L.
R.
: In che modo la vostra carriera ha preso la svolta del cinema
? E del genere Horror in particolare ?
J.
M. : Ho iniziato a guardare film Horror da
bambino. Uno dei miei fratelli maggiori mi ha invogliato e
mi ha fatto innamorare di questo genere facendomi vedere centinaia
di videocassette e facendomi leggere la rivista Mad Movies,
ma la svolta è stata quando mio padre ha comprato una
videcamente HI8. Con quella abbiamo realizzato i nostri primi
corti e i primi esperimenti in stop-motion. Dopodichè
la passione mi è rimasta, anzi è aumentata.
Ho iniziato a vedere un sacco di film Horror e di genere.
Ma era, appunto, solo una passione.
Il punto di svolta è stato poco prima del diploma,
quando ho capito che forse potevo lavorare veramente in questo
campo. Così mi sono iscritto all'Università
di cinema.
A.
B. : Sono sempre stato innamorato del cinema
e del genere Horror in particolare, fin da quando ero bambino.
Sinceramente non so il motivo (ride, ndr) ! Per esempio,
mi ricordo che quando avevo 5-6 anni volevo solo guardare
film Horror ed ero innamorato del poster francese di "Zombi",
quello con il ragazzo che ha il machete che gli sfonda la
testa ! Fanculo la Disney, io amavo Fulci, avevo solo 7 anni
quando vidi "Zombi 2" per la prima volta. E' stato
come un terremoto che è esploso nella mia testa. Così,
dopo la scuola, mi sono iscritto all'Università per
imparare a fare cinema. Nel frattempo iniziai a scrivere storie
e articoli per Mad Movies e per l'edizione francese di Fangoria.
L.
R. : Com'è nato
il progetto "A L'Interieur" ?
J.
M. : La prima volta che incontrai Alexandre
mi parlò subito della storia de "A L'Interieur",
ispirata ad una sua amica incinta che viveva sola in una piccola
casa isolata di periferia. Allora si domandava che cosa sarebbe
successo se la ragazza fosse stata aggredita da un serial
killer. Io ero emozionato solo al pensiero ! Alexandre aveva
già una bozza, così l'abbiamo modificata e riscritta
insieme. Successivamente il nostro agente ci ha presentato
ai produttori e il film è stato fatto ! E' stato tutto
molto facile, siamo stati veramente fortunati a lavorare con
loro.
A.
B. : In modo molto semplice. Dopo aver scritto
la prima bozza di "A L'Interieur" mi sono messo
alla ricerca di un giovane regista, perchè pensavo
fosse più semplice andare nell'ufficio di un produttore
per farmi finanziare il film avendo già pronto lo script
e il regista. Un caro amico mi ha presentato Julien, che subito
mi ha mostrato un suo cortometraggio... ed è stato
amore a prima vista ! Ma attenzione, noi siamo "fidanzate"...
(ride, ndr)
L.
R. : Vi aspettavate un
successo così sorprendente in tutto il mondo per questo
film ?
J.
M. : E' necessario fare una piccola premessa.
E' solo il parere di alcuni professionisti che hanno avuto
la possibilità di vedere il film nei vari festival,
perchè in realtà il film non è stato
proiettato nelle sale, tranne che in Francia. Detto questo,
posso dire che è molto bello essere sostenuti e apprezzzati.
Alcuni giornalisti hanno organizzato una speciale proiezione
a Londra, per esempio, e se ne sta organizzando un'altra in
Canada, dove Rue Morgue Magazine ha messo il film in copertina.
E' stato anche scritto un articolo sul SUN dove un giornalista
spiega alla compagnia Weinstein che hanno un gran film tra
le loro mani e che stanno facendo un grave errore a farlo
uscire solo in dvd e non nelle sale.
A.
B. : Il film non ha avuto un grande successo
nelle sale in Francia. Non credo si possa dire che il nostro
film sia stato un successo, visti i risultati ai botteghini
francesi. Al contrario però, parecchi fan del genere
Horror sparsi per il mondo hanno apprezzato il nostro film,
abbiamo anche vinto più di 8 premi nei vari festival,
tra cui quello prestigioso di Sitges, addirittura Jaume Balaguerò
vuole farne un remake (in realtà nessuno sa niente
al momento, ma lui vuole davvero farlo ! E' una cosa fantastica
! Jaume, per me e Julien, è un vero dio !), ma credo
si tratti di un film poco conosciuto ancora. Ad eccezioni
dei fan dell'Horror, nessuno conosce "A L'Interieur".
L.
R. : Avete ricevuto dure
critiche per alcune scene troppo violente e insostenibili
?
J.
M. : Curiosamente no. Eravamo sicuri che fosse
successo all'inizio della preparazione, ci aspettavamo dure
critiche, forti reazioni da parte del pubblico e in particolare
delle associzioni cattoliche. Ma alla fine le proiezioni sono
andate abbastanza bene, tranne qualcuno che ha abbandonato
la sala perchè si è sentito male, c'è
chi ha vomitato a Cannes e chi è svenuto. I peggiori
attacchi sulla violenza del film comunque li abbiamo ricevuti
e letti su internet.
A.
B. : Sinceramente no. Strano, ma vero ! Come
ha detto Béatrice, le notizie in TV sono più
sconvolgenti e trash. "A L'Interieur" è solo
un film, con un falso ventre e forbici di plastica. Credo
sia difficile scioccare la gente al giorno d'oggi. Con la
TV e internet oggi puoi vedere il vero orrore del mondo molto
facilmente ! Per me non è un problema mostrare qualcosa
di orribile in un film, perchè si tratta, appunto,
di un film.
L.
R. : E' stato difficile
girare certe scene ?
J.
M. : Per noi quelle scene hanno rappresentato
la parte più divertente del film. Amiamo gli effetti
speciali realizzati sul set, è stato incredibile vedere
il sangue schizzare dal vivo, e non aspettare di aggiungerlo
con il digitale. Ma la scena della "pancia aperta"
è stata molto complicata perchè inizialmente
era stata programmata in 2 giorni, poi per mancanza di tempo
l'abbiamo dovuta girare solo in uno. Abbiamo fatto parecchie
riprese con galloni di sangue che scorrevano ovunque, Alysson
che stava sdraiata per ore sulle scale e aveva forti dolori
alla schiena. Anche Béatrice ha tenuto per tutto il
tempo le protesi all'occhio e alle orecchie, che le hanno
provocato numerosi graffi e ferite. Inoltre questa scena ha
richiesto un grande coinvolgimento emotivo. Insomma, è
stato un giorno intenso per tutta la troupe !
A.
B. : E' stato molto difficile girare la scena
finale sulle scale quando Béatrice aggredisce Alysson.
Avevamo solo un giorno per girare questa scena e una sola
telecamera ! Abbiamo girato per 16 ore di fila ! E' stato
un vero e proprio incubo. Le attrici alla fine erano stanche
e non ce la facevano più. C'era sangue finto ovunque...
ma il risultato è ottimo ! E' la nostra scena preferita
con
SPOILER
SPOILER SPOILER
l'ultima ripresa su Béatrice, ustionata e ferita, con
il bambino tra le braccia. Dopo aver girato quell'ultima sequenza
io e Julien abbiamo pianto per la felicità, perchè
il risultato era esattamente quello che volevamo !
L.
R. : Negli ultimi dieci
minuti finali c'è una deliberata scelta di esagerare,
diventando autoironici, o eravate "seri" ?
J.
M. : Non è stata una scelta ironica,
eravamo seri perchè amiamo alla follia il gore ! Ma
il gore è divertente e fa sorridere il più delle
volte, non è spaventoso ! Volevamo un vero bagno di
sangue dall'inizio alla fine. Questa era la nostra intenzione
: il film deve iniziare in un modo realistico e diventare
man mano un'oscura storia piena di gore, al limite con il
genere fantastico.
Quindi alla fine potrebbe essere stato un errore spingersi
troppo oltre, ma sai com'è, al primo film di solito
cerchi di mettere tutto ciò che ti piace : un po' di
ghost-story, di giallo, di monster-movie, di zombi, di slasher...
perchè non sai se avrai la possibilità di farne
un altro !
L.
R. : Un'altra curiosità
: il poliziotto che viene sparato verso la fine e che si rialza
combattendo con la Alysson è uno zombi o è soltanto
stato stordito dal colpo ?
J.
M. : Il poliziotto viene colpito con un'arma
cosiddetta "flashball" (utilizzata di solito dalla
polizia per sedare le sommosse, che sparano pallottole non
letali) alla testa e il cranio ha compresso il suo cervello
facendolo diventare pazzo. Quindi, quando si risveglia, non
è cieco, ma è come una sorta di sonnambulo che
ha solo due cose in mente, le ultime due cose che stava pensando
prima di venire colpito : "accendere la luce" e
"combattere con qualcuno", ma non è in grado
di ricordare chi... così colpisce il primo che gli
si trova davanti (ride, ndr) !

L.
R. : Quali sono le vostre
influenze ?
A.
B. : Abbiamo parecchie influenze.. proprio
tante ! Tre in particolare : "Alta Tensione", che
è uno dei miei film Horror preferiti in assoluto. Aja
è un fottuto genio ! E' stato un onore lavorare con
il suo montatore Baxter ! Il secondo è "Mort un
dimanche de pluie" ("Death on a Rainy Sunday")
di Joel Santoni, film francese molto raro che racconta la
storia di una casa invasa da mostri. Un capolavoro dimenticato
! E il terzo è "Halloween", il film perfetto
secondo me, il vero slasher. Volevamo che il personaggio di
Béatrice assomigliasse a Michael Myers. Il mondo deve
sapere, comunque, che sono innamorato del remake di Rob Zombie
! Rob è il nuovo dio dei film Horror "modern vintage"
!
J.
M. : Oltre ad "Alta Tensione", "Death
on a Rainy Sunday" e "Halloween", un'altra
grande influenza sono stati i gialli di Dario Argento, e "Tenebre"
in particolare. Ci siamo ispirati molto al genere giallo,
lo si può capire anche da Béatrice che porta
i guanti di pelle nera, è tutta vestita di nero e utilizza
armi da taglio...
L.
R. : Come
considerate i risultati del genere Horror in Francia in questi
ultimi anni ? Qual è il motivo di questo improvviso
sviluppo ?
J.
M . : Abbiamo avuto degli ottimi film, come
"Frontiere(s)", "Ils - Them" e ovviamente
"Alta Tensione", ma non ci sono così tanti
film Horror in circolazione e solo da pochi anni c'è
stato un piccolo cambiamento. Ma nessuno di questi fillm comunque
ha avuto un buon riscontro nelle sale e quindi i produttori
continueranno ad essere diffidenti e a produrre solo commedie.
Solo CANAL+ finanzia film Horror in Francia.
Siamo amici intimi di Xavier Gens e conosciamo anche Eric
Valette, Fabrice Du Welz, Alexandre Aja. E' molto difficile
fare un certo tipo di film in Francia e quindi cerchiamo di
aiutarci a vicenda. Ci piacerebbe creare una sorta di New
Hollywood, ma in Francia !
L.
R. : Cosa
ci potete dire del remake di "Hellraiser" ? Sta
andando avanti ?
A.
B. : Aspettiamo e vediamo... il mistero va
avanti... (ride, ndr)