PACO
PLAZA
(1973, Valencia, Spagna) Si diploma inizialmente in Regia
Cinematografica a Madrid e si laurea in Scienze della
Formazione a Valencia. La sua carriera da regista inizia
con dei cortometraggi che lo lanciarono nel mondo del cinema.
Esordisce nel 1995 con il film "Tropismos", ma non
ha molto successo. Deve aspettare il 2003 per dirigere il
suo capolavoro "Second Name" ed il 2004 per "I
delitti della luna piena". Il suo ultimo lavoro con la
collaborazione di Jaume Balagueró nel 2007 è
"Rec".
L.
R.
: Nel 1995 hai diretto il tuo primo cortometraggio : “Tropismos”.
Cosa ti ricordi di questo progetto ?
P.
P.
: E’ stata la prima volta che ho fatto un cortometraggio
in 16mm. Le riprese sono durate un giorno e avevamo a disposizione
solo una telecamera (era quello che allora ci potevamo permettere).
Ogni singolo fotogramma che abbiamo girato l’abbiamo
usato nel montaggio. Quando poi l’ho visto proiettato
in laboratorio, ho capito che era quello che avrei voluto
fare per il resto della mia vita.

L.
R.
: Il tuo primo lungometraggio è stato “El segundo
nombre” (“Second name”). Com’è
nata l’idea per il film ? Ti sei ispirato alla novella
"Pact of fathers" di Ramsey Campbell, che ruota
intorno all’antica setta degli Abramiti ?
P.
P.
: Il produttore Joan Ginard vide il mio cortometraggio,
“Abuelitos”, in una proiezione di “Los sin
nombre”. Mi chiamò al telefono e mi disse che
voleva produrre un nuovo film basato su una novella di Ramsey.
Lessi il romanzo e ne rimasi affascinato. E’ stato Joan
la persona chiave per me, devo molto a lui.
L.
R.
: “Romasanta” è il tuo secondo film. Ti
sei ispirato ad una storia vera ?
P.
P.
: Quella volta fu il produttore Julio Fernandez a
parlarmi di questo progetto. Gli venne l’idea di raccontare
la vera storia di un licantropo galiziano, ma raccontata come
fosse una favola dark, con un sottile equilibrio tra realtà
e fantasia.
L.
R.
: Brian Yuzna ha prodotto il tuo film. Che tipo di persona
è ?
P.
P.
: E’ una persona molto intelligente. Io sono
un grande fan di “Society” ed è stato straordinario
poter lavorare con lui.
L.
R.
: Veniamo al tuo ultimo film, “Rec”, un Horror
davvero terrificante che ha riscosso un enorme successo in
tutto il mondo.
P.
P.
: Abbiamo voluto raccontare una classica storia Horror
utilizzando la forma di uno show televisivo. Quella è
stata la scintilla.
L.
R.
: Vi sareste mai aspettato un successo così incredibile
?
P.
P.
: Niente affatto. Siamo profondamente sorpresi e felici
per tutto ciò che è accaduto. Noi volevamo solo
divertirci, e credo ci sia qualcosa nel film che faccia capire
allo spettatore la libertà e la gioia con cui abbiamo
lavorato.
L.
R.
: In questo film hai collaborato con Jaume Balaguerò.
Chi è per te ? Solo un partner di lavoro o un amico
?
P.
P.
: Jaume è un mio amico. Ed è, secondo
me, uno dei migliori registi del mondo. E’ un piacere
poter lavorare con lui.

L.
R.
: Siete stati influenzati da altri film Horror ? “Blair
Witch Project” e “Cannibal Holocaust” in
particolare ?
P.
P.
: Il film di Deodato è stato un grande riferimento
per noi. Abbiamo avuto la possibilità di ringraziare
Ruggero di persona per il suo lavoro, che è stato grande
fonte di ispirazione. Ma la principale influenza per noi sono
stati gli show televisivi.
L.
R.
: I tuoi prossimi progetti ?
P.
P.
: Proprio ora sto lavorando ad un nuovo progetto chiamato
“Circus”, che spero diventi realtà molto
presto, nei prossimi mesi.