GIANNETTO DE ROSSI (8/08/1942, Roma) Considerato uno dei migliori truccatori italiani, Giannetto De Rossi è stato uno dei collaboratori storici di Lucio Fulci. De Rossi ha ereditato il mestiere di truccatore dal nonno, e dal padre. Il nonno è stato il primo truccatore d'Italia. De Rossi passò dal trucco agli effetti speciali per provare nuove strade. Dopo aver lavorato con grandi nomi del cinema italiano, come Visconti, Leone, Zeffirelli, Mattoli, Scola, Tognazzi (e più tardi con Bertolucci e Fellini), decisivo per la sua carriera fu l'incontro con Lucio Fulci. Il primo film in cui i due collaborarono insieme fu la commedia "I maniaci", per il quale creò l'invecchiamento di Raimondo Vianello. Nel 1972 De Rossi realizzò il trucco per "All'onorevole piacciono le donne", commedia di Lucio Fulci, interpretata da Lando Buzzanca, che fu truccato da De Rossi per farlo somigliare all'onorevole della Democrazia Cristiana Emilio Colombo, allora ministro. Per quel film De Rossi realizzò anche la scena del sogno di Buzzanca, quella con le mele che diventano sederi. De Rossi realizzò i disegni e le sculture. Nel 1976 curò anche il trucco per "Novecento", diretto da Bernardo Bertolucci e gli effetti speciali per "Emanuelle in America" di Joe D'Amato. Nel 1979 tornò a lavorare con Fulci, e i suoi trucchi e i suoi effetti speciali contribuirono al gran successo riscosso da "Zombi 2". Inizialmente Fulci voleva realizzare degli zombi simili a quelli dello "Zombi" di George Romero, ma De Rossi rifiutò, perché li riteneva poco spaventosi. Decise così di effettuare il trucco e gli effetti direttamente sugli attori, e usò la creta. Il risultato soddisfò Fulci, e ancora oggi il trucco e gli effetti del film sono ritenuti ottimi.La cosiddetta "scena dell'occhio" presente nel film, in cui a Olga Karlatos viene trafitto un occhio da una scheggia di legno, è divenuta una delle scene più famose del cinema horror. Sempre in quell'anno creò il trucco e gli effetti per "Apocalypse domani", horror diretto da Antonio Margheriti. Nel 1980 partecipò a "Luca il contrabbandiere", sempre diretto da Fulci. Per quel film realizzò solo una scena, una delle più violente: la tortura con la fiamma ossidrica ai danni di una spacciatrice. Il trucco fu fatto sul vero volto dell'attrice, usando la resistenza di un ferro da stiro e una guancia finta. L'anno successivo De Rossi realizzò il trucco per "...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà", considerato uno dei migliori film di Fulci. Per questo film ripropose la scena dell'occhio estirpato, stavolta ai danni di un uomo. La mano che esce dal muro ed estrae l'occhio era la sua. Il film è noto anche per la scena dei ragni che assaltano Michele Mirabella. Questo fu l'ultimo film che lo vide collaborare con Lucio Fulci. In seguito De Rossi lavorò soprattutto all'estero, partecipando tra gli altri a "La maschera di ferro", per il quale ha realizzato la maschera che porta Leonardo Di Caprio, "Dune" di David Lynch e in ultimo "Alta tensione" di Alexandre Aja.
L.
R. : Durante la sua carriera ha lavorato con maestri del cinema Italiano, come Visconti, Bertolucci, Leone, e anche del cinema estero, come Lynch. Chi le ha dato di più e a chi è maggiormente affezionato ?
G. D. R. : Io amo molto la passione e l’entusiasmo, sia nel mio lavoro, sia nei registi con cui ho a che fare. In “Casanova” di Fellini per esempio non ho visto grande entusiasmo. L’ho visto in Bertolucci all’epoca di “Novecento”. Bertolucci è sicuramente stato il miglior regista a muovere la macchina da presa. Mi ricordo che in quel film ogni giorno c’era la ricerca di un qualcosa di nuovo, di diverso. Questo valeva per tutti i reparti. E’ stata un’esperienza indimenticabile ! Come con “Dune” di David Lynch e come lo è stato anche con “Zombi 2”, nonostante fosse un piccolo film, ma mi ha dato tante emozioni. Visconti poi era IL cinema, era il Maestro, inteso come conoscenza, come cultura. Conosceva tutto. Anche Zeffirelli, all’inizio della sua carriera. C’è gusto a lavorare con persone di cultura, che hanno sensibilità artistica. Oggi è sempre più raro.
Non mi sono mai fossilizzato in un genere. Nel trucco bisogna evitare di fare il truccatore personale e fissarsi in un unico genere. Io ho sempre fatto di tutto, non per soldi ma perché mi devo emozionare. Quando non mi emozionerò più smetterò di fare questo lavoro. Per esempio ultimamente mi sono emozionato per una sciocchezza : la pubblicità del 1254, dove ho realizzato, con il make-up, degli uomini preistorici. Mi sono divertito tanto.
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R. : Il suo rapporto professionale più intenso e duraturo è stato quello con Fulci.
G. D. R. : Con Fulci c’è sempre stato un rapporto stupendo, non ci sono mai state incomprensioni. Lucio aveva un carattere particolare e so che in altre situazioni c’erano stati dei contrasti, ma tra me e lui è sempre filato tutto liscio. Di solito mi attenevo a quello che c’era scritto sullo script, e quando mi venivano delle idee diverse gliele sottoponevo e ci confrontavamo senza problemi, così come quando lui doveva girare alcune scene con degli effetti io lo consigliavo per una migliore riuscita della ripresa.
Era una persona molto spiritosa, ci facevamo delle gran risate insieme. Era inoltre molto intelligente e colto.

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R. : E’ rimasto nella storia del cinema Horror il suo make-up dei morti viventi in “Zombi 2”, film che ha riscosso uno straordinario successo in giro per il mondo, diventando un vero e proprio cult.
G. D. R. : “Zombi 2” aveva un buon soggetto, ma era destinato a soccombere sia per il budget troppo risicato, sia per il cast non all’altezza. Lucio inoltre aveva passato un periodo non molto felice dal punto di vista professionale e aveva bisogno di realizzare un ottimo film.
Così gli consigliai di non seguire la via intrapresa da Romero, avremmo dovuto fare qualcosa di diverso, anche perchè non avevamo gli stessi mezzi a disposizione. Proposi di fare degli zombi totalmente differenti, che non si erano mai visti prima. Lui accettò e fu subito d’accordo. Rimase anche molto contento del risultato. Però mi trovai a discutere con i produttori del film perché non erano convinti. Loro volevano fare infatti la copia esatta del film di Romero, con gli zombi pallidi (che poi sullo schermo apparivano blu) che staccavano a morsi pezzi di gommapiuma da manichini. Quello che proposi loro, per avere una minima possibilità di successo, era di fare degli effetti, e quindi degli zombi, che fossero davvero impressionanti e che non facessero ridere lo spettatore. Alla fine riuscii a convincerli tutti ! Il film fu per 3 settimane di fila in testa agli incassi negli Stati Uniti, e io ricevetti anche una nomination ai Saturn Award per il “Miglior Make-up”.
Anche l’effetto dell’occhio penetrato dalla scheggia di legno fu un effetto molto complicato, ma il risultato fu davvero ottimo ! Ricordo che un giorno andai a vedere il film in sala ; sapevo che il primo tempo finiva proprio subito dopo quella scena. Così dissi a mia moglie: “Se dopo quest’effetto, quando si accendono le luci, nessuno sta ridendo, il film sarà un successo !”. E così avvenne, si accesero le luci e in sala c’era un silenzio di tomba.
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R. : Per gli effetti di questo film e degli altri Horror per i quali ha lavorato si è mai ispirato ad altri film del passato ?
G. D. R. : Per i miei effetti non mi sono mai ispirato a nessun film perché altrimenti non dò spazio alla mia fantasia. Ho sempre avuto poi la fortuna di saper disegnare e scolpire, quindi cerco di mettere il moto il cervello, partendo sempre ovviamente dal copione, perché è il copione che ti dà le indicazioni. Se copi o prendi ispirazione da altri film non è bello ed è anche molto triste, anche perché le copie sono sempre peggiori rispetto agli originali. Sapessi quanta gente mi ha telefonato e scritto per sapere come avevo quell’effetto piuttosto che un altro. Anche Dick Smith dall’America… Quindi mi tocca dire sempre un sacco di bugie a tutti quanti… (ride, ndr)

L.
R. : Cosa si ricorda del film di Grau, “Non si deve profanare il sonno dei morti” ?
G. D. R. : Per questo film ti posso raccontare un episodio divertente. C’erano degli zombi che ad un certo punto dovevano mangiare degli occhi. Allora ho preso delle uova sode, le ho tagliate per farle più tonde e per fare i nervi ottici ho attaccato delle striscioline di cotone idrofilo con del sangue finto sopra. Mi sono dimenticato però di dire a questi attori di non mangiare il cotone. Questi invece se lo sono mangiato tutto. Il giorno dopo si lamentavano tutti con mal di pancia. Arrivati al trucco, uno fa agli altri due, anche loro doloranti : “Non andiamo più al ristorante di ieri sera”… (ride, ndr)
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R. : In quel periodo ha lavorato anche in “Cannibal Apocalypse” di Antonio Margheriti.
G. D. R. : Non ricordo molto di questo film, ho fatto poca roba, niente di eccezionale. Quando non ricordo vuol dire che non mi sono né divertito né emozionato.

L.
R. : Ha anche realizzato gli effetti speciali in “Piranha 2”. Cosa realizzò di preciso ? Com’era l’atmosfera sul set, considerate le vicissitudini e le incomprensioni tra Cameron e Assonitis ?
G. D. R. : James Cameron fu mandato via dal produttore dopo una settimana, nonostante alla fine poi la regia è stata accreditata a lui. Invece Cameron è rimasto chiuso in albergo per il resto delle riprese e non voleva tornare in America perché altrimenti lo avrebbero saputo tutti. Il produttore, Assonitis, diresse il resto delle riprese, eccetto due settimane, durante le quali invece girai io. Per esempio, la scena in cui i piranha escono dal mare e attaccano i bagnanti sulla spiaggia l’ho girata io, è regia mia. Perché Assonitis aveva giurato alla moglie che non avrebbe mai più fatto la regia. La moglie andò poi in vacanza due settimane con lui e Assonitis affidò la regia a me. Ovviamente non sono stato accreditato.
Per quanto riguarda gli effetti speciali, i piranha erano stati disegnati e realizzati da Cameron, ma erano sbagliati perché non aprivano la bocca a sufficienza per strappare. Quindi ho dovuto modificare la bocca dei piranha, quelli che mordevano. In pratica li ho dovuti rifare.
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R. : Ha lavorato anche con Aristide Massaccesi, in “Emanuelle in America”. Si ricorda qualche episodio in particolare ?
G. D. R. : Per fare un favore a De Angelis, che era il produttore, andai sul set di questo film. Ma rimasi pochi giorni e feci solo qualche effetto, tra cui un seno tagliato. E per quest’effetto mi chiamarono in tribunale perché pensavano avessi veramente tagliato il seno all’attrice. Rimasi esterrefatto di quest’accusa, tanto che risposi : “Ma avete parlato prima con la ragazza ? Ce li ha ancora i seni ?”… (ride, ndr)

L.
R. : Ha avuto anche la possibilità di cimentarsi con la regia in “Killer Crocodile 2”, “Cyborg, il guerriero d’acciaio” e “Tummy”. Che esperienza è stata ? E’ una scelta che rifarebbe ?
G. D. R. : Io sono una persona che si diverte a fare cinema. E quindi mi sono cimentato anche nella regia di questi tre piccoli film. In “Killer Crocodile 2” il produttore De Angelis affidò a me la regia perché lui doveva tornare a Roma (eravamo a Santo Domingo). E io accettai. Ma calcola che c’erano solo 400.000 dollari di budget, l’abbiamo girato in 4 settimane scarse. E sono sorpreso che alla fine si veda qualcosa sullo schermo… (ride, ndr). Anche gli altri due sono dei filmetti. Fatti “alla casalinga”, con pochissimi soldi. Come film di serie C vanno bene, come film di serie A fanno schifo.

L.
R. : Nel 2003 ha lavorato in "Alta tensione" di Aja, dopo diversi anni è tornato a lavorare in un Horror. Il film ha avuto un gran successo, grazie anche ai suoi effetti speciali. Che esperienza è stata ? Come è stato contattato per questo film ?
G. D. R. : E’ stata una di quelle esperienze che amo fare, lavorare cioè con persone che hanno passione, entusiasmo, così come Alexandre Aja. E’ stato lui a volermi a tutti i costi, mi ha chiamato, mi ha fatto un sacco di complimenti, mettendomi anche in imbarazzo. Ho accettato subito, pur sapendo che il budget a disposizione era poco. A me non interessava per niente il compenso. Così mi sono messo anima e corpo, mi sono rimesso in gioco. Volevo dimostrare di essere ancora capace di fare un certo tipo di film. I ritmi erano incredibili, difficili da reggere, 13-14 ore al giorno, poi tornavo in albergo e preparavo gli effetti per il giorno dopo. La troupe era composta da gente molto simpatica e che amava veramente il cinema. Aja è rimasto molto soddisfatto del mio lavoro, tanto che mi ha richiamato per il remake de “Le Colline hanno gli Occhi”, ma ho rifiutato perché erano quasi tutti effetti ottici, pochi erano quelli “dal vivo”. E quindi non mi sarei divertito…

L.
R. : Ha progetti in vista ?
G. D. R. : Ora ho un progetto, che spero di realizzare il prossimo anno, nell’autunno del 2009, per farlo uscire nel 2010. L’ho scritto e lo dirigerò io stesso. Ci sarà anche una creature, che creerò io. Non è un Horror, è un fantasy.
Ho anche un Horror che potrei realizzare, ma il problema è che in Italia ormai non si produce più questo genere. Scommetterei qualsiasi cifra che se facessi un Horror oggi avrebbe un grande successo.