ADAM
GREEN (31/03/1975,
Holliston, Massachussets, USA) Laureato all'Hofstra University
di New York. Il primo lavoro al di fuori del college fu produrre
e dirigere pubblicità per reti locali nell'area di
Boston. Nel 1997 fondò la ArieScope Pictures con il
direttore della fotografia Will Barratt. Il suo primo film
fu nel 2000 "Coffee & Donuts", una commedia
basata sulla propria vita e costato appena 400 dollari, grazie
anche al coinvolgimento di amici e parenti nel cast. Il film
fu comprato dalla Disney/Touchstone per farne una sit-com
nel 2004. Nel 2006 passa al genere Horror con "Hatchet",
ispirato ai film Slasher/Splatter anni 80, con camei di icone
del cinema Horror come Robert Englund, Tony Todd e il maestro
degli effetti speciali e regista John Carl Buechler. Il protagonista
è un freak, interpretato da Kane Hodder, in cerca di
vendetta nei confronti di un gruppo di giovani. Nel 2007 ha
diretto, insieme all'amico Joel Moore, il thriller "Spiral".
L.
R. : Quali sono le tue influenze ? Sei
un amante degli anni 80 ?
A.
G. : Sono cresciuto nel periodo d'oro dell'Horror,
gli anni 80, e quei film mi hanno fatto innammorare del genere.
In particolare i film Slasher. Ho sempre amato il mito che
c'è dietro i cattivi, i mostri protagonisti in questi
film e li ho sempre visti come una sorta di anti-eroi, ma
non mi hanno mai veramente fatto paura. Se voglio veramente
spaventarmi mi guardo film come "L'Esorcista" e
"Shining", ma gli slasher tipo Michael Myers, Freddy
Krueger e Jason Voorhees sono davvero divertenti, e sono allo
stesso tempo anche dei personaggi davvero terrificanti, che
incutono paura. Questo è lo spirito che volevo per
"Hatchet". Riportare nuovamente in vita quei tipi
di mostri che spopolavano diversi anni fa, in grado sia di
spaventare che di divertire. Volevo fare un film che riportasse
la gente indietro nel tempo quando il genere Horror era puro
divertimento. "Hatchet" era semplicemente il film
che avrei voluto vedere. Nessun effetto digitale, nessun omicidio
annacquato che fosse solo "vietato ai minori di 14 anni",
nessun tipo di tortura solo con l'intento di scioccare e,
cosa più importante, nessun remake fatto solo per denaro
e sfruttando un titolo che avrebbe garantito successo.
Trovo ispirazione e influenza da tutti i tipi di persone che
conosco e di luoghi che frequento. Steven Spielberg è
il mio idolo e "E.T." è stato il film che
mi ha fatto desiderare di fare ciò che ora faccio.
Ma sono anche fortemente influenzato dalla musica che ascolto
e dalle band che ammiro.

L.
R. : Com'è nata l'idea per "Hatchet"
?
A.
G. : Ho inventato la storia di Victor Cradley
durante un campeggio estivo quando avevo solo 8 anni. In questo
campeggio i ragazzi più grandi intimavano a noi bambini
di stare lontano da un cottage, in caso contrario un mostro
di nome "hatchet face" ci avrebbe fatto del male.
In realtà si trattava di un cottage dove questi ragazzi
potevano bere in compagnia, e ci spaventavano per non averci
tra i piedi e avere così la loro privacy. Nonostante
avessi solo 8 anni, avevo un fratello più grande che
mi aveva fatto già guardare parecchi film slasher...
ed ero, anche per questo motivo, eccitato da questo personaggio,
"hatchet face". Chi era ? Perchè veniva chiamato
in quel modo ? Cosa ci avrebbe fatto se ci avesse trovato
? Ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Si aspettavano che
avremmo obbedito e che avessimo paura solo a sentire il suo
nome. Così, una notte inventai una storia terrificante
attorno a questo personaggio, una storia da poter poi raccontare
ai miei amici che erano insieme a me al campeggio. Quella
stessa storia è diventata la leggenda di Victor Cradley,
che Marybeth racconta nel film.

L.
R. : Com'è stato lavorare con "mostri
sacri" come Robert Englund, Tony Todd e Kane Hodder ?
A.
G. : Kane, Tony e Robert sono davvero sorprendenti.
Non solo come attori, ma anche come persone. Hanno creduto
tanto in quello che ho cercato di fare con "Hatchet",
ed essendo i principali artefici, nel corso degli anni, dello
sviluppo del genere Horror, ho provato ad approfittarne, aspettando
una sorta di approvazione da parte loro in quello che stavo
facendo. Sono da sempre stato un loro grande fan, e quindi
è stato come un sogno trasformato in realtà
vederli interpretare i personaggi del mio film e avere il
loro rispetto e la loro stima come regista. Sono così
grato a questi tre grandi attori per tutto e certamente lavorerò
con loro nuovamente.

L.
R. : Pensi che il protagonista del film,
Victor Cradley, possa diventare un'icona del genere Horror
al pari per esempio di Jason Voorhees e di Freddy Krueger
? Ci sarà un secondo capitolo ?
A.
G. : I critici e i fan del film hanno iniziato
ad etichettare Victor Cradley come nuova icona del genere
Horror ancor prima che il film uscisse. Ovviamente sono molto
lusingato da questo tipo di reazioni, ma credo che per poter
diventare una vera e propria icona dovrebbe anche avere longevità.
Vedremo allora se nei prossimi 10 anni Victor Cradley sarà
ancora presente nella mente dei fan. Non si può diventare
un'icona da un giorno all'altro.
Per quanto riguarda un secondo capitolo, se ne sta parlando,
ma per il momento non c'è ancora niente di certo. Se
avessi l'intenzione di scrivere e dirigere "Hatchet 2"
avrei comunque bisogno di molto tempo libero a disposizione
prima di iniziare. Soprattutto perchè al momento ho
diversi altri progetti da mandare avanti il prossimo anno.
Bisognerà solo aspettare e vedere cosa succederà.

L.
R. : Cosa ci puoi dire del tuo nuovo film
"Spiral" ? Continuerai a dirigere film Horror ?
A.
G. : "Spiral" uscirà in sala
a Febbraio, ma solo nella grandi città degli Stati
Uniti. Il dvd uscirà subito dopo. E' un film molto
diverso da "Hatchet", in tutti gli aspetti. E' più
di uno psicodramma Hitchcockiano, incentrato sullla vita di
un oscuro personaggio. Sono rimasto davvero sorpreso da come
i fan di "Hatchet" hanno seguito e apprezzato questo
film nei vari festival. Onestamente avevo paura che sarebbero
rimasti delusi di trovarsi di fronte ad un tipo di film completamente
diverso dal precedente, ma immagino di aver sottovalutato
la loro varietà di gusti in fatto di cinema Horror.
Joel David Moore (il protagonista di "Hatchet")
ha co-diretto e co-sceneggiato il film, oltre a parteciparvi
ancora come protagonista. In realtà, molte persone
della crew di "Hatchet" hanno lavorato anche in
"Spiral". E' così bello vedere come un tono
e uno stile completamente diverso sia venuto fuori dalle medesime
persone. "Spiral" racconta di un artista inquieto
e solitario di nome Mason che non è in grado di dire
cosa è reale e cosa non lo è. Soccorre una ragazza
triste e sola di nome Amber (interpretata da Amber Tamblyn)
e quando decide di dipingerla lei pare molto lusingata e eccitata
all'idea... ma ad ogni dipinto che realizza, qualcosa di oscuro
inizia a sbloccarsi nella testa di Mason. E' un film molto
bello, grazie anche ad un'originale colonna sonora jazz. Spero
piaccia anche in Italia !
Attualmente sono coinvolto in molti altri progetti Horror,
ma ora sono impegnato anche con una commedia romantica che
sto dirigendo (ammesso che lo sciopero ad Hollywood si concluda
uno di questi giorni). I fan di "Hatchet" possono
stare tranquilli che non sarà l'ultimo film Horror
che dirigerò, ma dovranno aspettarsi di vedermi lavorare
anche in molti altri generi.