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Intervista a TIM SULLIVAN a cura di Lorenzo Ricciardi

TIM SULLIVAN (02/07/1964, South Planfield, New Jersey, USA) Amante fin da piccolo dei film Horror e soprattutto dei film Horror Italiani (Argento, Fulci, Bava). Si trasferisce, dopo il diploma, a New York per iscriversi all'Università, dove studia cinema. Intanto lavora in "Three men and a baby", "Cocktail", "Coming to America" e "Il Padrino III" prima di co-produrre i film indipendenti "If looks could kill" e "America Exposed". Nel 1990 si trasferisce a Los Angeles dove lavora con la New Line Cinema per 5 anni. Nel 1999 realizza il suo sogno più grande : prendere parte ad un film sui Kiss. E infatti, dopo aver conosciuto tutti i membri del celebre gruppo Rock, produce il film "Detroit Rock City" insieme al bassista Gene Simmons. Dopo aver fondato la New Rebellion Entertainment, fa il suo debutto come regista con un ottimo Horror, "2001 Maniacs", rivisitazione del capolavoro "2000 Maniacs" di Herschell Gordon Lewis. La lavorazione, della sceneggiatura prima e del film poi, è lunga e faticosa, a causa dei mancati finanziamenti e dei mancati accordi con grosse case di produzione o con produttori indipendenti. Il film alla fine esce nel 2005 e riscuote anche un grande successo di pubblico e di critica. L'anno successivo lavora per la produzione e la sceneggiatura di "Snoop Dogg's Hood of Horror", Horror-comedy con nel cast il cantante Hip-Hop Snoop Dogg e Danny Trejo. Nello stesso anno dirige poi l'Horror/Thriller "Driftwood" che riscuote anche un buon successo. E' ora in fase di pre-produzione il seguito di "2001 Maniacs", intitolato "2001 Maniacs : Beverly Hellbillys", sempre con Robert Englund. Nel 2008 dirigerà un altro thriller incentrato sul mito del vampirismo. Nel frattempo sono in uscita in America i fumetti di "2001 Maniacs" realizzati da Sullivan stesso.

 

 

L. R. : Prima di parlare della tua carriera cinematografica, parlaci un po' di te.

T. S. : Sono cresciuto nel New Jersey, in un periodo in cui non c'erano DVD con il commento audio dell'autore che spiegava com'era stato fatto il film, le tecniche usate, e neanche programmi di computer per il montaggio dei film. Per cui l'unico modo per me di imparare a fare film era una scuola per film-maker. Così, ho lavorato duramente durante le scuole superiori per ottenere ottimi voti, necessari per entrare all'Università per film-maker di New York. Non provengo da una famiglia ricca economicamente, però sono stato abile a ottenere borse di studio e prestiti. Niente poteva fermarmi. L'Università di New York è stata una grande esperienza perchè, per la prima volta nella mia vita, ero circondato da persone che condividevano le mie stesse passioni e i miei stessi sogni. Col tempo siamo diventati una comunità di sana competizione e di reciproca ispirazione. Ray Manzarek dei "Doors" una volta mi ha detto : "Alzati e vivi prima di sederti e di scrivere". Così ho fatto, e ho vissuto. Solo dopo ho cominciato a scrivere e a fare film sulla vita.

 

L. R. : Perchè, quando e come hai iniziato a lavorare nel cinema ? C'è stato qualche film in particolare che ti ha fatto innamorare del tuo lavoro ?

T. S. : Fin dall'età di cinque anni, quando ho visto la versione originale del 1931 di "Dracula", ho capito che non vi era nient'altro che volevo fare che quello di far sentire le persone così come mi sono sentito io a guardare quel film per la prima volta. I film aprono mondi verso l'ignoto, mondi che è possibile visitare solo nei sogni. Ed ho voluto vivere nei miei sogni e guadagnarmi da vivere facendo film. Non c'è mai stato nessun piano B.

L. R. : "Hell of the Living Dead" è un sito italiano. Per questo motivo mi piacerebbe sapere se conosci e se ti piacciono i film Horror italiani. Come consideri i tuoi colleghi registi italiani (Argento, Fulci, Bava...). Qual è stato il film che più ti ha colpito ?

T. S. : E' così bello essere intervistati per un sito Horror Italiano perché i film Horror Italiani sono in assoluto i miei preferiti. Fin da quando ho visto per la prima volta "La Maschera del Demonio" da bambino, sono stato ossessionato ed affascinato dal modo in cui voi Italiani fate film Horror. Non ne ho mai abbastanza. Bava, Argento, Fulci... "Suspiria" non è solo il mio film Horror Italiano preferito, ma è uno dei miei primi dieci film Horror in assoluto. Voi italiani avete capito che il vero orrore non è solo sangue e budella (che, comunque, è presente ed è fatto veramente bene !), ma soprattutto l'atmosfera. Il colore dell'orrore. Il suono del terrore. Ho il dvd di "Suspiria" rimasterizzato con surround e non riesco a vederlo da solo. La musica e i suoni di questo film sono i più terrificanti che io abbia mai ascoltato. Un maestro come Bava sa essere sottile in un minuto e vivace in quello successivo. I gialli di Argento sono per me influenti come quelli Hitchcock. E Fulci : Whoa ! Sa veramente essere così estremo. A volte i plot sono un po' confusi. I personaggi ampiamente delineati. Ma anche nei film Horror Italiani meno belli c'è sempre il vero senso dell'orrore. E talvolta, è più importante quello che provi durante la visione di un film, più di quello che stai pensando. So che si tratta di una questione di tempo prima che Hollywood si decida a fare dei remake dei film di Bava e Argento, e di tutto il resto, e tutto quello che posso dire è che ho la sensazione che non faranno la cosa giusta. Ormai si cerca di fare dei remake pieni di sangue e gore, senza avere un proprio stile e senza creare un'atmosfera. Ecco perché voglio cercare di fare io un remake (ride, ndr)! Ho un grande desiderio, quello di poter fare un remake dell'episodio "I Wurdalak" de "I Tre Volti del Terrore" di Bava, facendone un lungometraggio !

L. R. : Nel 2005 hai realizzato il fantastico "2001 Maniacs", remake del capolavoro di Herschell Gordon Lewis. Ma H. G. Lewis ha preso parte in qualche modo al progetto ? C'è stato qualche problema con la produzione del film ?

T. S. : Avevo appena finito di coprodurre "Detroit Rock City" e stavo cercando un'idea per il mio nuovo progetto. Un giorno, nel mio ufficio arriva un ragazzo di nome Chris Kobin, che mi dice di aver acquistato i diritti per fare un remake del film di HG Lewis, "2000 Maniacs". Ebbene, in quel periodo, Bob Zemeckis stava rifacendo 2 film di William Castle ("House on Haunted Hill" e"13th Ghosts") ed era impegnato, cosicché il lavoro di rifare il film di HG Lewis toccò a me. Mi piacque soprattutto l'idea di farlo in modo indipendente, lontano dai grandi studios che cerco sempre di evitare. Invece di commissionare uno script, Kobin ed io decidemmo di collaborare e di scriverlo noi stessi. Così nel giro di un mese realizzammo uno script, che però non ottenne molti consensi. All'inizio ho aspettato ad impostare il film e ad andare avanti, ma dopo cinque anni di attesa era diventata una vera e propria odissea. A quel punto tutti mi consigliarono di occuparmene io stesso. Ero nervoso, ma anche emozionato. Cercammo quindi di definire un accordo con Blockbuster, ma l'affare non si fece a causa di problemi sorti all'interno della stessa azienda. Ho poi impostato il film una seconda volta con un produttore indipendente, ma all'ultimo minuto il finanziamento sparì. Credimi, non sapevo se proseguire o lasciar perdere, ma grazie alla mia determinazione (o testardaggine?) ho ottenuto il meglio di me e finalmente mi sono accordato con la BloodWorks e la Raw Nerve. Questa volta tutto andò per il meglio. E grazie a tutto questo, HG Lewis è rimasto molto, molto contento. Ci sono stati però dei momenti in cui non avrei voluto rinnovare i diritti a HG Lewis e a David Friedman. Ma tutti, compresi loro, hanno continuato a credere in me e nello script che avevo scritto con Kobin. Sono stati di grande aiuto, ma non sono intervenuti minimamente nel progetto, erano produtti esecutivi solo per nome. Dopo tutto, essi hanno creato questo genere, lo "splatter", e per questo motivo mi sono impegnato molto per renderli orgogliosi. Uno dei più bei momenti per me è stato quando è venuto Dave Friedman a Los Angeles e ha guardato il film con me e Chris Kobin, solo noi tre. Quando il film è finito, Dave si è rivolto a me e a Chris e ha detto : "Se questo è il mio ultimo 'Evviva' come film-maker, vorrà dire che me ne andrò in un tripudio di gloria. Voi ragazzi avete fatto un film moderno, ma è stata mantenuta intatta l'ironia dell'originale". Dopo tutti questi anni di produzione, tra stop e problemi vari, volevo piangere. Che altro si può desiderare se il film-maker del film originale dà la benedizione al tuo remake ?

L. R. : In "2001 Maniacs" hai lavorato con il grande Robert "Freddy Krueger" Englund. Come consideri Englund come attore e come uomo ? E' un tipo divertente ? Raccontaci qualche aneddoto a proposito.

T. S. : Non posso che dire cose fantastiche su Robert Englund. Lavorare con Robert è stata uno dei più belle esperienze che ho mai vissuto. Stavo lavorando per la New Line Cinema in quel periodo e vedevo sempre Robert durante i party di Natale. Tutti hanno sempre pensato che fosse un pò pazzo. Gli altri erano sempre soliti intonare canti natalizi, mentre io e Robert ci estraniavamo dal resto della folla in qualche angolo a parlare dei film di Dario Argento. La nostra amicizia è cresciuta, l'ho intervistato per un paio di riviste e poi l'ho incontrato al Saturn Awards. Lì gli ho chiesto se era d'accordo a interpretare il ruolo del sindaco Buckman in "2001 Maniacs". Gliel'ho descritto come un film Horror/comedy e Robert è stato subito d'accordo. E' naturale che questa cosa è stata molto utile affinchè io ed il mio collaboratore per la sceneggiatura (Chris Kobin, ndr) fossimo in grado di scrivere il copione tenendo conto e tenendo sempre bene in mente che Robert avrebbe fatto la parte del sindaco Buckman. Ogni volta che ci bloccavamo e non riuscivamo più ad andare avanti Robert ci aiutava. Questo ha portato un sacco di energia per lo svolgimento del progetto, perché noi lo conoscevano abbastanza bene per immaginare come si sarebbe comportato in certe situazioni. Quando gli ha abbiamo consegnao lo script completo ha esclamato : "Oh mio Dio ! Mi sento come qualcuno a cui un sarto ha appena fatto un abito su misura !"


L. R. : Hai prodotto "Detroit Rock City", film con il gruppo rock leggendario "Kiss". L'hai realizzato perchè sei un fan dei Kiss ? Li conosci personalmente ?

T. S. : Ho visto i Kiss nel 1977 da bambino ed è cambiato il mio mondo. Ero un ragazzo paffuto, non mi sentivo una rock star o un super eroe. Ma quando ho visto i ragazzi sul palco mi sono sentito più forte, come se volassi attraverso l'aria, sputassi sangue e respirassi fuoco. Ho subito prnsato che avrei voluto in qualche modo collaborare con loro. Sono diventato un loro fan e lo sono ancora adesso. Infatti, ho appena portato gli attori di "2001 Maniacs" Jay Gillespie e Dylan Edrington ad incontrare i Kiss dopo un loro recente concerto a Los Angeles. Vedi, ho fatto una promessa in qualità di membro del "KISS Army" per diffondere la parola dei Kiss. Quindi, ogni volta che li vedo in concerto, devo portare qualcuno che non li abbia mai visti prima. Sono pazzo, lo so. I Kiss mi hanno insegnato che tutti possono apparire come Clark Kent all'esterno, ma, dentro i nostri cuori, tutti noi siamo dei Superman. Se vogliamo, siamo in grado di fare tutto. E se un un ragazzo paffuto fan dei Kiss venuto da New Jersey è cresciuto fino a co-produrre un film sui Kiss, immagino che tutto sia possibile. Il mio rapporto con i Kiss e Gene Simmons rappresenta tanto. Sogni a volte diventano realtà. Ho incontrato Gene per la prima volta quando stavo andando all'Università di New York. Gli ho mentito dicendogli che ero un reporter di Fangoria. Bene, ha accettato di fare un'intervista con me, trasformando poi anche la menzogna in realtà, perché è stato lui a farmi diventare veramente un giornalista di Fangoria, e l'intervista con Gene è stato il mio primo articolo. Gene ama l'Horror ed è un esperto in materia, sin da quando siamo diventati amici. Durante tutti gli anni 80 e 90 Gene ha sempre voluto produrre film, così quando lavoravo alla New Line, mi passò lo script per "Detroit Rock City". Son riuscito a convincere lo studio a fare il film, per questo motivo mi è stato dato il lavoro di produttore associato. E' con questo film fondamentalmente che ho iniziato la mia carriera cinematografica che mi ha portato poi a dirigere "2001 Maniacs". Ringrazio quindi i Kiss per avermi ispirato, e ringrazio Gene che ha trasformato la mia ispirazione in realtà. Siamo ancora amici, come sono rimasto amico con tutti i membri del gruppo, ma Gene rappresenterà sempre una "figura paterna" nella mia vita. Un modello e un mentore. Mi ha insegnato a fare arte in primo luogo per me stesso. Gene ha affermato di aver creato i Kiss perché in quel periodo non c'era un gruppo che gli piacesse particolarmente, e ha voluto crearne uno che utilizzasse make-up e costumi. Beh, quando ho scritto "2001 Maniacs", da un po' di tempo non c'erano stati più film come quello, questo genere Horror misto a commedia che è stato così tanto utilizzato negli anni 80. Film come "Un Lupo Mannaro Americano a Londra", "La Casa", "Ammazzavampiri", "Motel Hell". Così ho realizzato "2001 Maniacs". Proprio come Gene ha formato i Kiss.

L. R. : In fase di pre-produzione c'è il sequel di "2001 Maniacs", con ancora Robert Englund e Tony "Candyman" Todd. Parlaci un po' di questo progetto.

T. S. : Inizieremo a girare questo sequel all'inizio del prossimo anno. Si chiama "2001 Maniacs : Beverly Hellbillys". Ma prima di questo, sono contento di poter dire che nel giro di due settimane sarà pubblicato il primo numero del fumetto di "2001 Maniacs". Sono molto contento perché ho sempre visto "2001 Maniacs" come più di un semplice film. Abbiamo fatto le magliette, abbiamo la collezione di figurine e ora abbiamo finalmente anche il fumetto. Ma ciò che mi è piaciuto tanto è stato scriverlo, di nuovo con Chris Kobin, con il quale ho scritto il primo e il suo seguito. E' stato bello perché, al contrario del film, non vi è stata alcuna restrizione di bilancio, di calendario... è qualcosa che ho sempre voluto fare. L'obiettivo mio, di Chris e dell'Avatar Press non era quello di realizzare un adattamento del film, voi conoscete già la storia, se avete visto il film. Fin dalla caduta di Pleasant Valley, ogni anno, sono resuscitati dalla loro tomba, e questo è successo praticamente 160 volte da quando è accaduto nel 1864. Allora, perché non divertirsi e creare una storia risalente al 1967, durante l'estate dell'amore e raccontare di un misterioso giro in autobus pieno di hippy in strada verso Woodstock. Gli hippy contro il sindaco Buckman. O durante i ruggenti anni 20 raccontando il viaggio in una vecchia auto di spietati gangsters, ed è scontro Al Capone contro il sindaco Buckman. Siamo veramente entusiasti per questo progetto, e così per la sua prima uscita, abbiamo pensato di partire dall'inizio della storia. Il primo numero è chiamato "The Curse of the Confederacy" ed è la storia di ciò che accadde nel 1864, come la cittadina di Pleasant Valley divenne maledetta e gli abitanti divennero dei fantasmi, degli spiriti nel limbo. Raccontiamo come il sindaco Buckman ha perso l'occhio, raccontiamo di un gruppo di soldati nordici disertori che hanno abbandonato loro truppe e che iniziano a saccheggiare e stuprare, fino a quando non finiscono a Pleasant Valley. In quel periodo, la gente a Pleasant Valley viveva in un'oasi tranquilla, lontana dal mondo, dove c'era invece l'inferno, a causa della guerra tra gli Stati... molto simile a ciò che accade in America oggi. Le notizie di cui si parla sono fondamentalmente 3 : altre 100 persone sono state uccise in Iraq, Sanjaya (concorrente di American Idol) ha un nuovo taglio di capelli e le ragazze della squadra di basket Rutgers. Questi sono i tre temi principali. Ed è come dire : "Sveglia gente, il mondo si sta trasformando in un inferno, siamo anche responsabili noi stessi, in parte, di questo, abbiamo la guerra in Iraq e il riscaldamento globale, ma nel frattempo sintonizziamoci per vedere se Sanjaya sta per vincere o no !" Ed è quello che la gente a Pleasant Valley stava facendo in quel periodo. Hanno cercato di starne fuori, ma ad un certo punto... E quello che io amo del fumetto è che l'Avatar Press ci ha letteralmente detto: "Vogliamo che questo fumetto si spinga oltre tutti i confini, premere tutti i pulsanti. Essere il più politicamente scorretto possibile, senza barriere". Quindi non ci sono stati limiti finanziari e di censura. Ed è stato fantastico. Per cui, il fumetto di "2001 Maniacs" sarà sopra le righe con tette, culi, seni, focacce, Hester e Glendora che fanno sesso mentre Huckebilly le spia, sai che divertimento... tutto ciò che si aspetta da "2001 Maniacs" ! Poi sarà violento e diventerà oscuro e drammatico, così come il primo film. Esattamente come "2001 Maniacs : Beverly Hellbillys", quando uscirà tutti se ne accorgeranno. E' stato davvero divertente seguire questo modello anche nel fumetto. Allo stesso tempo, quello che mi è piaciuto è la presenza di nuovi personaggi che saranno introdotti e che il pubblico vedrà in seguito. Un personaggio di nome Doc Tickles, interpretato da Bill Moseley ("The Devil's Reject", "Non aprite quella porta 2"), un personaggio di nome Jim Crow, interpretato da Tony Todd ("Candyman", "The Rock"), e poi abbiamo una nuova piccola Maniac chiamata Scarlet Red, che sarà intepretata da un nuovo nome, Amy Baniecki. Ma gli appassionati di wrestling, soprattutto del Lucha Libre, la riconosceranno, famosa con il nome di Crybaby. Lei è impressionante. Scopriremo che è la figlia di Buckman e di Granny. E molti di questi personaggi, che saranno nel sequel saranno introdotti nel fumetto per la prima volta, per cui in qualche modo il fumetto funge da ponte tra il primo e il secondo film. Se, al momento dell'uscita del nuovo film, non avete ancora letto il fumetto il divertimento sarà maggiore, ma se l'avete letto, avrete già una certa familiarità con tutti questi nuovi personaggi e capirete da dove proviene la maledizione. E' molto figo, molto figo. E devo dire che è stata l'esperienza più creativa e soddisfacente della mia vita. Quando ero bambino mi piaceva leggere le ristampe dei fumetti EC, Tales From The Crypt, Vault Of Horror... Probabilmente è stato leggere quei fumetti che mi ha insegnato ad essere uno sceneggiatore. È come una sceneggiatura più lo storyboard. Per cui, passare dal fumetto alla sceneggiatura è stato molto facile per me e per Chris.

L. R. : Dopo aver completato "Driftwood", è stato annunciato "Brothers of Blood". La produzione inizierà tra pochi mesi, dopo "2001 Maniacs : Beverly Hellbillys" ?

T. S. : Sì, questo è un film più vicino a "Driftwood", il mio thriller soprannaturale che verrà pubblicato negli Stati Uniti il 13 novembre. I film "2001 Manics" e "2001 Maniacs : Beverly Hellbillys" sono pieni zeppi di sangue, budella, sesso, mentre in film come "Driftwood" e "Brothers of Blood" arrivo a esplorare temi che sono più vicini al mio cuore e alla mia personalità. "Driftwood" narra di un ragazzo che viene mandato in una specie di collegio per giovani con problemi (Attitude-Adjustment Camp for Troubled Youths) dai suoi genitori semplicemente perché secondo loro il ragazzo dovrebbe essere diverso da quello che invece è. Così, invece di cercare di capire il loro ragazzo e di stargli vicino, lo mandano in uno di questi "campi" che sono saltati fuori in America subito dopo il massacro di Columbine, tipo "Mandate qui il vostro bambino e noi provvederemo a farlo diventare un uomo". Il problema è in questi campi tirano fuori da questi ragazzini la parte più brutta, e li spaventano a morte per farli crescere. Praticamente vengono trasformati in zombie. Per me, non c'è nulla di più spaventoso del fatto che ti venga rubata la propria identità, per averti impedito di esprimere te stesso. Tornando al film, una volta che questo ragazzo arriva in questo collegio, scopre che il luogo è infestato da un altro giovane che molto probabilmente è stato assassinato proprio in quel posto. Sono molto orgoglioso di "Driftwood". Ha un cast di giovani stelle come Ricky Ullman e Talan Torriero. Poi c'è Diamond Dallas Page. Il suo personaggio è letteralmente uno stronzo. Così, dopo "Driftwood" e "2001 Maniacs 2", ci sarà "Brothers of Blood". Mi piace dirigere prima un film divertente e poi uno serio. Come per esempio sta facendo Guillermo Del Toro, che ha fatto prima "Hellboy", poi "Pan's Labirynth" e ora sta facendo "Hellboy 2". Il mio "Brothers of Blood" è un film incentrato sul mito del vampirismo, che mi ha sempre affascinato da quando ho visto "Dracula". Sono ossessionato dai vampiri. Tutto quello che posso dire è che sarà spaventoso, seducente, straziante. È un triangolo tra due vampiri e un umano, e non finisce bene per nessuno di loro. È una storia di ciò che accade quando si cerca di incatenare la persona che si ama. Thomas Dekker, che sarà il nuovo John Connor nel prossima serie Tv di "Terminator", interpreterà il giovane vampiro, mentre siamo in trattative con Rob Lowe per il ruolo del vecchio vampiro e Jennifer Love Hewitt per il ruolo dell'umana. Non vedo l'ora perchè non riesco più ad aspettare.


L. R. : Quali sono i tuoi prossimi progetti ?

T. S. : Ebbene, essendo ormai in Ottobre, il mio mese preferito, sto andando a godermi la stagione e a guardare un sacco di film Horror (in giro per i festival, ndr) in attesa di preparare i miei imminenti progetti e di promuovere il mio ultimo film. Io sarò a San Sebastian il 25 e poi in Irlanda per l'Horrorthon per l'Anteprima Irlandese di "Driftwood". Dopo di che mi prenderò un bel periodo di riposo!

Intervista a cura di Lorenzo Ricciardi

 

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FILMOGRAFIA HORROR REGISTA

2008 - BROTHERS OF BLOOD

2008 - 2001 MANIACS : BEVERLY HELLBILLYS

2006 - DRIFTWOOD

2005 - 2001 MANIACS

1985 - A CHRISTMAS TREAT

 

Ringrazio il grande Tim Sullivan per la sua gentilezza e disponibilità !

 

 

 

 

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