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Intervista a FRANCO GAROFALO a cura di Lorenzo Ricciardi

 

L. R. : Quando e come è nata la sua carriera cinematografica ?

F. G. : Io arrivai a Roma ancora molto giovane e con una bambina di sei mesi da proteggere e nutrire, senza avere i Santi in paradiso, soltanto con l'incoscenza della età e una grande vocazione per questo mestiere, puoi compiere una follia simile. Ho studiato e partecipato a molti seminari sul metodo dell'attore passando per il teatro prima di approdare al cinema.

 

L. R. : In quale occasione conobbe Bruno Mattei ? Che impressione le fece ?

F. G. : L'incontro con Mattei e Fragasso è avvenuto in un momento difficilissimo della mia esistenza. Bruno, non era una persona facile: timido e megalomane, alternava momenti di forte equilibrio ad altri, durante i quali, manifestava tutta la sua collera esplosiva. Mi stimava molto come attore, ma il mio narcisismo lo irritava, anche se devo dire che ci siamo frequentati moltissimo fuori dal set, in quanto abitavamo sulla via cassia, dove facevamo lunghe passeggiate, parlando di tutto e anche male di Claudio, per esempio, sia come regista che come uomo... (scherzo!)

 

L. R. : Le sue prime esperienze con Bruno (e con Claudio Fragasso) furono "La vera storia della monaca di Monza" e "L'Altro Inferno". Che ricordo ha di questi film ? Stessa location, quasi lo stesso cast, stessa crew. Qualcosa di impensabile al giorno d'oggi...

F. G. : Io avevo due personaggi dai caratteri completamente differenti, che dovevo interpretare nello stesso giorno e a distanza ravvicinata l'uno dall'altro. Per questa mia attitudine nel passare da un uomo dai modi raffinati e colti, come lo era don Arrigone, all'altro, brutto sporco e ignorante, ricordo che a Bruno questo fece molto effetto e me lo ha sempre ricordato, anche a distanza di anni. Ma il cinema, rispetto al teatro, richiede una capacità di concentrazione maggiore, ed io ero abbastanza abituato a lavorare in situazioni proibitive. Il luogo sconsacrato non rappresentava più un freno inibitorio alle parolacce, le bestemmie, e alle scene un pò spinte che si consumavano tra quelle quinte decadenti. Non potrò mai dimenticare la scena in cui Don Arrigone, cioè io, si trovò nel bel mezzo di un'orgia vera, a cui parteciparono tutte le comparse del film. Noi attori simulavamo, io per esempio, che ero impegnato in un monologo da ubriaco travestito da diavolo, cercavo l'impulso creativo, mentre le comparse, sebbene protette dai costumi che coprivano le parti basse, se la spassavano per la gioia della troupe che assisteva assorta, complice di quello strano silenzio. Di cosa stesse accadendo veramente quella mattina sul set, lo capii soltanto dopo, a bocce ferme. Ne "L'altro inferno", mi sono scontrato con la filosofia di Bruno e Claudio, i quali scrissero in fase di sceneggiatura che il mio personaggio avrebbe dovuto tagliare la testa ad una gallina e dare dei topi in pasto ad un pitone, ma senza stacchi, per cui mi rifiutai di girarle queste scene e loro mi hanno poi perseguitato per anni con questa storia, come se avessero individuato un lato debole del mio carattere. Ma un attore non è nella vita il personaggio che rappresenta sulla scena, evidentemente la mia recitazione era convincente al punto che non sapevano più distinguere il Franco dalla realtà con quello della finzione. Si può dire che Bruno ha fatto la regia de "La vera storia della monaca di Monza" e Claudio "L'altro inferno", anche se Claudio ha curato il rapporto con gli attori in entrambi i films. Era un bel casino, però devo dire che si completavano a vicenda. Bruno, che per la sua timidezza non riusciva a dire o a comunicare con gli attori come avrebbe veramente voluto la scena, si completava in Claudio, che invece da vecchia zoccola quale era ed è, sapeva infondere all'attore carica, anche se a volte sbagliava la misura facendoli esagerare.

 

L. R. : Passiamo a "Virus" e alla sua splendida interpretazione, rimasta nella storia del cinema Horror italiano.

F. G. : La mia partecipazione al film virus avvenne dopo l'esperienza dei due films girati nel monastero. Arrivai a Barcellona via mare perchè ho il terrore di volare. Per questo mio limite, ho perduto diversi film, tra i quali uno da protagonista in America per la regia di Joe D'Amato, due a Manila con Bruno e Claudio, ed altri.... Due mesi vissuti benissimo nella stupenda Barcellona. I miei amici attori spagnoli e colleghi nel film Virus, mi portavano spesso a teatro, e a visitare le opere del celebre architetto geniale Gaudì. La fatica del giorno che richiedeva un film d'avventura come "Virus", veniva metabolizzata in fretta per vivere la notte di Barcellona.
Ormai tra Bruno, Claudio e il sottoscritto si era creato un certo affiatamento anche sul piano professionale, per questo, mi lasciavano improvvisare quando giravamo il film. Una sera, dopo una lunga e faticosa giornata, Claudio mi disse: "Franco mi è avanzata della pellicola e vorrei utilizzarla tutta su di te, inventati qualcosa in fretta perchè la giornata è finita e dobbiamo rientrare in albergo. Io accolsi l'invito con piacere e improvvisai la scena in auto nel ricordo dell'amico Fonol, ammazzato dagli zombi, mimando i suoi gesti. Non male devo dire, considerato i tempi stretti a disposizione. Gli attori americani sarebbero rimasti basiti difronte a tanta audacia da parte del regista, loro firmano anche le pagine del copione che hanno letto per evitare sorprese e probabilmente non l'avrebbero nemmeno girata quella scena. In Spagna, si respirava voglia di vivere dopo anni di dittatura e noi capitammo proprio quando la pentola si scoperchiò, e la gente dava libero sfogo ai propri istinti: un mix d'inferno e paradiso, e noi ne approfittammo. Infatti, furono per me gli ultimi due mesi più belli della mia vita e per questo ogni istante è rimasto impresso nella mia memoria.

 

L. R. : Oltre a Mattei ha lavorato anche con altri grandi registi del cinema di genere italiano, Giallo/Horror nello specifico : lo stesso Claudio Fragasso, Sergio Martino, Joe D'Amato e Luigi Cozzi. Che rapporto ha avuto con questi registi ? Come considera queste sue esperienze ?

F. G. : Claudio ha avuto l'approccio giusto con il cinema, era appassionato come lo può essere soltanto un bambino quando gioca e ci crede veramente. Ha avuto il sostegno importante di una moglie che lo ha molto sostenuto e incoraggiato nei momenti di difficoltà. Joe D'amato lo conobbi sul set di un film diretto da un regista americano Steve Carver, dove lui, Aristide, era direttore della fotografia. In seguito, quando passò alla regia, mi chiamò per interpretare un ruolo nel film "Eroi all'inferno". Un artigiano del cinema, molto abile tecnicamente e nel sapere utilizzare i poveri mezzi messi a disposizione dalle produzioni. Quando fondai la prima scuola di cinema a Napoli, la Cineapolis appunto, Luigi Cozzi lo chiamai per dirigere i corsi di regia e me ne sono pentito. Dell'altro, che lei ha citato, preferisco non nominarlo nemmeno, l'ho rimosso dai miei ricordi.

 

L. R. : Per quale motivo ha deciso di rinunciare al cinema ? E' stata una scelta sofferta ?

F. G. : Per quanto riguarda la mia sofferta rinuncia al mestiere dell'attore, potrei scrivere un libro e quì gli spazi non me lo consentono. Mi è mancata la fortuna innanzitutto e il mio disagio sociale, ha completato l'opera. Nel 1993 fondai la prima scuola di cinema a Napoli e da allora mi sono dedicato all'insegnamento con buoni risultati. Infatti, fù mio allievo Giampaolo Morelli, oggi giovane attore affermato, ma anche fortunato.

 

L. R. : Ci parli un po' di Cineapolis, il primo portale dove si insegna la recitazione online. Com'è nato questo progetto ? E come procede ?

F. G. : Il portale di Cineapolis promuove questa iniziativa unica nel suo genere dove io dirigo i corsi base di recitazione attraverso la webcam e devo dire che funziona benissimo, opinione condivisa anche dagli utenti allievi che vi partecipano. Il problema, come tutte le novità, è quello di divulgare il progetto e farlo conoscere soprattutto a coloro che vivono in zone non servite da una scuola di recitazione. Fa un pò fatica a decollare, ma sono fiducioso per il futuro dopo i risultati ottenuti professionalmente con gli utenti allievi.

Sito Ufficiale di Cineapolis : www.cineapolis.it

Intervista a cura di Lorenzo Ricciardi

 

 

FILMOGRAFIA HORROR

1988 - LA VISIONE DEL SABBA

1982 - ASSASSINIO AL CIMITERO ETRUSCO

1980 - VIRUS

1980 - LA VERA STORIA DELLA MONACA DI MONZA

1980 - L'ALTRO INFERNO

1975 - UN URLO NELLE TENEBRE

1973 - IL SESSO DELLA STREGA

 

Ringrazio il grande Franco Garofalo per la sua gentilezza e disponibilità !

 

 

 

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