SPECIALE SU BRUNO MATTEI - di
Lorenzo Ricciardi
«La cosa che mi rinfranca, oggi, è vedere tanto entusiasmo attorno a noi, attorno a quella grande stagione di cinema, da parte di molte persone, soprattutto giovani. Queste sono le nostre soddisfazioni. Vedere ragazzini che conoscono Virus meglio di me, questo mi affascina !»
Bruno Mattei (Bruno Mattei : un genere di eroe. Horror.it)

In occasione del primo anniversario della sua scomparsa, vogliamo rendere omaggio a Bruno Mattei, grande uomo e grande professionista. Il vero Re del cinema di genere, capace di rendere straordinari dei film a basso costo, con poche risorse e tempi limitati, grazie alla sua enorme capacità di girare e montare con estrema facilità e semplicità. Durante la sua carriera ha utilizzato innumerevoli pseudonimi per firmare i suoi film, ma il suo stile è sempre stato uno solo e assolutamente inconfondibile. Genuino, infaticabile, indomabile, una persona squisita. Ci piace ricordarlo così…
Interviste a collaboratori e colleghi

Claudio Fragasso (director, assistant director, writer) : Incontrai Bruno in un periodo della mia vita in cui facevo l'assistente al montaggio e lo sceneggiatore. Lui era un grandissimo montatore, aveva una grande esperienza in questo campo. Girava i suoi film pensando già al montaggio. Alla fine degli anni 80 mi chiamò per lavorare insieme. Feci con lui la prima esperienza con "La vera storia della monaca di Monza" e "L'altro inferno". Da lì inziò un bellissimo rapporto che durò ben 15 anni. E insieme lavorammo in molti film.
Bruno mi ha insegnato, tra le tante cose, l'importanza del montaggio appunto, che è la base di chi vuole fare questo mestiere. Perchè tu puoi girare quello che vuoi, ma è il montaggio la chiave di tutto, un aspetto fondamentale, essenziale. Ci deve essere un perfetto mix tra sceneggiatura e montaggio.
Bruno era una persona eccezionale. Un amico prima di tutto. E' una persona che mi è stata molto vicino. Abbiamo vissuto insieme una vita molto particolare. Abbiamo viaggiato spesso, realizzando film in tutti il mondo : Spagna, Filippine, Stati Uniti. Era un compagno di viaggio. Mi ha insegnato molto, ma posso dire con certezza di aver insegnato anche io molte cose a lui. Per esempio, lui era uno molto timido con gli attori, non comunicava molto, mentre io ero molto diretto, duro, riuscivo allo stesso tempo a far rigare dritto gli attori e a far dare loro il meglio di se. Ci siamo in qualche modo compensati.
Posso dire una cosa molto bella, che va aldilà di tutto. Nella mia vita ho avuto due persone importanti che mi sono morte accanto. Una era mio padre. E l'altra, Bruno. Sia io che Rossella gli siamo stati vicini fino all'ultimo, anche quando era in coma. In qualche maniera sento di aver dato qualcosa a lui, tanto quanto lui ha dato a me. Credo, insieme a Rossella, di aver vissuto con Bruno le esperienze più vere e profonde, delle esperienze di vita incredibilmente forti !

Rossella Drudi (writer) : Ho conosciuto Bruno mentre aspettavo la nascita di mia figlia Valentina. Ero all’ottavo mese. Veniva sempre a cena da noi e nelle sere d’estate (Valentina è nata il 28 luglio) si rideva e scherzava, raccontando storie e scrivendo al fresco della terrazza. La cosa più divertente erano le litigate, noi due contro Claudio, io e Claudio contro Bruno, Claudio e Bruno contro di me.
Di Bruno rammento l’ironia e il cinismo sano. Sempre disincantato, non si esaltava mai per quello che faceva. Aveva una cultura vasta ed articolata, specialmente per quanto riguardava la storia dell’impero romano.
Lo ricordo con grande nostalgia nel buio della moviola, con collane di pellicola attorno al collo, (i tagli che oggi con l’avid non esistono più) la catozza nella mano destra e la sigaretta perennemente accesa all’angolo della bocca. Il sorriso sornione e malizioso, la matita bianca per segnare lo statico che si spuntava continuamente e le sue imprecazioni buffe, mai volgari.
Bruno non sopportava la stupidità, sia nell’uomo che nella donna e i malcapitati che passavano sotto di lui non potevano sfuggire alle sue battute argute.
Come montatore era un grande, da lui abbiamo imparato in tanti i trucchi del mestiere.
Non conoscevo la sua filmografia degli inizi, e lui non ne parlava mai. Per me era quello dei film di guerra, fantasy e horror (non avevo ancora 20 anni all’epoca).
Bruno era anche un raffinato appassionato d’arte, dai quadri d’autore alla numismatica. Per farmi arrabbiare a volte mi diceva che ero una signorina snob, quando in realtà vivevo fuori delle convenzioni e per questo da lui definita snob. Potrei continuare a lungo, ma mi fermo qui, non si può condensare in poche righe la vita e la lunga conoscenza di una persona così.

Antonio Tentori (writer) : Ho conosciuto Bruno Mattei durante il Joe D’Amato Horror Fest di qualche anno fa. Abbiamo subito fraternizzato e mi sono proposto come sceneggiatore. La mia collaborazione con lui (e con il produttore Gianni Paolucci) è cominciata l’anno successivo con un film erotico, Oriental Escape, a cui sono seguiti altri cinque.
Ho ricordi molto intensi della nostra collaborazione e soprattutto della nostra amicizia, che è avvenuta in un momento per me molto difficile. Condividevamo alcuni gusti cinematografici (come i classici del gotico) e anche letterari (Poe e Lovecraft, che ci siamo divertiti a omaggiare in L’isola dei morti viventi). Gli devo molto, per certi insegnamenti che mi ha dato e per la sua capacità di affrontare con professionalità e serenità gli aspetti più complessi del proprio lavoro, come ho avuto modo di constatare nelle Filippine, dove sono stato suo aiuto. Non si può dire che fosse sempre entusiasta dei suoi ultimi lavori, ma teneva particolarmente ad alcuni, come The Jail e il dittico degli zombi. Era disincantato, ma allo stesso tempo tenace e pronto a dedicarsi a un nuovo progetto, soprattutto se di argomento fantastico, genere che prediligeva.
Ritengo che con Bruno sia finito un certo modo e una certa mentalità di fare cinema di genere. Del resto era inevitabile dato che i tempi sono cambiati e non esistono più (oppure non lavorano attualmente) registi come lui, in grado di realizzare film a basso costo con delle idee dentro. Nella sua filmografia non mancano film non riusciti, lui era il primo a riconoscerlo, ma Bruno verrà ricordato per una serie di film che nel tempo sono diventati autentici cult. Avrebbe potuto dare ancora molto al cinema di genere, non erano certo altre idee e altri progetti a difettare. Rimangono comunque i suoi film, quelli che i fan amano incondizionatamente. Ciao Bruno, mi manchi.
Gianni Paolucci (producer) : Il mio rapporto con Bruno e' durato oltre 20 anni, e quegli anni li abbiamo trascorsi a stretto contatto, dal mattino alla sera, sia in Italia che nei paesi esteri dove siamo andati. Con la morte di Bruno non ho perso solo il mio collaboratore, ma ho perso un secondo padre, il mio migliore amico, la mia anima lavorativa. Certo, abbiamo anche litigato (anche piuttosto ferocemente ), eravamo due caratteri molto forti, ma le nostre litigate (anche sul set, con la troupe che letteralmente scompariva per non essere coinvolta) duravano il tempo di una sigaretta o di un caffe'. Ricordo che ogni volta che tornavamo da una produzione, eravamo sempre seduti vicini ed una volta (circa un anno prima di morire) mi disse che voleva smettere con quel lavoro. Gli dissi che tutte le volte mi diceva sempre la stessa cosa, ma gli dissi anche che, qualora avesse deciso, ovunque sarei andato e per qualsiasi tipo di produzione lui sarebbe venuto con me, anche solo come mio consulente. “Io senza di te non vado in nessun posto”, gli dissi concludendo, e lui mi rispose, come suo solito, che ero una testa dura. Sapevo che quelle parole erano un complimento, se dette da lui.
Lo sviluppo che Bruno ha dato al cinema italiano di genere e' senza dubbio importante e duraturo nel tempo. Bruno poteva considerarsi a tutto diritto un regista da polizza assicurativa sulla vita, nel senso che lui, in un modo o nell'altro, con il sole o con un uragano in corso, lui il film lo portava sempre a casa e sempre superiore alle aspettative. Passando al Bruno montatore, ho trascorso molte ore con lui in moviola (quando ancora si usava) imparando anche molto da lui. Se si vuole criticare Bruno come regista mi sta anche bene ma come montatore no... in Italia pochi erano come lui quando stava in moviola. Vederlo montare, con la pellicola che lo fasciava dalla testa ai piedi, vedere le sue doti di memoria anche fotografica…
Spero che esca fuori un'altro Bruno, o altri Bruno, magari criticabili, ma mio Dio che Professionisti...
Giuseppe Ferranti (make-up artist) : Bruno prendeva il suo lavoro come un gioco, si divertiva molto, soprattutto con il make-up e gli effetti speciali sanguinosi. Nel penultimo film (“L’isola dei morti viventi”) infatti ho usato ben 100 litri di sangue, perché voleva ripetere le scene più e più volte, anche perché era un tipo molto esigente. Ripeteva la scena fino a quando non era soddisfatto. Poi spesso era imprevedibile, cambiava le cose da un momento all’altro, all’ultimo istante. Nell’ultimo film che abbiamo girato nelle Filippine (“Zombi – La creazione”), per esempio, ha voluto 20 bambini, tutti nudi, truccati da zombi, con teste deformate, e mentre la mattina ero intento a truccarli (dopo ormai due ore di make-up) è arrivato Bruno dicendo di volere i bambini con gli occhi neri. E li voleva subito. Quindi in poco tempo ho dovuto fare 40 occhi neri. E’ stato un lavoro massacrante. Alla fine però si giocava e si stava bene insieme.
Era un gran lavoratore, un grande professionista. Nell’ultimo film stava molto male e, nonostante si lavorasse per molte ore, con 50 gradi, lui non voleva mai riposarsi. Non si è mai risparmiato, fino all’ultimo. Un giorno si era sentito poco bene ed era venuto il dottore sul set. Allora anche io ho approfittato per farmi misurare la pressione, e Bruno ha cominciato a sbraitare dicendo : “Che cazzo fai! Sono io che sto male, non tu…”. Era molto spiritoso, una brava persona, molto educato, molto gentile in privato. Come pochi.

Claudio Cosentino (art director, production designer) : Con Bruno bisognava entrare in sintonia o erano cazzi. Pretendeva tantissimo dal suo staff, specialmente da me che un giorno gli dissi che avrei potuto costruire qualsiasi cosa. Lui mi guardò a lungo e poi disse “Da oggi in poi ti prendo in parola, perchè mi devi costruire un tempio segreto dei Maya". Bruno era così straordinariamente senza limiti, si arrabbiava se qualcuno si lamentava per il budget, che era davvero ridicolo, perché lui voleva che inventassimo qualsiasi cosa pur di girare, sempre, ad ogni costo. Una gran fatica, ma a me piaceva questa avventura. Lavoravamo con ritmi davvero incredibili, a 42°, a luglio nelle Filippine all'interno di un capannone senza aria condizionata. Tutti eravamo distrutti e dovevamo uscire spesso a prendere aria, ma lui non si muoveva dall'interno del tempio. Restava lì con gli stunt a provare, a mimare le faccine e le posizioni. Bruno parlava in italiano preso dalla foga di spiegare cosa voleva, questi non capivano una mazza, l'interprete filippina non riusciva a tradurre, e allora questi non facevano mai tutto proprio bene… e lui si incazzava tantissimo.
Ha sempre voluto dei grossi impianti scenografici, altrimenti non avrebbe girato. Grazie al suo avallo, la produzione investiva per la scenografia, e infatti in The Tomb costruimmo un immenso tempio, una cripta, passaggi segreti, trappole… un impianto degno da film americano. Ricordo che Bruno era molto eccitato quando vide l'interno del tempio con in fondo la dea Coatliche.
In Zombi : La Creazione girammo molti interni, molti di più di quelli stabiliti sul mio progetto. Per me fu un vero delirio, tanto che alla fine mi ammalai, per lo stress. Il motivo purtroppo fu che Bruno stava male e girare le esterne era per lui uno stress maggiore, cosi decisero di inventare nuovi ambienti in teatro per sopperire gli esterni mancanti, e li dovetti intervenire con tempi improponibili. Abbiamo tutti cercato di accontentarlo fino alla fine. Forse ognuno di noi aveva capito che non l'avremmo più rivisto di lì ad un mese.
Daniele Campelli (editor) : C’è sempre stato un rapporto di collaborazione e di grande amicizia tra me e Bruno. E’ stato uno spasso lavorare al montaggio con lui, ci siamo divertiti molto. Quando montavamo insieme i film prendevamo un po’ in giro gli attori ricordando le imprese sul set. Passavamo tutto il tempo divertendoci. Era sempre molto allegro. Sono momenti che non scorderò mai, anche perché tutto quello che so fare lo devo a lui. Posso dire che è stato il mio maestro.
Il cinema di genere ha perso molto con la sua scomparsa, era uno degli ultimi baluardi. I fan di tutto il mondo lo adoravano e continuano ad adorarlo.

Franco Garofalo (actor) : L'incontro con Mattei è avvenuto in un momento difficilissimo della mia esistenza. Bruno non era una persona facile: timido e megalomane, alternava momenti di forte equilibrio ad altri durante i quali manifestava tutta la sua collera esplosiva. Mi stimava molto come attore, ma il mio narcisismo lo irritava, anche se devo dire che ci siamo frequentati moltissimo fuori dal set, in quanto abitavamo sulla via Cassia, dove facevamo lunghe passeggiate, parlando di tutto e anche male di Claudio (Fragasso, ndr), per esempio, sia come regista che come uomo... scherzo!
In “La vera storia della monaca di Monza” e “L’Alto Inferno” avevo due personaggi dai caratteri completamente differenti, che dovevo interpretare nello stesso giorno e a distanza ravvicinata l'uno dall'altro. Per questa mia attitudine nel passare da un uomo dai modi raffinati e colti, come lo era don Arrigone, all'altro, brutto sporco e ignorante, ricordo che Bruno mi stimava e gli faceva molto effetto e me lo ha sempre ricordato, anche a distanza di anni.

Ottaviano Dell'Acqua (actor) : Ero all’inizio della mia carriera come attore quando Bruno mi prese sotto le sue ali. Insieme abbiamo fatto molti film. Il primo fu “Rats – Notti di Terrore” e mi scelse come protagonista. Poi abbiamo vissuto praticamente per circa due anni nelle Filippine a girare film, e molti li abbiamo girati anche a Roma. Era un bel capitano sul set con la troupe, ma qualcuno doveva pur portare avanti la carovana. E’ uno che ha fatto tanta gavetta, ha iniziato come montatore e poi è passato alla regia. Dal punto di vista professionale era quindi molto completo, sapeva fare di tutto. E’ difficile riscontrarlo nei registi di oggi. Ha sempre fatto film a basso costo, con pochi mezzi, e nonostante questo tirava fuori dal cilindro sempre la soluzione a tutto. Aveva questa grande capacità.
Tra me e lui nel tempo si è instaurato un rapporto quasi padre-figlio. Era una bellissima persona, molto umano.

Massimo Vanni (actor) : Conoscevo Bruno ancor prima di lavorarci assieme, perché era un carissimo amico di mio cugino. Poi abbiamo avuto l’occasione di lavorare in numerosi film. Ed è nata una grande amicizia. Sul set sapeva il fatto suo, aveva le idee chiare, pretendeva molto dalla sua troupe, ma si era creato un piccolo gruppo di veri professionisti e si riuscivano a fare questi film action e horror in poco tempo, nonostante il budget fosse sempre molto limitato. Era molto faticoso, ma si lavorava bene, con piacere.
Era un appassionato di questo tipo di film, ma sapeva anche girarli molto bene, nonostante non fosse poi così facile. Ma lui aveva in testa già tutto quanto prima di girare. Oggi è difficile trovare un altro regista con le sue stesse capacità, con la sua stessa grande esperienza, così preparato, che riesca a fare le cose che ha fatto Bruno con pochi mezzi, pochi soldi e poco tempo a disposizione. Il cinema italiano di genere ha perso molto con la sua scomparsa. E’ stato un duro colpo per tutti noi. Abbiamo perso un amico e un grande regista.

Yvette Yzon (actress) : Incontrai Mattei per la prima volta nel 2005 quando il mio agente mi organizzò un provino per una produzione italiana. Il film era “Un brivido sulla pelle”. E fui scelta. Sinceramente, dopo questo ruolo, non mi aspettavo mi chiamassero per altri film, e invece dopo due mesi il produttore mi chiamò e mi offrì due ruoli, in “Segreti di Donna” e “Segreti di Donna 2”. Dopo questi due erotici, Mattei e il produttore decisero di cambiarmi l’immagine perché erano sicuri che avrei potuto fare molto di più, così venni scelta per 3 Horror : “The Jail : A woman’s hell”, “L’isola dei morti viventi” e “Zombi : La Creazione”.
Ho visto molti film della filmografia di “Papà Bruno”, da quelli più vecchi fino agli ultimi. E mi sono piaciuti molto. Amo tutti i suoi film, principalmente quelli action e quelli Horror.
Ho imparato molte cose da lui, mi ha fatto diventare un’attrice e una persona migliore. E’ il mio mentore, il mio insegnante, il mio regista, un grande amico e il mio secondo padre. Mi mancherai molto “Papà Bruno”, ti ringrazio per avermi dato la possibilità di far parte della tua vita…

Claudio Morales (actor) : Con Bruno Mattei è stato di sicuro un rapporto intenso, con lui ho girato i miei primi film da protagonista “Mondo Cannibale” e “Nella terra di cannibali” e devo dire che mi ha insegnato molto. Anche se fuori dal set era un amicone disponibile, sul set era terribile, urlava e massacrava gli attori. Lui era un regista della vecchia guardia e affermava che gli attori vanno messi sotto torchio, sotto pressione. Devo dire che forse io ero proprio quello che trattava meglio, gli piaceva molto la mia fisicità d'attore e anche il mio modo di interpretare i personaggi, mi vedeva più adatto al cinema americano che a quello italiano e affermava che con la mia fisicità se fossi vissuto negli anni 70-80 avrei girato continuamentre film western e polizieschi.
Penso che Bruno sia stato un grande regista, geniale, che riusciva, anche con scarsi mezzi a disposizione, a dare una sua impronta particolare e personale.
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cura di Lorenzo Ricciardi
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