progetti ma mi è difficile reperire un produttore italiano.



 

L. R. : In un'intervista rilasciata poche settimane fa, Lamberto Bava ha dichiarato che anche tu prenderai parte al progetto "Italian Masters of Horror", presentato l'anno scorso, ma poi sparito nel nulla. E' vero ? Ci puoi dire qualcosa di più ? Quale altro regista prenderà parte (si era parlato inizialmente di Martino, Lenzi e il giovane Rondolino, oltre a Bava) ?

R. D. : E' vero, ho questo progetto con Bava e in questo periodo ci frequentiamo e speriamo di portare a termine il progetto.


L. R. : Ultimamente hai recitato in "Hostel 2" di Eli Roth, in un simpatico e succoso cameo "cannibalistico" (tanto per cambiare !) alla Hannibal Lecter. Che esperienza è stata ? Ti sei divertito ? E' vero che ti sei arrabbiato quando hai saputo che il tuo personaggio si chiamava Dr. Fulci ?

R. D. : Mi sono divertito molto a girare "Hostel 2". Eli Roth mi ha accolto con tutti gli onori. Il primo giorno mi sono trovato davanti l'intera troupe con la maglietta di "Cannibal Holocaust". Non ho capito l'intenzione di Eli per la storia del nome di Fulci sui titoli. Credo facesse parte delle pippe mentali degli americani e quind non mi sono sono prestato a mistificare il grande nome del mio amico Fulci.

Intervista a cura di Lorenzo Ricciardi

 

FILMOGRAFIA HORROR

1993 - VORTICE MORTALE

1987 - CAMPING DEL TERRORE

1985 - INFERNO IN DIRETTA

1983 - I PREDATORI DI ATLANTIDE

1980 - LA CASA SPERDUTA NEL PARCO

1980 - CANNIBAL HOLOCAUST

1977 - ULTIMO MONDO CANNIBALE

1964 - URSUS, IL TERRORE DEI KIRGHISI