L.
R. : Quando e come è nata la sua
carriera cinematografica ?
F.
G. : Io arrivai a Roma ancora molto giovane
e con una bambina di sei mesi da proteggere e nutrire, senza
avere i Santi in paradiso, soltanto con l'incoscenza della
età e una grande vocazione per questo mestiere, puoi
compiere una follia simile. Ho studiato e partecipato a molti
seminari sul metodo dell'attore passando per il teatro prima
di approdare al cinema.
L.
R. : In quale occasione conobbe Bruno Mattei
? Che impressione le fece ?
F.
G. : L'incontro con Mattei e Fragasso è
avvenuto in un momento difficilissimo della mia esistenza.
Bruno, non era una persona facile: timido e megalomane, alternava
momenti di forte equilibrio ad altri, durante i quali, manifestava
tutta la sua collera esplosiva. Mi stimava molto come attore,
ma il mio narcisismo lo irritava, anche se devo dire che ci
siamo frequentati moltissimo fuori dal set, in quanto abitavamo
sulla via cassia, dove facevamo lunghe passeggiate, parlando
di tutto e anche male di Claudio, per esempio, sia come regista
che come uomo... (scherzo!)
L.
R. : Le sue prime esperienze con Bruno
(e con Claudio Fragasso) furono "La vera storia della
monaca di Monza" e "L'Altro Inferno". Che ricordo
ha di questi film ? Stessa location, quasi lo stesso cast,
stessa crew. Qualcosa di impensabile al giorno d'oggi...
F.
G. : Io avevo due personaggi dai caratteri
completamente differenti, che dovevo interpretare nello stesso
giorno e a distanza ravvicinata l'uno dall'altro. Per questa
mia attitudine nel passare da un uomo dai modi raffinati e
colti, come lo era don Arrigone, all'altro, brutto sporco
e ignorante, ricordo che a Bruno questo fece molto effetto
e me lo ha sempre ricordato, anche a distanza di anni. Ma
il cinema, rispetto al teatro, richiede una capacità
di concentrazione maggiore, ed io ero abbastanza abituato
a lavorare in situazioni proibitive. Il luogo sconsacrato
non rappresentava più un freno inibitorio alle parolacce,
le bestemmie, e alle scene un pò spinte che si consumavano
tra quelle quinte decadenti. Non potrò mai dimenticare
la scena in cui Don Arrigone, cioè io, si trovò
nel bel mezzo di un'orgia vera, a cui parteciparono tutte
le comparse del film. Noi attori simulavamo, io per esempio,
che ero impegnato in un monologo da ubriaco travestito da
diavolo, cercavo l'impulso creativo, mentre le comparse, sebbene
protette dai costumi che coprivano le parti basse, se la spassavano
per la gioia della troupe che assisteva assorta, complice
di quello strano silenzio. Di cosa stesse accadendo veramente
quella mattina sul set, lo capii soltanto dopo, a bocce ferme.
Ne "L'altro inferno", mi sono scontrato con la filosofia
di Bruno e Claudio, i quali scrissero in fase di sceneggiatura
che il mio personaggio avrebbe dovuto tagliare la testa ad
una gallina e dare dei topi in pasto ad un pitone, ma senza
stacchi, per cui mi rifiutai di girarle queste scene e loro
mi hanno poi perseguitato per anni con questa storia, come
se avessero individuato un lato debole del mio carattere.
Ma un attore non è nella vita il personaggio che rappresenta
sulla scena, evidentemente la mia recitazione era convincente
al punto che non sapevano più distinguere il Franco
dalla realtà con quello della finzione. Si può
dire che Bruno ha fatto la regia de "La vera storia della
monaca di Monza" e Claudio "L'altro inferno",
anche se Claudio ha curato il rapporto con gli attori in entrambi
i films. Era un bel casino, però devo dire che si completavano
a vicenda. Bruno, che per la sua timidezza non riusciva a
dire o a comunicare con gli attori come avrebbe veramente
voluto la scena, si completava in Claudio, che invece da vecchia
zoccola quale era ed è, sapeva infondere all'attore
carica, anche se a volte sbagliava la misura facendoli esagerare.
L.
R. : Passiamo a "Virus" e alla
sua splendida interpretazione, rimasta nella storia del cinema
Horror italiano.
F.
G. : La mia partecipazione al film virus avvenne
dopo l'esperienza dei due films girati nel monastero. Arrivai
a Barcellona via mare perchè ho il terrore di volare.
Per questo mio limite, ho perduto diversi film, tra i quali
uno da protagonista in America per la regia di Joe D'Amato,
due a Manila con Bruno e Claudio, ed altri.... Due mesi vissuti
benissimo nella stupenda Barcellona. I miei amici attori spagnoli
e colleghi nel film Virus, mi portavano spesso a teatro, e
a visitare le opere del celebre architetto geniale Gaudì.
La fatica del giorno che richiedeva un film d'avventura come
"Virus", veniva metabolizzata in fretta per vivere
la notte di Barcellona.
Ormai tra Bruno, Claudio e il sottoscritto si era creato un
certo affiatamento anche sul piano professionale, per questo,
mi lasciavano improvvisare quando giravamo il film. Una sera,
dopo una lunga e faticosa giornata, Claudio mi disse: "Franco
mi è avanzata della pellicola e vorrei utilizzarla
tutta su di te, inventati qualcosa in fretta perchè
la giornata è finita e dobbiamo rientrare in albergo.
Io accolsi l'invito con piacere e improvvisai la scena in
auto nel ricordo dell'amico Fonol, ammazzato dagli zombi,
mimando i suoi gesti. Non male devo dire, considerato i tempi
stretti a disposizione. Gli attori americani sarebbero rimasti
basiti difronte a tanta audacia da parte del regista, loro
firmano anche le pagine del copione che hanno letto per evitare
sorprese e probabilmente non l'avrebbero nemmeno girata quella
scena. In Spagna, si respirava voglia di vivere dopo anni
di dittatura e noi capitammo proprio quando la pentola si
scoperchiò, e la gente dava libero sfogo ai propri
istinti: un mix d'inferno e paradiso, e noi ne approfittammo.
Infatti, furono per me gli ultimi due mesi più belli
della mia vita e per questo ogni istante è rimasto
impresso nella mia memoria.
L.
R. : Oltre a Mattei ha lavorato anche con
altri grandi registi del cinema di genere italiano, Giallo/Horror
nello specifico : lo stesso Claudio Fragasso, Sergio Martino,
Joe D'Amato e Luigi Cozzi. Che rapporto ha avuto con questi
registi ? Come considera queste sue esperienze ?
F.
G. : Claudio ha avuto l'approccio giusto con
il cinema, era appassionato come lo può essere soltanto
un bambino quando gioca e ci crede veramente. Ha avuto il
sostegno importante di una moglie che lo ha molto sostenuto
e incoraggiato nei momenti di difficoltà. Joe D'amato
lo conobbi sul set di un film diretto da un regista americano
Steve Carver, dove lui, Aristide, era direttore della fotografia.
In seguito, quando passò alla regia, mi chiamò
per interpretare un ruolo nel film "Eroi all'inferno".
Un artigiano del cinema, molto abile tecnicamente e nel sapere
utilizzare i poveri mezzi messi a disposizione dalle produzioni.
Quando fondai la prima scuola di cinema a Napoli, la Cineapolis
appunto, Luigi Cozzi lo chiamai per dirigere i corsi di regia
e me ne sono pentito. Dell'altro, che lei ha citato, preferisco
non nominarlo nemmeno, l'ho rimosso dai miei ricordi.
L.
R. : Per quale motivo ha deciso di rinunciare
al cinema ? E' stata una scelta sofferta ?
F.
G. : Per quanto riguarda la mia sofferta rinuncia
al mestiere dell'attore, potrei scrivere un libro e quì
gli spazi non me lo consentono. Mi è mancata la fortuna
innanzitutto e il mio disagio sociale, ha completato l'opera.
Nel 1993 fondai la prima scuola di cinema a Napoli e da allora
mi sono dedicato all'insegnamento con buoni risultati. Infatti,
fù mio allievo Giampaolo Morelli, oggi giovane attore
affermato, ma anche fortunato.
L.
R. : Ci parli un po' di Cineapolis, il
primo portale dove si insegna la recitazione online. Com'è
nato questo progetto ? E come procede ?
F.
G. : Il portale di Cineapolis promuove questa
iniziativa unica nel suo genere dove io dirigo i corsi base
di recitazione attraverso la webcam e devo dire che funziona
benissimo, opinione condivisa anche dagli utenti allievi che
vi partecipano. Il problema, come tutte le novità,
è quello di divulgare il progetto e farlo conoscere
soprattutto a coloro che vivono in zone non servite da una
scuola di recitazione. Fa un pò fatica a decollare,
ma sono fiducioso per il futuro dopo i risultati ottenuti
professionalmente con gli utenti allievi.
Sito
Ufficiale di Cineapolis : www.cineapolis.it